Per il nuovo governo ecco le 10 proposte di Confesercenti

Se ne assaggiano a malapena gli effetti, ad adombrare dubbi sulla ripresa economica di lunga durata è Confesercenti. L’associazione di categoria considera la variazione del Prodotto interno lordo (Pil) intorno all’1,5% è lega la ripresa alla vitalità delle esportazioni, degli investimenti industriali su macchinari, garantiti dagli incentivi, e al turismo per le perdite di mercato dei Paesi del Nord Africa. Si tratta dunque di una partenza legata all’evoluzione del quadro internazionale.

Pur rappresentando una novità positiva, almeno negli ultimi 10 anni, la crescita italiana è una delle più basse dell’area Euro, indietro di quasi un punto percentuale rispetto alla media. e per Confesercenti “Le previsioni della Commissione per il 2018 sono un po’ meno rosee di quelle del Governo (1,3 contro 1,5%). Troppo poco per fugare le incertezze. In primo luogo quelle dettate dalla attesa normalizzazione delle politiche monetarie europee e dei conseguenti possibili effetti di crescita dei tassi di’nteresse, ma anche dalla prossima evoluzione delle politiche di bilancio che sinora, nonostante l’impegno di utilizzare al massimo i margini consentiti dagli accordi europei, hanno potuto dare solo pochi stimoli all’intera economia. Tra il 2008 ed il 2017 abbiamo già perso 514 mila lavoratori autonomi, calo che annulla, di fatto, la crescita occupazionale. In difficoltà le attività commerciali. Per invertire il trend e trasferire i benefici del ritorno alla crescita anche a queste piccole e medie imprese la Confesercenti ha elaborato 10 proposte.

Le 10 proposte di Cofensercenti per l’economia

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