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Obiettivi del Piano regionale di gestione rifiuti. Report sulla Nuova gestione integrata

Oggi il sottosegretario regionale con delega all’ambiente, Mario Mazzocca, ha illustrato nel dettaglio i contenuti del nuovo Piano regionale di gestione rifiuti (Prgr) sia dal punto di vista generale che strategico (economia circolare), sia sul tema della sostenibilità ambientale che sotto l’aspetto socio-economico (Rete regionale del riciclo), sia sugli effetti delle nuove disposizioni per alcune proposte attuative ormai incompatibili con le stesse come la vicenda della discarica Santa Lucia del consorzio Area Piomba Fino.

 #FuoriDalTunnelDellEconomiaLineare

Mario Mazzocca Report-age.com 2018

Mario Mazzocca

La Regione Abruzzo, con legge regionale 5/2018 Norme a sostegno dell’economia circolare – Adeguamento Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti, ha approvato l’adeguamento del Prgr di cui alla legge regionale 45/2007. Il Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti è coerente con le decisioni prese dall’esecutivo regionale ai sensi della delibera di giunta regionale n. 116 del 26/02/2016 Linee di indirizzo per l’adeguamento della normativa regionale in materia di gestione dei rifiuti. Con delibera di giunta regionale n. 226 del 12/04/2016, l’esecutivo ha ribadito la non sussistenza di condizioni oggettive per prevedere un impianto di incenerimento in regione Abruzzo, come previsto dal Decreto del presidente del consiglio dei ministri 10/08/2016 Individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, nonché individuazione del fabbisogno residuo da coprire mediante la realizzazione di impianti di incenerimento con recupero di rifiuti urbani e assimilati in quanto non sostenibile né tecnicamente né economicamente e rappresenterebbe una previsione impiantistica in contrasto con la nuova pianificazione regionale di settore.

  1. Principali obiettivi Prgr 

Il Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr)  prevede, coerentemente con le direttive europee, alcuni prioritari obiettivi:

  • massimizzare le politiche di riduzione del rifiuto, soprattutto alla fonte garantendo una limitazione della produzione dei rifiuti e una riduzione della loro pericolosità; si definisce un obiettivo di contrazione della produzione pro-capite di rifiuti urbani pari al –15% rispetto alla produzione registrata all’anno 2014; Ogni cittadino europeo produce 520 kg di rifiuti domestici all’anno, con una crescita prevista del +25% dal 2005 al 2020. In Abruzzo si producono Sono state individuate 8 misure di prevenzione identificate e suddivise per ognuna di queste fase del ciclo di vita, come riportato nella tabella seguente.
Misure di prevenzione proposte Fase del Ciclo di Vita Misure Collegate
Produzione P.1 – Progettazione Sostenibile
Distribuzione D.1 – Grande e Piccola Distribuzione
Consumo C.1 – Green Public Procurement
C.2 – Consumo Sostenibile
Utilizzo U.1 – Spreco di Beni
Fine Vita F.1 – Riuso
F.2 – Riparazione
F.3 – Recupero
  • potenziare ed agevolare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, per garantire almeno il raggiungimento al 2020 di una percentuale di raccolta differenziata media comunale pari al 70% della produzione complessiva di rifiuti e al 2022 di una percentuale media di raccolta differenziata a livello regionale pari al 75% della produzione complessiva di rifiuti;
  • sviluppare iniziative per la preparazione al riutilizzo e al riciclaggio;
  • garantire il conseguimento dell’obiettivo di produzione di Rifiuti Urbani Indifferenziati (Rui) da avviare a trattamento tendenzialmente non superiore, all’anno 2022, a 130 kg/ab/a (valore medio regionale);
  • favorire il miglioramento della qualità dei materiali intercettati con le raccolte differenziate dei rifiuti urbani in modo che sia garantito l’avvio effettivo a riciclaggio del 90% del materiale raccolto;
  • assicurare che i rifiuti a smaltimento finale siano ridotti e vengano smaltiti in maniera sicura; garantendo, all’anno 2022, uno smaltimento in discarica medio regionale di rifiuti urbani e di derivazione urbana inferiore a 100 kg/ab/a;
  • ridurre la produzione e la pericolosità dei rifiuti speciali anche in ottemperanza alle indicazioni del “Programma Nazionale di Prevenzione” che sancisce la necessità di disaccoppiare livelli di produzione dei rifiuti e andamento del Prodotto interno lordo (Pil) ; in particolare riduzione del 10% della produzione di rifiuti speciali pericolosi per unità di Prodotto interno lordo e riduzione del 5% della produzione di rifiuti speciali non pericolosi per unità di Pil;
  • massimizzare l’invio a recupero e la reimmissione della maggior parte dei rifiuti speciali nel ciclo economico;
  • considerata la strategicità della corretta gestione della frazione organica, garantire a scala di bacino regionale, disponibilità impiantistica pubblica per il trattamento delle matrici organiche da Rd;
  • ottimizzare a scala di bacino regionale l’utilizzo dell’impiantistica di trattamento del rifiuto indifferenziato residuo puntando alla sostanziale autosufficienza regionale anche nel rispetto del principio di prossimità; in particolare dovrà essere conseguita all’anno 2019 l’autosufficienza regionale per quanto attiene lo smaltimento dei flussi residui dai trattamenti del rifiuto urbano indifferenziato residuo;
  • promuovere il potenziamento del segmento impiantistico relativo al pre-trattamento dei rifiuti indifferenziati contenendo gli impatti ambientali associati, minimizzando il ricorso alla discarica come sistema di smaltimento finale e favorendo concrete possibilità di massimizzare il recupero di materia ed energia dal flusso di rifiuto indifferenziato residuo;

