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Le azioni della società che vuole trivellare Bomba crollano del 99.75% in 3 anni

Da diverse settimane è tornato in discussione in Abruzzo il progetto per estrarre gas Colle Santo – monte Pallano a Bomba. Sulla questione torna la ricercatrice Italo-americana Maria Rita D’Orsogna: Bene ha fatto la Regione Abruzzo all’indomani del dibattito organizzato dal Comitato gestione partecipata del territorio a non concedere proroghe alla Avanti-Cmi per l’assegnazione del lotto su cui realizzare la centrale di raffinazione. Occorre solo continuare a non volerceli, quale che sia il loro nome, a mettere pressione alla classe politica, a ogni livello, e a non abbassare la guardia mai”. La Forest Oil, che per prima aveva proposto il progetto, ha cessato le proprie attività nel 2014 a causa di debiti, multe ambientali e un po’ anche peril fallito investimento di Bomba che gli ha causato almeno 35 milioni di dollari di perdite. 

Aggiornamento

Al momento della smantellazione della Forest Oil, la sua filiale italiana, chiamata per intero Forest Oil-Compagnia mediterranea idrocarburi (Cmi), viene venduta ad una ditta con sede legale a Dubai, la Dove oil, che la rinomina Cmi. Alla guida della Dove oil è il suo fondatore Mario Panebianco che per anni si è occupato di assistere petrolieri stranieri in affari in Italia. Uno dei suoi vecchi partners, Derek Musgrove è poi diventato manager della Northern petroleum, ditta che ha interessi petroliferi in Puglia. La Avanti energy invece viene fondata nel 2011 da un gruppo di affiliati alla Forest oil, incluso il suo presidente John McIntyre. Nel 2015, la Avanti energy compra la Cmi dalla Dove oil e promette a Mario Panebianco un ruolo manageriale nella Avanti energy stessa. Il direttore delle operazioni per Bomba si chiama Mark Frascogna ed è anche lui un ex dirigente della Forest oil. Successivamente arriva la partnership con la Shell per la commercializzazione del gas di Bomba, perché la Avanti energy-Cmi non  ha l’infrastruttura e le capacità necessarie. La Avanti energy ha sede a Vancouver e viene quotata sulla borsa di Toronto chiamata Tsx-v. Non è questa la borsa principale del Canada che si chiama solo Tsx. La borsa Tsx-v invece è per ditte minori, emergenti, dove gli investimenti sono più rischiosi e le ditte hanno meno liquidità. Sul suo sito web la Avanti energy descrive tutti i vantaggi per trivellare in Italia. É il mantra di tutti i petrolieri stranieri e vale anche per la Avanti energy: regime fiscale favorevole, basse royaltiesde-regulation del mercato energetico e addirittura leggi rivoluzionarie per l’accellerazione dell’assegnazione dei permessi estrattivi. In questo momento l’unico progetto della Avanti energy è Bomba. Non ce n’è altro. Nonostante tutto, dal 2014 ad oggi le azioni sono crollate da 4.40 dollari canadesi l’una a 11 centesimi, un crollo del 99.75%. “Ci sono tanti motivi per non voler affidare il territorio d’Abruzzo a qualsiasi trivellatore, ma sarebbe veramente folle affidare il nostro territorio a questa microscopica Avanti energy dal declino inarrestabile. Che esperienza diretta hanno? Che liquidità hanno ed avranno per fronteggiare incidenti o terremoti? Con quali fondi monitoreranno l’impianto estrattivo, l’impianto di raffinazione e l’intero tracciato di 20 km fra Bomba e Paglieta per i 20 o 30 anni dell’attività di tale oleodotto – conclude D’Orsogna – L’Abruzzo vale molto di più di 11 centesimi per azione” mette in chiara la ricercatrice abruzzese.

Maria Rita D’Orsogna

Los Angeles, CA 20 Gennaio 2018

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