Contro Hub del gas nasce un Coordinamento abruzzese. De Sanctis: ‘Noi abbiamo fermato Sox’

Sulmona (Aq). Progetto Rete adriatica e centrale di spinta del gas naturale che la Snam sta per realizzare a Case pente, si costituisce questa sera nella sala della chiesa di Santa Maria Ausiliatrice un altro Coordinamento, abruzzese però contro i progetti d’impatto che interesserebbero proprio le condotte dei gasdotti, di impianti di compressione e di trattamento del gas, pozzi e stoccaggi. Lo hanno chiamato Coordinamento no hub del gas Abruzzo che segue la nascita di alcuni anni fa di molti gruppi simili come quello nazionale No tubo e anche altri avviati anche da rappresentanti delle istituzioni, organismi che si sono rivelati poco efficaci.  A Sulmona il 21 aprile si terrà una manifestazione di protesta.  La multinazionale del gas, allacciandosi ad altre strutture, con questi progetti punta a diventare una hub del gas per il trasporto del metano in Europa e oltre. 

Assemblea costituzione coordinamento regionale No hub Foto Trozzi Report-age.com 3.2.2018

Annamaria Casini

C’è il gotha dell’ambientalismo regionale nell’accogliente ritrovo ecclesiastico, i rappresentanti sindacali, associazioni a salvaguardia della fauna selvatica, naturalisti, escursionisti, esploratori, i comitati del gasdotto Larino-Chieti, quelli dell’Aquila per difendere gli usi civici di Paganica dal metanodotto della multinazionale, tanti #NoOmbrina, qualche nostalgico della vicenda dell’elettrodotto Villanova-Gissi, riflessione obbligatoria per alcuni denunciati da Terna, colosso dell’energia elettrica, abbandonati dagli attivisti di grido nei meandri dei tribunali minori dopo che l’emblema della battaglia è stato graziato per le opposizioni alle occupazioni degli operai della società necessarie ad erigere gli oltre 150 tralicci dell’alta tensione piazzati nell’entroterra teatino, elettrodotto che si allunga nei cieli delle province di Pescara e Chieti per 69,3 km.  Di questo nessuno se ne ricorda in sala. Forse in aula ci sono anche i NoTubo. Il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini entra in sordina, puntuale come uno svizzero. La prima cittadina ha ribadito il No al progetto Snam, chiede unità per la battaglia legale intrapresa con il ricorso d’attivare non appena la centrale sara autrizzata in via definitiva è per chiedere una sospensiva,  si è agganciata ad una serie di interventi degli attivisti. :”Io ci sono e  ricordo che questa è una battaglia di tutti”. Tutti presenti, carrellata di vertenze ambientali abruzzesi di Giovanna Margadonna, che concluso l’intervento merita uno scroscio di applausi, dopo il portavoce del Comitato cittadini per l’ambiente è la volta di Riccardo Verrocchi, al suo fianco sinistro. Attivista della città dei confetti Verrocchi che spiega come sarà gestito l’incontro che si sta svolgendo nella sala riunioni della chiesa di Santa Maria Ausiliatrice e poi Augusto De Sanctis del Forum H20 e Soa (Stazione ornitologica abruzzese) che annunciando l’istituzione di un Coordinamento regionale contro l’hub del gas che minaccia i territori, riferisce delle battaglie vinte, la prima resta Ombrina, fa accenno alla manifestazione di Lanciano dimenticando quella ancora più numerosa del 2013 di Pescara, poi dichiara alla platea: “Noi abbiamo fermato Sox”. No, si sbaglia, è solo questione di problema tecnico se l’esperimento non prende il volo, l’attivista parla dell’attività di ricerca scientifica che si sarebbe dovuta avviare tra 2 mesi sotto i laboratori del Gran Sasso. É l’Istituto nazionale di Fisica nucleare che rinuncia ad avviare l’esperimento Sox per impossibilità tecnica a realizzarlo poiché il produttore russo della sorgente non sarebbe in grado di realizzare il generatore di antineutrini basato sul Cerio 144, cuore del progetto Sox. Anche se non fosse questa la vera ragione del fermo all’esperimento con sorgente radioattiva, pari a quella sprigionata da una lastra (Rx) in ospedale, così dichiara il responsabile dell’esperimento, non riusciamo ad individuare le associazioni di Augusto De Sanctis tra le 11 (Wwf, Legambiente, Mountain wilderness, Arci, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie ambientali d’Italia, Fiab, Cai, Italia nostra e Fai) impegnate nella battaglia dell’Osservatorio indipendente dell’acqua del Gran Sasso, stamattina riunito a Teramo. L’Osservatorio è nato 8 mesi fa per difendere e garantire i 700 mila abruzzesi che si servono dell’acqua che sgorga dal monte più alto degli Appennini, dai pericoli che minacciano l’acquifero e dopo l’incidente che, maggio scorso, portò all’interruzione dell’erogazione dell’acqua proveniente dall’acquifero del Gran Sasso, gestito dalla Ruzzo reti, vicino sia al laboratorio di fisica nucleare che alle gallerie autostradali.

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