Condanne ai fratelli Di Nino della ditta di autotrasporti di Pratola Peligna

Sulmona (Aq). Condannato a 3 anni e 9 mesi di reclusione, per estorsione, Piero Di Nino e 9 mesi per omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro per il fratello Stefano, entrambi titolari della ditta  di trasporti pratolana che prende il loro cognome. Nella sentenza di primo grado, pronunciata in tarda serata oggi  nell’aula udienze al secondo piano del tribunale di Sulmona, cade l’accusa di attentato ai diritti politici per cui era imputato Pietro Di Nino, per questo assolto. Per la figlia, candidata nel 2010 alle elezioni provinciali del 28 marzo, Pietro di Nino chiese voti ai suoi dipendenti facendo nominare rappresentanti di lista elettori che altrimenti avrebbero dovuto esercitare il diritto di voto in un collegio diverso da quello in cui si poteva votare Antonella Di Nino oggi sindaco di Pratola Peligna (Aq) e candidata anche al Senato per Forza Italia. Il giudice Giovanna Bilò ha deciso per il risarcimento danni ai 2 ex dipendenti, Iacubi e Iacobucci, per i quali è stata accertata l’estorsione. Non più di 6 mesi di reclusione ciascuno per i dipendenti della ditta di trasporti, sempre nel banco degli imputati, operativi negli uffici dell’azienda. E pensare che il caso si considerava archiviato dopo un primo proscioglimento dinanzi al giudice per l’udienza preliminare e un ricorso in Cassazione vinto dalla Procura di Sulmona che è riuscita a riavviare il procedimento.

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