Per perseguire le suddette finalità si prevede una serie di misure finalizzate a:

  • promuovere e incentivare anche economicamente una corretta filiera di trattamento dei materiali post-utilizzo e di acquisti verdi (GPP);
  • potenziare le risorse destinate alle attività ed interventi per la riduzione, il riuso ed il riciclo dei rifiuti;
  • prevenire e/o contrastare il fenomeno di abbandono e deposito incontrollato dei rifiuti;
  • ridurre progressivamente il conferimento in discarica dei rifiuti, perseguendo gli obiettivi previsti dalle direttive comunitarie.
  • applicare le norme che regolano l’accesso dei cittadini all’informazione e alla partecipazione in materia di rifiuti e salvaguardia della salute e dell’ambiente;
  • promuovere le buone pratiche ambientali e la diffusione della tariffazione puntuale per la misurazione del sistema fiscale dei rifiuti;
  1. L’architettura istituzionale -Ato unico regionale Agir

Sono 13 gli attuali Consorzi e/o SpA pubbliche di gestione dei rifiuti urbani. Il Prgr individua e delimita n. 1 Ato regionale come previsto dalla L.R. 36/2013 (Autorità di Gestione Integrata dei Rifiuti – Agir):

Province interessate n. Comuni n. abitanti
ATO Unico Teramo 47 301.869
Pescara, Chieti 67 445.702
Chieti 83 256.265
L’Aquila 108 304.393
Totale 305 1.308.229

Gli Enti Locali partecipano obbligatoriamente all’interno dell’Ato per costituire l’Agir alla quale è trasferito l’esercizio delle loro competenze in materia di gestione integrata dei rifiuti. Negli Ato devono essere garantiti in particolare:

  • gli obiettivi di raccolta differenziata e riciclo definiti nel Prgr;
  • la realizzazione del sistema impiantistico;
  • l’autosufficienza di smaltimento (entro il 2019).

A seguito delle attività di commissariamento di circa 65 Comuni inadempienti è possibile insediare l’assemblea dell’AGIR per effettuare la nomina degli organi istituzionali (Presidente, Consiglio Direttivo, Direttore generale).

  1. Il sistema di trattamento e smaltimento

Il sistema impiantistico di recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani definito dal PRGR si basa sulla flessibilità impiantistica e sull’integrazione di processi impiantistici specificamente orientati alla ottimale gestione delle diverse tipologie di rifiuti urbani derivanti dalle raccolte e dei flussi di rifiuti derivanti dai trattamenti stessi.

