Piccole e medie imprese Report-age.com 2018

Confesercenti: 2 imprenditori su 3 bocciano i programmi elettorali

Da un’indagine di Confesercenti con Swg emerge che le Piccole e medie imprese (Pmi) sono incerte, il 36% sta rimandando gli investimenti, chiedono meno burocratica, semplificazioni, riduzione del costo del lavoro e un accesso al credito più semplice e meno costoso. Gli imprenditori cercano risposte su fisco, sostegno alle imprese e forza incisiva in Europa, in breve un’inversione di tendenza.

Piccole e medie imprese Report-age.com 2018«È necessario dare alle Pmi il sostegno di cui hanno bisogno per agganciare finalmente e completamente la ripresa» Confesercenti mette in evidenza il fatto che i programmi elettorali, di tutti gli schieramenti politici, non convincono le Pmi. A un mese dalle elezioni, 2 imprenditori su 3 (il 64%) bocciano le proposte avanzate finora dalle forze politiche, da cui invece si attendono proposte più concrete e mirate su fisco, sostegno all’impresa e rapporto con l’Unione europea. «È una situazione di incertezza che blocca anche l’economia – sostiene Pietro Leonarduzzi, della presidenza di Confesercenti Abruzzo – Infatti, il 36% di aziende segnala di voler rimandare a dopo le elezioni la decisione se procedere o meno con gli investimenti già programmati». L’insoddisfazione del tessuto imprenditoriale rischia anche di dare una spinta all’astensionismo. Ad oggi, infatti, gli imprenditori che hanno deciso di rinunciare al voto sono il 25%, mentre un 20% è indeciso. «Ad allontanare dalle urne è soprattutto la sensazione di non essere considerati adeguatamente da nessun partito – aggiunge Franco Liberatore dell’Anva (Associazione nazionale commercio su aree pubbliche) – C’è soprattutto una generale sfiducia nel sistema politico elettorale e la mancanza, ad oggi, di programmi convincenti». Tra le risposte che le imprese attendono dalla politica, spicca la questione fiscale. Il 56% degli intervistati, infatti, ritiene che la riduzione del peso delle imposte debba essere la priorità della prossima legislatura. Si cerca anche più sostegno alla piccola impresa, semplificazione burocratica, riduzione del costo del lavoro e un accesso al credito più semplice e meno costoso. Richieste avanzate da anni dal mondo della piccola e media impresa italiana, ma fino ad ora mai soddisfatte pienamente. Dal sondaggio emerge che gli imprenditori richiedono la stabilità necessaria per investire e progredire. Ad un mese dalle elezioni, il tempo stringe, le imprese vivono un’incertezza ed uno sconforto sempre più palpabili di fronte a proposte che, da chi vuole stringere ancora la cinghia a chi promette mari e monti, sembrano comunque inadeguate. Per la Confesercenti occorre mettere in campo proposte credibili, mirate e realizzabili per dare ossigeno alle imprese. In particolare alle micro-attività urbane, che vivono un problema che aumenta il degrado delle città, ma che viene ignorato da tutte le forze politiche.

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