Lolli pronto al confronto su Acqua del Gran Sasso, l’Osservatorio: ‘Partecipi al prossimo incontro da organizzare a Teramo’

Teramo. L’invito a partecipare al prossimo incontro pubblico, rivolto al vice presidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, arriva dall’Osservatorio indipendente dell’Acqua del Gran Sasso. Il confronto si organizzerà nel capoluogo di provincia e per l’occasione il gruppo di associazioni vorrà sapere cosa si è fatto  in questi 9 mesi trascorsi da quando l’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) giudicò l’acqua in uscita dal traforo, impianto gestito dalla Ruzzo reti, non conforme e il Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) della Asl di Teramo ne dispose l’uso per soli fini igienici, in gran parte della provincia di Teramo. L’osservatorio chiede trasparenza e interazione alla Regione anche perché non è possibile attendere, per una questione tanto delicata, ben 53 giorni per una risposta. Dal 15 dicembre 2017 all’8 febbraio 2018, l’Osservatorio ha infatti atteso di sapere se esistesse un progetto di messa in sicurezza dell’acquifero e dalla risposta, lumaca, risulta che ad oggi non vi è ancora alcun elaborato progettuale inerente le attività di messa in sicurezza. 

La Commissione tecnica per la gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso nei 9 mesi trascorsi dall’incidente di maggio 2017 non ha ancora prodotto un progetto di messa in sicurezz, interviene l’Osservatorio: Situazione un po’ confusa, scrivono gli ambientalisti: “Se l’8 febbraio 2018 per la Regione Abruzzo non vi è ancora alcun progetto, attraverso il verbale pubblicato sul sito della Regione, risulta che nel corso della riunione della Commissione del 3 novembre 2017 il professor Guercio ha illustrato un’idea progettuale che prevede … il rifacimento delle captazioni, mediante perforazioni rivestite, ortogonali all’asse della galleria, con sviluppi longitudinali non inferiori a 200 m, a partire dalle nicchie SOS esistenti. Le nuove captazioni, dotate di apparecchiature di sezionamento e controllo quali-quantitativo, recapiterebbero le portate drenate dall’acquifero ad un nuovo sistema di tubazioni in acciaio inox, da posare in banchina delle gallerie autostradali. Esigenze di natura statica del rivestimento esistente delle gallerie autostradali non consentono la rimozione dell’attuale sistema di drenaggio, che continuerà a svolgere la propria funzione, anche se con portate presumibilmente ridotte, in quanto compensate dalle nuove captazioni. La soluzione comporta la necessità di continuare ad utilizzare la portata drenata dalle condotte poste sotto la pavimentazione stradale al fine di assicurare il medesimo volume complessivo di risorsa idrica destinata al consumo umano. Parte di tali risorse dovranno peraltro essere caratterizzate come acque superficiali, in quanto non captate in pressione all’interno dell’acquifero, e conseguentemente sottoposte ad un adeguato trattamento di potabilizzazione…“.

Il 9 febbraio il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, ha poi parlato di una nuova ipotesi di progetto che prevedrebbe: sostituzione del pvc dei tubi con materiale inox flessibile, impermeabilizzazione con nuove tecnologie del manto autostradale e di tutte le strutture a contatto, nuovo intervento di impermeabilizzazione dei Laboratori. Per l’Osservatorio: “Nessun progetto reale per la messa in sicurezza dell’acquifero, dovrebbero esserci delle ipotesi di lavoro (non si capisce suffragate da quali studi); la situazione dei Laboratori dell’Infn e delle gallerie è talmente grave e complessa da richiedere interventi che dovrebbero modificare totalmente il sistema di captazione esistente con necessità di potabilizzazione di parte dell’acqua del Gran Sasso che verrebbe declassata ad acqua di superficie. Questo nonostante i lavori svolti durante la gestione commissariale Balducci siano costati oltre 82 milioni di euro; non vi è alcuna ipotesi di allontanare le migliaia di tonnellate di sostanze pericolose (nafta pesante, trimetilbenzene, ecc.) stoccate all’interno dei Laboratori”.

Sulla trasparenza per l’Osservatoio permane l’inspiegabile opposizione da parte della Regione alla partecipazione di rappresentanti delle associazioni, come richiesto dall’Osservatorio, alla Commissione tecnica per la gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso. “Inoltre è ancora impossibile per un cittadino conoscere tempestivamente i dati sulla qualità dell’acqua che arriva al rubinetto non essendo stato messo a punto un sito che raggruppi tutti i dati delle analisi effettuate dai vari enti e organismi di controllo – conclude il gruppo di associazioni ambientaliste – A questo punto, visto che Lolli ha affermato che è disponibile a confrontarsi pubblicamente su questi temi anche per illustrare quanto si sta facendo, chiediamo al Vicepresidente di partecipare ad un incontro pubblico da organizzarsi al più presto a Teramo”.