L’indirizzo del Piano è inoltre volto alla definizione di un sistema impiantistico che veda la centralizzazione dei trattamenti in un numero limitato di impianti superando l’attuale frammentazione con destino dei rifiuti ad impianti di piccola taglia; gli impianti dovranno essere indirizzati a funzioni specifiche. Si è optato per la formulazione di uno scenario che, recependo gli indirizzi espressi dalla Giunta e dal Consiglio Regionale, sia orientato verso il massimo recupero di materia e non preveda lo sviluppo di nuove linee di lavorazione per la produzione di CSS. Sarà il Piano d’Ambito a definire nel dettaglio le funzioni dei diversi impianti nel contesto regionale.

Il Piano prevede di stipulare un accordo interregionale per l’avvio a recupero energetico fuori regione di 20.000 t/a di sovvallo (ca. 12% del RUI trattato a livello regionale), prodotto dal trattamento dei rifiuti indifferenziati. Inoltre è previsto il recupero energetico di ca. 38.000 t/a di CSS/CSS-combustibile prodotto dagli impianti regionali in esercizio.

Gli impianti di destino potranno essere individuati tra quelli costituenti la rete impiantistica nazionale di riferimento per l’area territoriale Centro Italia; il conferimento a detti impianti potrà avvenire nel rispetto delle indicazioni di cui al Decreto attuativo dell’art. 35 L.164/2014 (Legge inceneritori) – DPCM 10/04/2016.

Il Piano ha previsto la realizzazione di una rete regionale di “n. 75 Centri di raccolta” e “n. 13 Centri del Riuso” e “n. 11 Piattaforme” ecologiche per la gestione degli imballaggi”.

Si ipotizza che gli interventi di adeguamento degli impianti esistenti siano portati a termine entro l’anno 2018 così da garantire la piena operatività del sistema a far corso dal 2019. 

Gestione dei rifiuti urbani, anno 2015 e 2022 a confronto

Gestione dei rifiuti urbani, anno 2015 e 2022 a confronto

Come si può notare, il confronto con l’attuale situazione gestionale evidenzia:

  • la contrazione della produzione complessiva;
  • il considerevole aumento dei quantitativi di rifiuti avviati a recupero di materia;
  • il contenimento dell’avvio a recupero energetico (invariato percentualmente ma in diminuzione in valore assoluto);
  • la significativa contrazione dello smaltimento in discarica.

In fase attuativa si attiveranno Tavoli dedicati all’approfondimento delle tematiche tecniche e gestionali degli impianti di valorizzazione delle matrici organiche da Rd, con particolare riguardo al coordinamento ed alle esigenze di ottimizzazione dell’impiantistica pubblica. La partecipazione ai tavoli tecnici è aperta ai soggetti regionali gestori di impianti di trattamento rifiuti urbani. 

Piattaforme pubbliche – Centri di riciclo sul territorio regionale

Provincia Impianto Comune Potenzialità Stato
L’Aquila ACIAM SpA Avezzano 25.000 t/a Nuova realizzazione
ACIAM SpA Aielli 10.000 t/a Nuova realizzazione
COGESA srl Sulmona 30.000 t/a Esistente soggetto a revamping
ASM S.p.A L’Aquila 25.000 t/a In fase di avvio
Chieti ECOLAN SpA Lanciano 40.000 t/a Esistente soggetto a revamping
CIVETA SpA Cupello 20.000 t/a Esistente soggetto a revamping
Pescara Ecologica Pescarese S.p.A. Alanno 30.000 t/a Esistente soggetto a revamping
Ambiente SpA Loreto Aprutino 30.000 t/a Esistente
Teramo CIRSU SpA Notaresco 30.000 t/a Esistente soggetto a revamping
MO.TE. SpA Teramo 50.000 t/a Nuova realizzazione
Consorzio Unione di Comuni “Città territorio” Val Vibrata Sant’Omero 15.000 t/a Esistente soggetto a revamping

 

La potenzialità complessivamente disponibile ammonta a 305.000 t/a.

