Santa Croce riprende l’imbottigliamento a Canistro

Canistro (Aq). Si torna ad imbottigliare acqua minerale nello stabilimento Santa croce che ha ripreso la produzione dopo il blocco legato allo stop della concessione Sant’Antonio Sponga. La società annuncia risarcimenti milionari nei confronti della Regione per la revoca della concessione della sorgente Sant’Antonio Sponga e assume 6 lavoratori. Oltre una settantina di licenziamenti nella Santa Croce che la società  attribuisce alla situazione di stallo determinata dall’ente territoriale. 

L’acqua proviene dalla sorgente Fiuggino, la più piccola del Comune marsicano, tornata nella disponibilità della società dopo il contenzioso vinto al Tribunale amministrativo regionale contro la Regione Abruzzo che ne aveva revocato la concessione. Grazie alla ripresa dell’attività sono così tornati al lavoro 6 addetti, in una delle 3 linee produttive. A renderlo noto è l’imprenditore molisano Camillo Colella. La società ha chiesto l’utilizzo della Fiuggino il 12 maggio 2017 dopo che la Regione aveva revocato, senza concedere proroghe, la concessione della sorgente Sant’Antonio Sponga, che ha una portata ben maggiore. Per la società il contenzioso con la Regione avrebbe  portato al licenziamento dei 75 operai per lo stop all’imbottigliamento. Per quanto riguarda l’utilizzo della sorgente Fiuggino, la Regione, attraverso la dirigente del servizio risorse del territorio e attività estrattive, Iris Flacco, aveva respinto l’istanza della Santa Croce, emettendo ad agosto un provvedimento di decadenza della concessione. Immediato il ricorso al Tar che a novembre ha dato ragione alla società. Nel comunicato della Santa Croce è scritto che “L’attività di imbottigliamento è ripresa solo in questi giorni perché l’azienda ha portato avanti severe verifiche sul processo produttivo d’intesa con le istituzioni. É un motivo di orgoglio tornare a produrre e ad imbottigliare acqua nel nostro stabilimento di Canistro e tornare a creare posti di lavoro, dopo che per colpa della Regione Abruzzo che ci ha revocato ingiustamente e illegittimamente la concessione della Sant’Antonio Sponga, siamo stati costretti, nostro malgrado, a procedere ai licenziamenti e allo stop della produzione – ha commentato Colella – Resta il rammarico di aver dovuto anche in questo caso adire le vie legali per contestare l’assurda presa di posizione della Regione, che ci aveva negato anche l’utilizzo della sorgente Fiuggino, di cui deteniamo regolare concessione fino al 2022 e nonostante avessimo ottemperato a tutte le richieste e prescrizioni ordinate dall’ente, a seguito di ispezioni e controlli”. La Santa Croce ha sottolineato che la preziosa acqua della sorgente Sant’Antonio Sponga, da oltre 2 anni inutilizzata, va ancora a finire nel fiume Liri, mentre “Non arriva a definizione l’esito del bando di gara del 15 dicembre 2016 che nel marzo del 2017 ha portato all’assegnazione provvisoria alla Norda spa- chiarisce Santa Croce che ha contestato l’esito della gara e chiede la revoca per la mancata presentazione, entro i termini, da parte della nuova concessionaria della Valutazione d’impatto ambientale. “Da tutta questa vicenda sembra essere chiaro chi a Canistro vuole continuare a produrre e creare lavoro e ricchezza e chi invece, la Regione Abruzzo e il Comune di Canistro, con un atteggiamento persecutorio nei nostri confronti, di cui siamo pronti a rivalerci con risarcimenti milionari, ha creato una situazione di drammatico stallo, da quando ci è stata revocata la concessione della Sant’Antonio Sponga, che viene pagata in primis dai lavoratori licenziati, dall’intero territorio e da tutti i cittadini abruzzesi e italiani, visti i mancati incassi da parte dell’erario ed i futuri risarcimenti” conclude Colella.

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