Megalò2: nessuna apertura di cantiere, prima il Tar. Regione e Comune inerti Marcozzi (M5S): bloccare progetti e concessioni

Chieti. Il Movimento 5 stelle accusa di lassismo e superficialità il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso e del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, per come è gestito il procedimento autorizzativo del progetto Megalò2 che dovrebbe sorgere a Chieti Scalo, a pochi passi da un altro centro commerciale, il Megalò, sempre in quello che un tempo era un bacino naturale di raccolta dell’acqua, ormai compromesso. Si tratta di un’area soggetta ad esondazioni, come quella del 2013. Il richiamo al Principio di precauzione è d’obbligo se si nutrono dubbi anche sul recente intervento atto a respingere lo straripamento del fiume Pescara sul secondo Megalò, ma che potrebbe generare l’allagamento di strade e aree esterne ai 2 centri commerciali. 

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Megalò alluvione 2013

Per l’eventuale apertura del cantiere Megalò 2 bisognerà comunque attendere la decisione del Tribunale amministrativo regionale fissata il 23 marzo, a prescindere dal Genio civile che ha dichiarato la conformità dei lavori per la messa in sicurezza idraulica. Inoltre il permesso a costruire emesso dai Comuni di Chieti e Cepagatti è da annullare o revocare perchè invalidato dal Comitato regionale di Valutazione di impatto ambientale (Via). A diffidare le amministrazione per un annullamento è l’avvocato Francesco Paolo Febbo che interviene a nome di Wwf Chieti-Pescara, Confcommercio, Confesercenti, Aniac, Cna e Upa di Chieti. Dunque se il Genio civile non ha titolo per rilasciare permessi edilizi visto che svolge altre funzioni il permesso a costruire è “bocciato” dal Comitato Via e va revocato, come richiesto con diffida dal legale delle associazioni. Al Tar di Pescara, il 23 marzo, le associazioni ambientaliste e di categoria chiederanno conferma del giudizio del Comitato Via e il definitivo stop a un progetto dannoso per l’ambiente e per l’economia del territorio. Chi canta vittoria dunque sbaglia. “Un passo avanti di chi vorrebbe speculare su quei terreni in danno di Chieti, del piccolo commercio locale e del centro storico – puntualizza la Consigliera regionale M5S Sara Marcozzi  – É ancora pendente il ricorso al Tribunale amministrativo regionale promosso dalla società Sile avverso il provvedimento emanato dal Comitato Via a marzo. Le opere messe in campo dalla Sile, a cominciare dalle palancolature, stravolgono completamente l’assetto idrogeologico dell’area -spiega Marcozzi – Basti pensare che in caso di precipitazioni copiose l’argine costruito per proteggere l’area in cui dovrebbe sorgere il II centro commerciale dallo straripamento del fiume potrebbe causare l’allagamento delle strade e delle aree al di fuori del centro commerciale. Una variazione che di fatto muta completamente la mappa del Piano stralcio di difesa dalle alluvioni (Psda). Per questo chiederemo all’Autorità di bacino di verificare se le novità a livello strutturale adottate dalla società abbiano modificato l’assetto idrogeologico relativo alle mappe del Psda e ai relativi rischi di alluvione con considerevoli pericoli anche per l’uscita dell’asse-attrezzato a Chieti Scalo – prosegue il consigliere regionale pentastellato – Nonostante ogni anno alluvioni ed eventi atmosferici continuino a mietere vittime e danni, la politica di coloro che sono al governo della Regione e amministrano il Comune di Chieti sembra disinteressarsi alla prevenzione concreta. Megalò è stato inserito nel dossier elaborato da Legambiente fra i 10 edifici più pericolosi d’Italia. Si tratta di un classico esempio della scarsa attenzione che governi di centro-destra e di centro-sinistra hanno avuto verso la prevenzione del rischio idrogeologico. Il M5S al governo non avrebbe mai permesso quel tipo di insediamento su un area cosi fragile dal punto del rischio idrogeologico, ne tanto meno avrebbe mai permesso il proseguo di questo inutile e pericoloso secondo centro commerciale”. Concludono i consiglieri comunali M5S Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo: “Il M5S sta proseguendo la verifica dell’iter autorizzativo delle relative scadenze che sembrerebbero mostrare lacune e criticità. Manteniamo alta l’attenzione su un progetto dannoso sia dal punto di vista ambientale che economico-sociale”.

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