Piattaforme ecologiche pubbliche sul territorio regionale

Impianti di compostaggio e Digestione Anaerobica sul territorio regionale

Provincia Impianto Potenzialità a regime [t/a] Stato
L’Aquila ACIAM SpA 83.500 Esistente soggetto a revamping
CM Alto Sangro 18.000 Esistente soggetto a revamping
Chieti CIVETA SpA 40.000 Esistente soggetto a revamping
ECOLAN SpA 40.000 Impianto di nuova realizzazione
Pescara Ambiente SpA 30.000 Impianto di nuova realizzazione
Teramo CIRSU SpA* 50.000 Esistente soggetto a revamping
Totale trattamento FORSU e verde 261.500

Nota: * In funzione dell’effettiva operatività degli impianti anche a seguito della conclusione delle vicende in corso legate al fallimento Cirsupa.

La seguente figura permette di confrontare la potenzialità impiantistica prevista dalle iniziative in atto sul territorio e il fabbisogno di trattamento nel 2022; a livello regionale, la potenzialità di trattamento risulta superiore al fabbisogno di quasi 120.000 t/a.

La capacità impiantistica che si prefigura essere disponibile a livello regionale, una volta prioritariamente soddisfatti i fabbisogni di trattamento dei rifiuti di origine regionale, potrà essere impiegata per il soddisfacimento dei fabbisogni di altre regioni; con l’obiettivo di potenziare la rete nazionale di impianti dedicati al trattamento delle matrici organiche (in attuazione dei principi di cui all’art. 35 della Legge 11 novembre 2014, n. 164). La Regione Abruzzo si candida pertanto a supportare quei contesti territoriali (con particolare riferimento alle regioni contermini) che risultino deficitarie di capacità di trattamento. 

Impianti pubblici di compostaggio e Digestione anaerobica sul territorio regionale

Impianti di pretrattamento rifiuti indifferenziati

Provincia Impianto Potenzialità a regime [t/a] Stato
Aciam spa 25.000 Esistente soggetto a reamping
L’Aquila Cogesa spa 47.736 Esistente**
Segen spa 30.000 Esistente soggetto a revamping
Chieti Civeta spa 35.000 Esistente soggetto a revamping
Deco spa 270.000 Esistente**
Teramo Cirsu spa 100.000* Esistente soggetto a revamping
Totale disponibilità impiantistiche regionali 507.736*  

Nota:  * In funzione dell’effettiva operatività degli impianti anche a seguito della conclusione delle vicende in corso legate al fallimento.

** Soggetto a revamping per implementazione sezioni recupero materia una volta dimostrate la fattibilità tecnica e la sosteniblità

economica ed accertate le effettive possibilità di collocazione sul mercato delle frazioni recuperate.

 

Discariche regionali

Prov. Impianto Comune Capacità residua al 31/12/2015 Capacità autorizzate
AQ Cogesa srl Sulmona 211.000 170.000
Comune di Magliano de’ Marsi Magliano de’ Marsi 2.000 40.000
CH Civeta Cupello 16.944 470.000
Comune di Chieti Chieti In fase di saturazione. 112.700
Ecolan spa Lanciano 198.540 368.300
TE CIRSU S.p.A. Notaresco 1.299 485.000
Consorzio Comprensoriale per lo Smaltimento R.U. Area – Piomba Fino Atri 83.644 0
Totale 513.427 1.646.000

 

Il Piano non ha previsto la realizzazione di nuove discariche rispetto a quelle già inserite nella pianificazione di cui alla L.R. 45/07. Nell’ambito del confronto in sede di Consiglio regionale è stata eliminata, tramite emendamento al testo di cui alla DGR n. 523/C/2018, la previsione di ampliamento della discarica in esercizio in loc. “Santa Lucia” di Atri di ca 360.000 mc, già prevista nel Piano Provinciale Rifiuti di Teramo.

A livello regionale, il fabbisogno di smaltimento di rifiuti urbani e di provenienza urbana tra il 2016 e il 2022 è quindi di circa 1.100.000 mc.

