Giornata Mondiale Zone Umide domenica all’Oasi WWF Gole del Sagittario

Anversa degli Abruzzi (Aq). Sono gli ecosistemi più a rischio del Pianeta, di aree umide in Europa ne sono scomparse il 90% nell’ultimo secolo. Dei circa 3 milioni di ettari originari, all’inizio del Ventesimo secolo ne restavano 1 milione 300 mila ettari. In Italia il colpo finale è stato dato tra l’Ottocento e il Novecento (Lago del Fucino, bonifiche delle paludi pontine). Per la giornata mondiale delle zone umide il Wwf lancia la campagna One million ponds e propone di realizzare piccoli stagni fai da te. 

Diga Foto Trozzi Report-age.com 2016Sulla pagina Web della campagna  ci sono tutte le indicazioni per creare un habitat ideale per rane, libellule e ninfee nel giardino di casa o nel cortile della scuola. La giornata mondiale delle zone umide sarà celebrata anche in Abruzzo domenica nell’Oasi Wwf delle Gole del Sagittario ad Anversa degli Abruzzi (Aq): alle ore 11:30 presso le Sorgenti di Cavuto il Wwf, in collaborazione con la cooperativa Daphne, organizza una visita guidata con interpretazione ambientale del fiume alla scoperta dei macroinvertebrati che lo abitano con la biologa, Elena Cadaveira Gonzalez (Info: 0864/49587 e-mail.

L’iniziativa punta a contenere la perdita e far conoscere l’enorme valore delle aree umide per ricostruire quel sistema linfatico fatto di laghi, stagni, pozze, fontanili, torbiere e acquitrini. Di questi habitat 15 sono rari e tutelati dalla direttiva europea Habitat, fondamentale per proteggere la nostra biodiversità. Si parte con un censimento di tutti quei piccoli specchi d’acqua dove sono presenti piante e animali palustri. Per partecipare basta compilare la scheda on line sulla pagina web dedicata (qui). Il Wwf, grazie al suo sistema di oasi, gestisce direttamente, o in collaborazione con altri enti, la rete di aree umide più diffusa in Italia: circa 70 aree, 10 delle quali sono aree umide d’importanza internazionale. Tutelate fin dal 1971 dalla Convenzione internazionale di Ramsar, le zone umide sono gli ambienti con la più elevata ricchezza di biodiversità al mondo (insieme alle barriere coralline) e hanno un enorme valore in termini di servizi ambientali. Questi habitat, infatti, hanno un effetto spugna in caso di inondazioni, riducono il rischio alluvioni, immagazzinano carbonio, costituiscono serbatoi per nutrienti, sono efficienti depuratori naturali e preziosi luoghi di riproduzione per pesci, molluschi e uccelli. Hanno poi un alto valore educativo e ricreativo per attività di birdwatching e varie forme di turismo che attraggono ogni anno migliaia di persone. Il report Wwf, distribuito per questa giornata segnala, che in Italia solo il 29% di habitat e specie legate all’ambiente acquatico è in uno stato favorevole (dati Ispra 2014), il 40% è ‘inadeguato’, 19% cattivo, l’11% sconosciuto. “Le zone umide sono i primi ambienti a subire i danni dell’effetto serra – avverte in una nota l’associazione del panda – Le modifiche dovute ai cambiamenti climatici colpiranno soprattutto i piccoli laghi. Già oggi 6 zone umide italiane, dal Nord al Sud, mostrano processi di desertificazione precoci. Un paradosso visto il loro ruolo nella difesa dal caos climatico. Tra le prime aree ad accusare la malattia climatica sono il bosco della Mesola nel Delta del Po (Emilia Romagna), il lago di Massaciuccoli e la Pineta di Alberese (Toscana), la tenuta di Castel Porziano e il Parco nazionale del Circeo (Lazio), il bosco di Policoro (Basilicata) e le zone umide della Sardegna occidentale”.