Ad Introdacqua 50% di evasori Imu. UpI domanda chiarezza e propone soluzioni

Introdacqua (Aq). Strano record nella località dove il 50% degli accertamenti Imu rileverebbero delle irregolarità e, in lunga attesa per i chiarimenti in Comune, in molti non riescono a conoscere di fatto l’oggetto delle contestazioni in tempo per opporsi ai provvedimenti sanzionatori. Uniti per Introdacqua interviene sulla vicenda dalla parte della cittadinanza: “Per non alimentare polemiche ed infiammare ulteriormente il clima di tensione siamo intervenuti solo ora nella speranza che l’amministrazione potesse fare chiarezza. Purtroppo non è avvenuto”. 

Uniti per Introdacqua Report-age.com 20.2.2018“Il Comune di Introdacqua, a causa di una discutibile gestione finanziaria, si troverebbe con un buco inatteso in bilancio che oscilla tra 700 mila e 1 milione di euro – scrive in una nota il gruppo – A fronte di tale scenario che mette a rischio anche la gestione ordinaria dell’attività comunale, la giunta ha dato direttive al responsabile del servizio finanziario per l’affidamento degli accertamenti tributari ad una società di riscossione esterna. A nostro avviso doveva essere fatta una scelta estremamente diversa. Gli accertamenti andavano fatti molto prima, con l’utilizzo delle risorse umane interne e non ridursi agli ultimi giorni del 2017 per il timore della prescrizione. Anche questa volta gli amministratori forniranno ai cittadini caliginose, ma convincenti risposte, attribuendo gli evidenti errori sempre ad altri e responsabilità dei riscontrati disservizi al colpevole di turno, mai in relazione alle loro quantomeno discutibili scelte. Come dire, non è mai colpa nostra è sempre colpa di altri. Qualcuno continuerà ostinatamente a credergli? Allora ci domandiamo perché non sono stati fatti gli accertamenti per gli anni d’imposta dal 2008 al 2011 quando i responsabili del servizio erano assessori. Senza voler alimentare polemiche, ma per informare e chiarire ai cittadini, bisogna analizzare nel merito gli accertamenti notificati. Ammesso anche che la società non abbia avuto il tempo per fare i previsti riscontri, ad accertamenti notificati l’amministrazione avrebbe dovuto prendere pubblicamente posizione e precisare, con chiarezza e trasparenza, se per alcune tipologie di terreni l’Imu (Imposta municipale unica sugli immobili) andava corrisposta o meno. Purtroppo, non è corretto nei confronti dei cittadini, viste anche le loro prolungate attese in Comune per i chiarimenti. Quando sapranno i cittadini, se dopo 60 giorni dalla notifica, l’accertamento non può essere più contestato? Inoltre, alla società che ha predisposto gli accertamenti è stata riconosciuta una percentuale obiettivamente eccessiva, il 13% sul riscosso per gli accertamenti e, ben l’8 % del riscosso per i semplici solleciti di pagamento. Come gruppo di opposizione avanziamo la proposta che il Comune avvii, immediatamente, un contraddittorio con i cittadini raggiunti dall’accertamento, annulli gli accertamenti incoerenti, in particolare per i terreni che di fatto sono inedificabili e, annulli le sanzioni nei casi in cui l’obbligo del pagamento dell’Imu era incerto. Chiediamo che ciò venga fatto con la massima trasparenza, trattando tutti i cittadini allo stesso modo, con una gestione, concretamente, giusta ed imparziale – conclude Uniti per Introdacqua – Su poco più di 2 mila abitanti, comprendendo anche i ragazzi, vi sia quasi un 50% di evasori. Non si può pensare di porre rimedio agli errori commessi dagli amministratori nell’approvazione dei bilanci, facendone pagare il conto ai cittadini. Infine, ai cittadini raggiunti dagli accertamenti, suggeriamo di presentare al Comune una richiesta di accertamento con adesione che consentirà loro di sospendere il termine per pagare ed eventualmente per fare ricorso, senza aggravio alcuno. Si tratta di una sospensione di 90 giorni, oltre i 60 previsti nell’accertamento, tempo che ci auguriamo porti l’amministrazione a riflettere sul proprio discutibile operato ed a rimediare ai molti evidenti errori commessi”.