Fiab ai candidati alle Politiche chiede della mobilità. Obiettivo: -20% di mezzi privati in circolazione

Il coordinamento Fiab Abruzzo-Molise (Federazione italiana amici della bicicletta) chiede ai candidati del 4 marzo di esprimersi sui temi relativi alla mobilità e, in particolare alla mobilità ciclistica. In particolare l’obiettivo per la prossima legislatura è la dieta del traffico
 cioè la riduzione degli spostamenti motorizzati, in favore di quelli pedonali e ciclistici. La bicicletta può essere una soluzione, riferisce Fiab, ma aggiungiamo sempre e solo per chi è in buone condizioni di salute. La percentuale di chi deve utilizzare necessariamente l’auto privata supera di molto il 40% degli spostamenti modali, soprattutto se consideriamo il fatto che la popolazione invecchia. Fiab propone di diminuire del 20% i mezzi privati in circolazione con alcune azioni.

Aggiornamento

1) Dare piena attuazione alla legge 11 gennaio n. 2 «Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica», pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 25 del 31 gennaio 2018 e in vigore dal 15 febbraio 2018. Chiediamo un impegno su iniziative entro i primi due anni del nuovo governo per rispettare le scadenze che la legge, fortemente voluta da Fiab, si pone. Tra queste ricordiamo: il piano generale della mobilità ciclistica (Pmgc), da approvare entro il 15 luglio 2018, i piani regionali della mobilità ciclistica, da approvare entro il 15 luglio 2019, la realizzazione della rete ciclabile Bicitalia, per cui le Regioni devono predisporre i progetti entro il 15 luglio 2019 e infine il Biciplan, considerato piano di settore del Pums ai sensi dell’art. 3 decreto Mit 4 agosto 2017 e l’adozione dei Pums per le città metropolitane, gli enti di area vasta, i comuni e le associazioni di comuni con popolazione superiore a 100 mila abitanti.

2) Istituzione del servizio nazionale per la mobilità ciclistica. Le politiche per la ciclabilità interessano settori diversi e c’è necessità di avere una struttura di governance chiaramente identificata all’interno della struttura burocratica.

 3) Riforma del codice della strada: 30 km/h come standard di velocità nelle città, doppio senso ciclabile nelle strade a senso unico delle città, case avanzata ai semafori. La riforma del codice della strada è indispensabile: è necessario cambiarne la visione e mettere al centro dell’azione normativa la persona al posto dei mezzi a motore. La riforma organica è ciò che auspichiamo, ma i punti indicati sono quelli che avrebbero sùbito un impatto positivo sulla sicurezza nelle nostre città e faciliterebbero la vita di chi sceglie di muoversi in modo sostenibile, a piedi o in bicicletta.

4) Sostegno economico per l’acquisto della bici. L’incentivo dovrebbe essere maggiore a fronte della scelta di dismettere la propria auto o a fronte di un impegno a un utilizzo quotidiano casa-lavoro o casa-scuola.

5) Incentivi e defiscalizzazione per i commercianti che attrezzano spazi per biciclette con lo scopo di incentivare e rivitalizzare il commercio locale. Più spazio alle biciclette significa più spazio alle persone: un posto auto significa un potenziale cliente; in un posto auto parcheggiano dieci biciclette, che equivalgono a dieci potenziali clienti.

6) Comuni ciclabili e vivibili, rivedere gli standard urbanistici della legge Tognoli, che obbliga a dedicare ampie superfici per posteggi auto privati e pubblici, per permettere ai Comuni di realizzare trasformazioni urbanistiche sostenibili che privilegino i collegamenti e servizi per biciclette e pedoni, il trasporto pubblico e collettivo, realizzazioni di spazi pubblici di incontro per i cittadini. In attesa di queste modifiche prevedere incentivi (facilitazioni sulla gestione delle spese dei bilanci comunali) per i Comuni che realizzano interventi per la ciclabilità e l’accessibilità della città a persone con ridotta mobilità.

7) Città attive e sane: prevedere incentivi fiscali per le aziende che facilitano l’utilizzo della bicicletta negli spostamenti casa-lavoro. La promozione della mobilità attiva a partire dagli spostamenti quotidiani,ha numerosi riscontri positivi sul benessere psicofisico delle persone, e il movimento quotidiano è uno degli elementi di prevenzione di molte delle malattie del nostro tempo, dall’obesità al diabete alle malattie cardiovascolari.

8) Piena Intermobilità tra bicicletta e mezzi di trasporto pubblico in particolare tra bici e treno, con adeguamento del materiale viaggiante e delle stazioni ferroviarie, in modo che si possa trasportare la bicicletta, in appositi spazi, sulla maggior parte dei treni, regionali e a lunga percorrenza, e che le stazioni siano idonee alla sosta, anche prolungata, delle biciclette, e venano eliminate le barriere architettoniche che ne impediscono la fruibilità.

9) Favorire l’istituzione dei Mobiliry manager, sia negli enti ed uffici pubblici (scuole comprese) che nelle ditte private, per coordinare gli interventi a favore di una diversa mobilità per i percorsi casa-scuola e casa-lavoro.