Il Caso del Presidente Asp2. Italica: “Intanto cresce il numero di migranti in città”

Sulmona (Aq). “Sorge il dubbio che l’ultima levata di scudi dell’opposizione non sia tanto volta a difendere la presidente della Asp 2, Katia Puglielli, quanto ad attaccare ad oltranza avviando così la campagna elettorale del proprio schieramento, per le elezioni del 4 marzo, con interventi fini a se stessi che non giovano certo al territorio, un tempo, conosciuto per essere propositivo dinanzi ad ogni forma di sacrosanta protesta” così interviene Alberto di Giandomenico, coordinatore del Movimento Italica Sulmona-Valle Peligna, sul caso delle dimissioni nel Consiglio di amministrazioni della Asp 2 Sulmona e anche del direttore dell’azienda. Tensioni interne minaccerebbero il ruolo del presidente designato la scorsa Estate. 

Alberto Di Giancomenico candidato sindaco per Sulmona Report-age.com 2016“Ad oggi, molte forze politiche di opposizione si affrettano e si affannano a difendere il presidente della Asp 2 Casa Santa dell’Annunziata, di espressione Gerosolimiana almeno sino a 2 settimane fa. Ne era stata contestata l’attribuzione dell’incarico tempo addietro e adesso, con le dimissioni contestuali di 2 componenti del consiglio di amministrazione dell’azienda di servizi alla persona e del direttore, all’improvviso, il presidente diventa una vittima dell’ingiustizia perché si oppone al quello stesso sistema che lo aveva portato al vertice dell’istituto, designato appunto dall’assessore regionale Andrea Gerosolimo – chiarisce Di Giandomenico – Sono note le difficoltà dell’ente, sulla stampa si parla di problemi di bilancio, nel frattempo però cresce il numero di migranti ospitati anche dalla Asp2 nel nostro territorio. Gli arrivi più recenti sembrano essere proprio di questa settimana. È sotto gli occhi di tutti, per non dire evidente, che il comprensorio dà accoglienza a tantissimi migranti che oramai se ne perde il conto. Di questo aspetto però nessuno si occupa, qualcuno a stento ne parla. Tutto viene messo a tacere, l’opposizione non vede, non gira per le strade probabilmente. Alla comunità Peligna non viene data ormai alcuna informazione sui numeri dell’accoglienza e su come questa venga gestita anche nei locali dell’ente Casa Santa. Di fatto la questione riguarda tutti perché se le cooperative continuano a gestire l’emergenza profughi, beneficiandosene, dall’altra parte però servizi sanitari e quant’altro, soprattutto sotto l’aspetto dell’ordine pubblico, sono a carico di un’intera comunità che, come un colabrodo, perde i rimanenti servizi essenziali mentre la presenza di migranti cresce, cresce senza controllo. La popolazione se n’è accorta, ma non i nostri rappresentanti che sembrano non averne contezza e si occupano di altro. Come ribadisco oramai da troppo tempo, l’accoglienza non può essere solo un affare e questo business non può pesare ancora e solo sulla comunità che subisce gli effetti negativi e diretti di quella che si insiste a chiamare “accoglienza”. Se la critica dell’opposizione si riduce solo ad evidenziare ed esasperare una questione senza occuparsi dell’intero problema, forse perché sarebbe controproducente per le diverse fazioni a caccia di voti, allora si continua solo a fare un gran rumore nell’intento di rubare qualche consenso e di distruggere, distruggere e basta! L’affannarsi a favore del presidente diventa strumentale alla politica del voto e per giunta deleterio, controproducente direi, perché a mio modesto parere sottrae consensi non tanto ai destinatari delle invettive, ma quanto a coloro che insistono a puntare il dito, ad andare contro senza essere un tantino propositivi sulla vicenda perché in realtà non hanno nulla da dire e non possono dire altro” conclude Alberto Di Giandomenico, coordinatore di Italica.

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