Ruba una borsa al volo in bici, ladro incappucciato in azione

Sulmona (Aq). Qualcuno ha ancora il coraggio di tenere la borsa nel cestello della bici, inutile dire che il furto è sicuro. Così come per un borsello che poggiamo d’abitudine sul sedile anteriore dell’auto, dalla parte del passeggero. Se la sicura è centralizzata basta un momento quando l’altra portiera non ha un blocco. E con i tempi che corrono! Una borsa nel cestello della bici poi fa gola ancora di più. É una tentazione per delle mani leste. É accaduto sabato, nel primo mattino. Un uomo con il cappuccio, irriconoscibile, ha sottratto dal portapacchi di una bici una borsa e si è dato alla fuga. 

É accaduto verso le ore 6 e la signora, scossa, ha denunciato il furto alla Polizia di Sulmona. Nella borsa c’erano il portafogli con una discreta somma di denaro anche per fare la spesa, documenti e tanto altro. Indagano i poliziotti del Commissariato di via Sallustio che stanno visionando le telecamere di sorveglianza del circuito pubblico vicino le scuole e quelle private  dell’area, inclusa via San Polo e le strade prossime al punto del furto. L’uomo si è avvicinato di spalle alla donna e le ha sfilato la borsa dal cesto, un attimo dopo era già fuggito. Niente coltello, niente minacce questa volta,  ma l’ora e le modalità fanno pensare davvero.

Il furto all’edicola. Il 20 dicembre sempre nel primo mattino, stessa area e sempre in bicicletta, un uomo con il volto sempre coperto, ma da una sciarpa, ha rapinato l’edicola Prua in viale Costanza, bottino superiore a 1.000 euro. Il ladro potrebbe essere stato semplicemente fortunato, ma sembra che abbia studiato bene la situazione. Potrebbe essere passato anche prima sul posto per vedere come colpire in modo efficace. Il velocipede usato per quell’azione criminale è stato ritrovato, giorni dopo sotto alcuni garage dei condomini dell’area Peep, stessa zona. Potrebbe trattarsi della stessa mano che ha colpito sabato 27 gennaio nel primo mattino? É da segnalare ancora un altro furto, qualche giorno prima del 20 dicembre, stesso quartiere, nel parcheggio a un centinaio di metri dall’edicola, nei pressi delle case Fiat. In quella circostanza il ladro incappucciato, magrolino e sempre in bici, ha preso di mira un’infermiera che si recava a lavoro in ospedale per il turno del primo mattino. La donna ha lasciato, come al solito, la borsa sul sedile anteriore del passeggero e l’uomo ha aperto la portiera e gliel’ha sfilata dall’auto, fuggendo.

Rapina e 2 furti: stessa mano? É un’ipotesi! Visto che ci conosciamo un po’ tutti, forse in azione il ladro è costretto a coprirsi il volto. Si mette in moto soprattutto il mattino presto e con una bici di fortuna, rubata. Le vittime sono donne e il ladro studia il colpo. Se si trattasse di un unico autore, un ladro seriale, potremmo già indicare qualcosa in più su di lui. Si sposta in bici, potrebbe non abitare nel quartiere preso di mira, ma il posto lo conosce bene e lo frequenta. Forse ha abitato da quelle parti o ha dei parenti e degli amici nell’area teatro dei furti e può tranquillamente giustificare la sua presenza in alcuni punti anche di proprietà privata. Sarà un caso, colpisce nei giorni di mercato (mercoledì 20 dicembre e sabato 26 gennaio). Perché agisce nelle prime ore del mattino? La sera non può muoversi, perché non ci sono obiettivi da puntare? Forse in certi giorni e a quell’ora è sicuro che certe donne abbiano qualche soldo in più in borsa? Eppure non sembra agire a caso. Secondo e terzo furto sono avvenuti sempre sul finire del mese e nei giorni di mercato. L’uomo agisce solo e forse proprio quando ha un bisogno impellente si mette all’opera, non va sottovalutato. Tra il secondo e il terzo furto è trascorso più di un mese. Questo sempre se si volesse avvalorare la tesi che le 3 azioni sono opera dello stesso autore.

La città peligna da tempo ha cambiato volto, non è più quell’isola felice che era e se ancora lo sembra tradisce chi ci crede e ci spera. Ogni giorno la sua diversa natura si manifesta e dobbiamo evitare di negarlo, di fare come gli struzzi, bisogna essere un po’ più attenti e segnalare anomalie e stranezze, soprattutto in quell’area.

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