Aperto un fascicolo sull’incendio doloso. Tranquillizzanti le analisi dell’aria

Teramo. La magistratura teramana ha aperto un fascicolo sull’incendio di origine dolosa sviluppatosi ieri alle ore 7.30 nel padiglione inagibile della Azienda sanitaria locale. Inchiesta contro ignoti, per il momento, e per danneggiamento. Il rogo, da indiscrezioni, è stato appiccato su 2 punti differenti e distanti con del liquido infiammabile. Inquinamento e criticità per l’ambiente, confermano i dati, sono rientrati già all’arrivo dei tecnici Arta e dalle analisi dei campioni prelevati è stato possibile tracciare un grafico gascromato (fig. 1) per indicare la presenza di decine di composti organici volatili riconducibili ad idrocarburi.

Fig. 1 incendio doloso Asl 4 Teramo Report-age.com 2018
Fig. 1 Sovrapposizione dei gascromatogrammi ricostruiti (Tic) dei campioni analizzati, la freccia indica il benzene.

É stato rilevato ed identificato un range di sostanze organiche limitato alle volatili che non ricomprende quelle diffuse con il particolato. Questo risulta dalle analisi del primo dei 4 campioni di aria, prelevati dall’area dell’incendio, per la valutazione di eventuali composti organici volatili aerodispersi riferibili al rogo di domenica scorsa appiccato in uno stabile in disuso della Asl 4, in contrada Casalena. I campioni sono stati prelevati dai tecnici Arta del distretto di Teramo, al termine delle operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco. I primi 3 agli ingressi dello stabile incendiato, del servizio vaccinazioni e del consultorio e il IV in ambiente esterno precisamente su piazza Martiri della Libertà. “La normativa italiana e comunitaria relativa alla qualità dell’aria prevede limiti unicamente per il composto benzene (5g/m3) e non per gli altri composti organici volatili aerodispersi rilevati. Tale limite, tuttavia, non è direttamente applicabile a fenomeni transitori come quello di un incendio in quanto impostato su base annuale” chiariscono nella relazione il responsabile dell’unità operativa Carlo Agostinone e Virginia Lena.

Fig. 2 incendio doloso Teramo locali asl 4 Report-age.com 2018
Fig. 2 confronto del picco a 13,89 min con quello del benzene (Lib. Nist)

Come evidenziato (figura 1) dalle risultanze analitiche risulta una concentrazione di benzene decrescente con la distanza dalla sorgente emissiva. Le concentrazioni rilevate rientrano nel range di variabilità tipico di un ambiente urbano, presso lo stabile incendiato sono risultate pari a 2,2 ppbv, presso il servizio vaccinazioni ed il Consultorio rispettivamente pari a 0,63 e 0,67 ppbv ed infine nei pressi di piazza della Libertà pari a 0,37 ppbv (situazione di fondo urbano). Con eccezione delle immediate vicinanze al luogo interessato dalle fiamme, il valore limite per il benzene di 5 g/mc risulta rispettato come pure dall’esame dei tracciati gascromatografici non risulta evidenza di composti ossigenati caratteristici di combustioni in atto e le concentrazioni degli altri inquinanti, stimabile per confronto, appare paragonabile a livelli tipici dovuti al traffico veicolare a riprova che già dal momento del sopralluogo la situazione di criticità in ambiente esterno può ritenersi conclusa” concludono Agostinone, Zoccoli e Lena.

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