Come si vota alle Politiche del 4 marzo, Schede elettorali e Territorialità

Il 4 marzo l’Italia procederà al rinnovo del Parlamento, dalle ore 7 alle 23. Gli Italiani dovranno esprimere 2 voti, agli elettori saranno consegnate 2 schede, una per la Camera dei Deputati e una per il Senato della Repubblica. Per la Camera alta, ovvero il Senato, hanno diritto al voto però coloro che hanno compiuto 25 anni

Prima cosa da sapere, non c’è obbligo di votate in maniera uguale per Camera e Senato. Trattandosi di 2 schede l’elettore può anche votare uno schieramento su una scheda che non corrisponde allo stesso schieramento politico dell’altra scheda. Sia per Camera che per Senato l’elettore dovrà votare una lista di candidati al Plurinomale ed un candidato all’Uninominale. All’interno di ognuna delle 2 schede l’elettore troverà tutte le liste o coalizioni di liste (con il relativo elenco di candidati riportato) e ad ognuna delle liste o delle coalizioni sarà abbinato un candidato all’Uninominale. L’elettore dovrà scegliere il candidato Uninominale, o la lista, ben sapendo che non potrà scindere l’abbinamento. In breve, in una stessa scheda dovrà per forza votare una delle liste abbinate al candidato uninominale preferito o il candidato uninominale abbinato alla lista che ha scelto. Nel territorio Peligno i candidati ai collegi Plurinominali sono 4: 2 per la Camera dei deputati, Massimo Carugno (lista INSIEME Italia Europa e Giovanni Bartolomucci (Casapound) 2 per il Senato, Gabriella Di Girolamo (M5S) e Antonella Di Nino (FI).

Per valorizzare il criterio della territorialità piuttosto che quello delle scelte politiche l’elettore Peligno potrebbe scegliere alla Camera e al Senato i candidati locali.

Voto nel dettaglio. Nelle schede per ogni area politica vedremo una parte rettangolare in alto, stretta e lunga, che indica il nome e cognome del candidato scelto dal partito o dalla coalizione. Si tratta della parte riservata al collegio Uninominale che dà la vittoria alla persona che prende più voti in quel collegio. Sotto il nome del candidato, ci saranno invece i simboli dei partiti o del partito che lo appoggiano e accanto troveremo dai 2 ai 4 nomi. É il listino bloccato, persone scelte dai partiti. Questi nomi vengono eletti su base proporzionale e li votiamo in blocco, non possiamo sceglierne uno solo. In breve, il candidato dell’uninominale è il giocatore, la lista di nomi sotto di lui è la squadra di sostegno. Sulla scheda possiamo fare 2 segni, una croce sulla parte rettangolare in cui è indicato il candidato al collegio uninominale che preferiamo e un’altra crocetta su 1 dei simboli che lo appoggiano, indicati sotto di lui. Attenzione, i 2 segni devono essere fatti nella stessa area altrimenti il suo voto sarà annullato. Dunque si può votare facendo un solo segno, oppure 2, basta che siano fatti nell’area della scheda che spetta a un’unica coalizione.

  1. Si può segnare con una X anche solo il partito scelto, il voto andrà al candidato dell’uninominale (il giocatore) appoggiato da quella forza politica.
  2. Se scegliete il candidato e non mettete il segno su uno dei partiti che lo sostiene, il voto sarà distribuito all’intera coalizione che lo sostiene poi assegnato con metodo proporzionale.
  3.  Se volete votare una coalizione, ma non vi piace il candidato che la coalizione ha presentato nel vostro collegio uninominale, l’unico modo che avete per non votarlo è rinunciare e votare un’altra coalizione. 
  4. Se avete deciso di votare per un candidato, ma non vi piace uno dei partiti che lo appoggiano, l’unico modo che avete per essere sicuri che il vostro voto non finisca a quel partito è fare 2 croci, esprimendo anche una scelta per un partito diverso da quello che non vi piace sempre però che sia parte della stessa coalizione altrimenti il  voto sarà annullato. Infine, non si possono esprimere preferenze sui singoli candidati della lista proporzionale.

Liste e candidati per ottenere l’assegnazione dei seggi parlamentari devono superare la soglia di sbarramento. Per eleggere candidati nel proporzionale, una lista deve infatti ottenere almeno il 3% dei voti su base nazionale per la Camera. Al Senato è lo stesso, ma lista e candidato ricevono seggi anche se falliscono l’obiettivo del 3% a livello nazionale, ma ottengono in una sola regione almeno il 20% dei voti. La soglia per le coalizioni invece è del 10% dei voti, a patto che almeno una delle liste che la compongono raggiunga il 3% a livello nazionale. Se una lista che fa parte di una coalizione non riceve il 3% a livello nazionale, non elegge nessun parlamentare, se ottiene però più dell’1%, i voti che ha raccolto vengono distribuiti tra i suoi alleati (fonte Tp24.it).