É ora di Classico Moderno: da Levi ai geni, alla vincitrice del Campiello

Sulmona (Aq). Classico moderno arriva alla V edizione con appuntamenti culturali da fare invidia. 

Il primo é un incontro nell’aula magna del liceo Gentile Mazara, il 2 febbraio alle ore 16.30, con l’autore Giovanni Tesio, professore emerito dell’Università del Piemonte Orientale, per presentare il libro Io che vi parlo. Conversazioni con Primo Levi. Una conversazione inedita intrattenuta con Levi nel 1987 in vista di una biografia autorizzata. Levi risponde a domande sul fascismo, sulla guerra, sul suo lavoro, ma parla anche delle sue passioni, del suo carattere, delle amicizie, mostrando un lato più intimo e sconosciuto. Il libro è della Einaudi ed è stato pubblicato nel 2016. Anche il secondo incontro è di altissimo profilo e si terrà al cinema Pacifico, il 10 febbraio alle ore 10.30 con Edoardo Boncinelli per parlare del libro Noi siamo cultura. Perché sapere ci rende liberi, in cui il genetista spiega che cosa fa di noi ciò che siamo. Se è vero che buona parte della nostra vita è già scritta nel nostro codice genetico, è altrettanto innegabile che le nostre esistenze sono influenzate dall’ambiente che ci circonda e da un infinito numero di elementi puramente casuali sui quali abbiamo ben poco controllo. L’interazione di questi 3 fattori (genoma, ambiente e caso) genera un numero potenzialmente infinito di individualità, ma questa ricetta sembra lasciare poco spazio alle nostre scelte personali: non siamo noi a comporre il nostro Dna, incidiamo sul mondo molto meno di quanto lui incida su di noi e la nostra volontà è pressoché impotente davanti al caso. Eppure ogni giorno facciamo, pensiamo o diciamo qualcosa che rispecchia in pieno (nel bene o nel male) la nostra unicità. E nel nostro continuo tentativo di affrancarci dall’idea di un destino immutabile abbiamo un alleato: la cultura. Edoardo Boncinelli rilette sulla natura umana concentrandosi sulla pulsione che più di ogni altra ci distingue dagli animali: quella a sapere, conoscere, definire e regolamentare. E ci dimostra che la cultura scientifica e quella umanistica contribuiscono in egual misura nello sforzo collettivo di interpretare la realtà, fornendoci al tempo stesso gli strumenti per comprenderla. Noi siamo cultura è un richiamo a dare un senso alla nostra libertà e un invito a coltivare l’umano bisogno di trasmetterla. Perché non c’è umanità senza conoscenza e non c’è conoscenza senza umanità. Il terzo incontro si terrà nell’aula magna del liceo Mazara, il 13 febbraio alle ore 11, con la scrittrice Donatella di Pietrantonio che, dopo il successo del romanzo Mia madre è un fiume propone la sua nuova opera vincitrice del premio Campiello: L’arminuta. Il romanzo, ambientato in Abruzzo, racconta la storia di una ragazza che, all’improvviso, è costretta a lasciare quelli che credeva i suoi genitori per tornare nella famiglia d’origine. Per gli abitanti del suo paese è l’arminuta, colei che è ritornata a casa, in una realtà che non riconosce come sua.