Consiglio comunale Snam del 12.1.2018 foto Maria Trozzi Report-age.com

Consiglio comunale. Tutti impegnati contro la centrale, Manca però l’Unità

Sulmona (Aq). Un gruppo multidisciplinare di tecnici per svolgere funzioni di consulenza e supporto per seguire e potenziare l’iter procedurale che l’amministrazione comunale ha attivato con il ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro l’opera, ossia la centrale di spinta e il metanodotto Snam in valle Peligna.

Consiglio comunale Snam del 12.1.2018 foto Maria Trozzi Report-age.com

É questo il succo del documento prodotto dal consiglio comunale oggi dedicato interamente alla questione del gasdotto e dell’impianto della Snam che la multinazionale vuole costruire in area a massimo rischio sismico. Nell’atto si sollecitano gli enti territoriali toccati dalla condotta così Regione e Provincia vengono invitate a mantenere la linea della contrarietà e al ministero si domanda dello stato attuale dell’opera. In aggiunta, il consiglio chiede anche ai parlamentari abruzzesi e candidati alle Politiche del 4 marzo di porre in essere le azioni atte a scongiurare la realizzazione della centrale di spinta della Snam e la condotta di cui è appendice. Il sindaco Annamaria Casini è impegnata altrove, ma l’idea della convocazione parte proprio dal primo cittadino. L’assise civica impiega quasi un’ora per modificare il testo della delibera del consiglio comunale approvata all’unanimità dopo le ore 19. Qualcuno è scontento e qualcun altro provoca gli scontenti. Il documento non ha nulla di che, ma rispetto al passato c’è un cambio di marcia. É apprezzabile lo sforzo del consiglio, ma il tutto non cambierà assolutamente la situazione. Le sorti della città sono decise già dal 2012 tutto ciò che è stato fatto dopo non ha sortito gli effetti sperati, purtroppo. Il tavolo promesso dalla Commissione parlamentare sul tracciato alternativo, lontano dalla dorsale appenninica, non è mai stato convocato. Bisogna cambiare strategia per rientrare in partita. Tutto il valore del pomeriggio trascorso a palazzo San Francesco si perde in un attimo quando il presidente del consiglio, Katia Di Marzio, decide di non far intervenire, con qualche battuta, gli ambientalisti del comitato cittadini. Un buon pretesto, un motivo in più per preferire un altro sindaco a quello ovidiano, vicino di casa ma che in passato per la centrale non si espose affatto. E adesso perché? Alcuni ambientalisti alzano la voce e lasciano l’aula. Come se parlare oggi sortisse qualche effetto. Dopo tutto quello che si è detto negli anni passati e che nessuno ha mai ascoltato. Come se la Snam stesse ad ascoltare, come se il governo e tutti i ministeri avessero occhi soltanto per noi, per Case pente e la centrale di compressione del metano a Sulmona. Almeno non prendiamoci in giro. Seguono le determinazioni, un ordine del giorno proposto dal consigliere comunale, Angelo Amori, approvato solo dalla maggioranza consiliare, in cui si chiede al sindaco, Annamaria Casini, di ripensare le dimissioni protocollate il 27 dicembre proprio in risposta alla delibera della presidenza del consiglio dei ministri che è d’accordo sui pareri favorevoli alla centrale di spinta di Sulmona. L’opposizione esce dall’aula durante l’approvazione dell’atto.

mariatrozzi77@gmail.com