 

Fabbisogno smaltimento in discarica, anni 2016 – 2022

u.m. 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2016-2022
t/a 214.069 196.454 163.990 156.402 118.400 127.744 117.248 1.094.307
mc/a 214.069 196.454 163.990 156.402 118.400 127.744 117.248 1.094.307

Nota: si ipotizza densità del rifiuto pari a 1 t/mc

 

Lo smaltimento in discarica rappresenta solo il terminale residuale di un sistema impiantistico costituito dall’integrazione delle diverse tipologie di trattamento. Le discariche da prevedersi nell’ambito dello scenario di Piano si caratterizzano come discariche per rifiuti non pericolosi, cui sono destinati esclusivamente rifiuti derivanti da trattamenti, non più opportunamente avviabili a recupero di materia o di energia, ovvero:

  • sovvallo secco da trattamento del rifiuto indifferenziato non destinato a recupero energetico;
  • FOS da trattamento del rifiuto indifferenziato non destinato a recupero;
  • rifiuti ingombranti a smaltimento e altri rifiuti a smaltimento;
  • scarti da recupero delle frazioni differenziate;
  • scarti da recupero dello spazzamento stradale.

Il Piano Regionale promuove la gestione degli smaltimenti in discarica in un’ottica di bacino regionale.

Tali impianti devono essere realizzati e gestiti nel pieno rispetto degli standard tecnici definiti dal D.lgs. 36/03. Inoltre il PRGR ha definito i seguenti obiettivi specifici in merito allo smaltimento in discarica:

  • contenimento dello smaltimento in discarica per il complesso dei rifiuti di provenienza urbana a quota inferiore a 100 kg/abxa (anno 2022);
  • conseguimento all’anno 2019 dell’autosufficienza impiantistica con obbligo di conferimento ad impianti regionali di tutti i flussi derivati dai rifiuti urbani destinati a smaltimento.

4.    Programma regionale delle bonifiche aree inquinate

Il Prgr disciplina con apposito Programma, gli interventi per la bonifica e ripristino dei siti contaminati. Gli interventi sono assistiti, sulla base di appositi programmi, da specifici contributi pubblici. La Regione Abruzzo ha in corso l’aggiornamento dell’anagrafe regionale dei siti a rischio potenziale di cui alla DGR n. 764/2016, contenente l’elenco delle discariche dismesse, degli abbandoni e depositi incontrollati di rifiuti e dei siti industriali dismessi.

5. Gli strumenti di ecofiscalità

Il Piano prevede un’ecofiscalità come strumento per il conseguimento degli obiettivi della pianificazione. Oltre allo sviluppo delle azioni del “Programma di Prevenzione” attenzione sarà posta anche alla promozione, incentivazione e diffusione di strumenti economici e fiscali che risultino premianti verso comportamenti attenti alla prevenzione dei rifiuti sia a livello di singoli cittadini/utenti produttori sia a livello di Enti locali:

  • si rafforzeranno gli attuali meccanismi di tariffazione dei conferimenti di rifiuti urbani agli impianti, sulla base del concetto di “modulazione tariffaria” già presente nella D.G.R. n. 693 del 13/9/10;
  • penalizzazione del conferimento in discarica in caso di mancato conseguimento degli standard gestionali degli impianti (es. compostaggio e TMB per RUR) andrà promossa l’applicazione di sistemi di tariffazione puntuale dei servizi di gestione dei rifiuti all’utente, compatibilmente con l’evoluzione in corso del quadro normativo di riferimento.

6.    La gestione di particolari categorie

Il Piano prevede una serie di interventi ed attività finalizzati al recupero/riciclo, inerenti le seguenti categorie di rifiuti speciali:

  • Rifiuti portuali
  • Fanghi di dragaggio
  • Olii usati
  • Raee
  • Batterie ed accumulatori esausti
  • Veicoli fuori uso
  • Rifiuti sanitari
  • Fanghi di depurazione
  • Imballaggi

Obiettivi Prgr  Attività Sgr   Sintesi Prgr

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