Un ricorso al Tar per contrastare la centrale? Non è una strategia questa!

Sulmona (Aq). Bisogna insistere sulla forza e la validità degli usi civici, se c’è ancora tempo. Bisogna insistere sull’individuazione del percorso alternativo al tracciato del metanodotto Rete adriatica, fissato purtroppo sull’Appennino in aree a massimo rischio sismico, in principio però previsto sulla costa adriatica. Bisogna chiedere ad alta voce ed ottenere un tracciato alternativo così come deciso e previsto dalla Risoluzione nella Commissione ambiente della Camera 6 anni fa, rimasta inattuata. Non è detta l’ultima nonostante la fase avanzata per la procedura di autorizzazione del tratto del gasdotto che da Sulmona spingerà il metano a Foligno che passa su usi civici e a Popoli (Pe) sprofonda, con un tunnel, nel bacino imbrifero tra i più grandi d’Europa, compromettendone le caratteristiche.

Aggiornamento

Case Pente Sulmona area centrlae pspinta Snam foto Maria Trozzi Report-age.com 24.1.2018
Area in cui sorgerà la Centrale di spinta Snam a Case Pente di Sulmona (Aq) foto Maria Trozzi

Il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, sarà pure armato di buona volontà, ma bisogna insistere soprattutto su altre azioni. Bisogna richiamare la Direttiva 85/337 Ce con cui la Corte di Giustizia europea ha condannato la pratica del salami slicing, cioè quella di spezzettare arbitrariamente un progetto in più parti, così come sta accadendo per il Rete adriatica, per facilitare le autorizzazioni. La Regione Abruzzo si è limitata a condannare questa procedura, ma senza andare oltre. Il ricorso al Tar che il Comune intende attivare è di tipo tecnico, il collegio amministrativo non potrà mai entrare nel merito delle tante questioni. Come il rischio sismico, più che concreto. É contraddittorio ammettere Sulmona nel progetto Casa Italia per la prevenzione del rischio sismico e la vulnerabilità degli edifici, chiudere gli edifici a rischio, per poi costruire un centrale di compressione ed avere una metanodotto su delle faglie attive, come quella del Morrone, della Maiella e delle altre che corrono lungo la dorsale appenninica, dove i tubi saranno piazzati. La multinazionale garantisce che per le strutture il rischio è minimo, eppure esplode un gasdotto in media ogni anno, come non ricordare l’incidente del metanodotto di Mutignano, frazione di Pineto (Te) di marzo 2015 e la recente esplosione, dicembre scorso, nell’hub del gas di Baumgarten, in Austria, con un operaio deceduto e numerosi feriti, incidente forse causato da un problema tecnico. Occorre mettere in discussione la compatibilità ambientale pronunciata nel 2012 sull’area della centrale di compressione del gas anche perché le condizioni sono cambiate davvero dopo gli incendi della scorsa Estate, con la vegetazione su monte Morrone e sull’altro versante della valle che riprenderà a dare ossigeno, con gli stessi ritmi di un tempo, almeno tra 20 anni, chiariva l’ex generale dei Carabinieri forestali Guido Conti. Se la qualità dell’aria è deteriorata in valle Peligna, questo aspetto va messo anche sul tavolo delle trattative visto che le valutazioni in merito sono vecchie di anni. E le emissioni di una centrale di compressione del metano, alimentata a gas naturale, non sono da trascurare, a questi livelli, considerando anche il fenomeno dell’inversione termica, tipico delle valli. Una centrale elettrica? Allora ci ritroveremmo in valle anche un mega elettrodotto e senza garanzie perché non converrebbe alla Snam, multinazionale del gas, spendere in energia elettrica per spingere il metano a Nord. Non è detto che l’energia elettrica possa davvero essere sufficiente poi per un impianto del genere, per spingere gas al 100% con l’elettricità, dubbi non mancano per la tecnologia attuale e a disposizione. E non è questa la soluzione ideale per risolvere poi il rischio sismico, massimo nelle aree impegnate per la realizzazione del progetto Rete adriatica. E il rumore che farà l’impianto? Ne abbiamo già trattato, il tutto a pochi metri di distanza da un cimitero e dalle abitazioni. Si possono mettere in discussione autorizzazioni e certificazioni non più validi, non più contestuali che si potrebbe dire scadute, prescritte perché pronunciate più di 5 anni fa e invece? Si attacca dal punto di vista tecnico amministrativo, oggi in aula consiliare a palazzo San Francesco arrivano gli esperti per il ricorso al Tar, Tribunale amministrativo regionale. Si continua ad insistere su una strada che, com’è accaduto in Puglia, non porterà a nulla e si dovrà attendere persino l’emanazione del decreto di autorizzazione della centrale di spinta prevista a Case pente di Sulmona, per richiedere una sospensiva. Se è proprio lì’autorizzazione che si intende evitare allora siamo all’assurdo, si spenderanno soldi e tempo per non arrivare a nulla perché non sono solo 7 mila 500 euro, questi bastano solo per l’incarico e l’avvio del ricorso al Tar. A nostro modesto avviso è solo un gran trambusto che non serve per evitare la centrale soprattutto se la procedura di autorizzazione ha seguito l’iter formale che la legge prevede, quindi niente potrà essere contestato con efficacia. Non è una strategia, questa!

mariatrozzi77@gmail.com

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Sulla Centrale di Spinta Snam l’Ombra dell’Antica Iscrizione Trovata a Case Pente. Esclusiva Report-age.com

Valentina salverà la valle dalla centrale Snam. Terremoto, occorre un tracciato alternativo per il gasdotto dell’Appennino

 

Comunicato del Comune di Sulmona

Un ricorso congiunto ad adiuvandum dei sindaci del territorio, la cui finalità è sostenere le ragioni del principale intervento legale  che presenterà il Comune di Sulmona al Tar, contro la delibera del Consiglio dei Ministri, in merito alla realizzazione della centrale di compressione della Snam. È quanto emerso dalla riunione che si è svolta questa mattina a Palazzo San Francesco, convocata dal sindaco di Sulmona Annamaria Casini, alla presenza del professor Alfonso Celotto, legale incaricato dal Comune di Sulmona, dell’avvocato Sergio Della Rocca e dei sindaci dei Comuni di Cansano, Cocullo, Pratola Peligna, Goriano Sicoli, Pacentro, Campo di Giove, Corfinio, Secinaro, Anversa degli Abruzzi e Roccacasale. Una decina di sindaci, inoltre, impossibilitata a partecipare alla riunione odierna ha già comunicato adesione all’iniziativa legale.  L’avvocato Celotto nell’incontro ha illustrato la strategia e la modalità con cui si svolgerà il ricorso, specificandone gli aspetti procedurali e i contenuti. “Questo ricorso doveroso, che mira ad ostacolare la procedura di conclusione dell’iter autorizzatorio alla centrale di compressione della Snam, vede insieme una pluralità di soggetti, come Comuni, Provincia, Regione, associazioni, comitati, ambientalisti, cittadini, che stanno serrando le fila in maniera unitaria, intorno al Comune di Sulmona, avverso una politica energetica, che ha un forte impatto sulla sicurezza e salute del nostro territorio” ha affermato il sindaco Annamaria Casini “Nella seduta della Commissione Ambiente, che ha preceduto la riunione con i sindaci, l’avvocato Celotto ha ascoltato approfondimenti tecnici da parte del geologo Francesco Aucone, del medico Maurizio Cacchioni e dei  rappresentanti dei comitati e associazioni ambientaliste, i quali hanno evidenziato le motivazioni per cui la Centrale è ritenuta fortemente dannosa per il nostro territorio”.