Lavori al marito dell’assessore, condannato tecnico del Comune di Rivisondoli

Sulmona (Aq). Condannato in primo grado per abuso d’ufficio Luigi La Civita, tecnico del Comune di Rivisondoli e vice coordinatore regionale di Forza Italia. Il tribunale collegiale lo ha condannato a 9 mesi, accogliendo in parte la richiesta del pubblico ministero del Tribunale di Sulmona, Giuseppe Bellelli, di 1 anno di reclusione per l’amministratore. Già consigliere comunale, all’architetto La Civita è stata applicata anche la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per 9 mesi.

Luigi La Civita foto Trozzi Report-age.com 2018
Luigi La Civita

I fatti risalgono ad una inchiesta della Procura della Repubblica di Sulmona per alcuni lavori pubblici gestiti da La Civita responsabile dell’area tecnica del Comune sangrino. La pubblica accusa è riuscita a dimostrare che il metodo di frazionamento dei lavori adottato da La Civita è artificioso perché finalizzato ad affidare i lavori pubblici all’azienda del marito dell’assessore comunale alla cultura che ha goduto così dell’ingiusto vantaggio patrimoniale garantito dal tecnico, intenzionalmente. Oltre una dozzina gli affidamenti diretti garantiti alla Euro service, entro brevi limiti temporali e senza diversificazione specialistica. Su questo punto i limiti sarebbero legati alle avverse condizioni climatiche, che influenzerebbero non solo sul tempo di esecuzione dei lavori, il mal tempo in alta quota impedirebbe di distribuire i lavori in tutto l’arco dell’anno limitando gli interventi a pochi mesi estivi. I lavori finiti sotto la lente d’ingrandimento della procura interessano la manutenzione straordinaria dello stadio comunale (circa 40 mila euro) di maggio 2012 alle operazioni di luglio dello stesso anno per il noleggio di bagni chimici ( 1694 euro e non circa 29 mila euro come precedentemente indicato (eseguita rettifica su richiesta) e la sistemazione di parcheggio e strade (circa 23 mila 900 euro) sempre in località Pié Lucente. Ad agosto dello stesso anno poi sono cominciati i lavori per il complesso scolastico di viale Marconi direttamente affidati alla stessa ditta con somma urgenza per la sistemazione della copertura (circa 35 mila 600 euro) prima, poi per la manutenzione straordinaria (circa 31 mila 900 euro) e sempre nello stesso istituto l’intervento per il rinnovo dell’allaccio fognario costato circa 8 mila euro. Agli sgoccioli del 2012 si procede ad interventi di salvaguardia del territorio montano (circa 19 mila 500 euro). A novembre dell’anno successivo, l’affidamento diretto alla ditta del marito dell’assessore comunale interessa i lavori di via Giovanni XXIII (circa 8 mila 400 euro) e a dicembre di nuovo (circa 18 mila 500 euro) si procede alla salvaguardia e valorizzazione del territorio montano. Nel 2014 il comune spende 21 mila 700 euro, affidamento diretto, per il posizionamento di una casetta in legno sui giardini comunali tra via Regina Elena e via Teofilo Patini, a maggio mentre a giugno, sempre per le stesse vie si dà corpo alla manutenzione straordinaria dei giardini per circa 3 mila 700 euro, a luglio scatta invece la manutenzione del patrimonio comunale per 6 mila 100 euro di lavori e ancora ad ottobre, sempre alla stessa ditta si garantiscono i lavori di completamento delle opere di urbanizzazione in via Giovanni XXIII. Martedì il tribunale di Sulmona ha condannato il tecnico per abuso d’ufficio, pena sospesa e non menzione. “Ritengo di aver agito seguendo la legge e quindi sono sereno perché la verità verrà a galla” ha dichiarato l’architetto sulmonese in attesa delle motivazioni della sentenza e pronto a ricorrere in appello.