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Di Giandomenico: ‘Scuole senza certificato antisisma da chiudere, lo stabilisce la Cassazione’

Sulmona (Aq). Commette reato chi non chiude scuole mancanti di certificato antisisma, anche se il pericolo è minimo. È la Cassazione ad averlo deciso (sentenza numero 190 del 2018), proprio in questi giorni, per questo il coordinatore del Movimento Italia, Alberto Di Giandomenico, mette in guardia il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini. 

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Alberto Di Giandomenico

“La sentenza, appena depositata dalla Suprema Corte di Cassazione, intende mettere al sicuro alunni, docenti e collaboratori dei plessi scolastici anche della nostra città. Sappiamo che non sono a norma e che il nostro territorio è classificato come zona a massimo rischio sismico (1) – spiega il portavoce del Movimento – Se gli istituti scolastici non sono in regola con le certificazioni anti sisma, con scostamenti magari anche minimi rispetto alle classificazioni ufficiali, non possono  rimanere aperti. Vanno chiusi – così Di Giandomenico si rivolge al primo cittadino affinché prenda, al più presto, contatti con il prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, per chiedere la disponibilità di altri Moduli scolastici provvisori (Musp) per ospitare studenti e personale ancora ricoverato nelle scuole a rischio. “Altrimenti il sindaco si rischia non solo pesanti sanzioni, si può essere incriminati per omissione di atti d´ufficio, andando così incontro a un processo penale – conclude Di Giandomenico – Un crollo non è solo ipotizzabile dalle nostre parti e anche su edifici con un minimo scostamento dai parametri di edificazione” (emanati nel 2008).

Sentenza della Cassazione. Accogliendo il ricorso della procura di Grosseto contro un sindaco che ha ottenuto la riapertura di una scuola a leggero rischio sismico (pari allo 0,985 su una scala che fissa ad 1 il parametro di sicurezza statica) la Suprema Corte ha accolto il ricorso della procura contro Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada, indagato per omissione di atti di ufficio per non aver chiuso il plesso scolastico della frazione di Ribolla “nonostante dal certificato di idoneità statica dell´immobile, redatto il 28 giugno 2013, ne emergesse la non idoneità sismica”. Contro il sequestro della scuola primaria e secondaria, frequentata da quasi 300 bambini, e disposta dalla magistratura grossetana, Limatola aveva fatto ricorso e il tribunale del riesame lo scorso 26 aprile lo aveva accolto togliendo i sigilli. Ad avviso del riesame, era insussistente “un pericolo concreto ed attuale di crollo ragionevolmente derivante dal protratto utilizzo del bene secondo destinazione d´uso, avuto riguardo all´attività scolastica svolta ininterrottamente dalla fine degli anni sessanta”. L´ordinanza rilevava inoltre che “in applicazione del cosiddetto indicatore del rischio di collasso previsto dalle ´Norme tecniche per le costruzioni´ emanate con decreto il 14 gennaio 2008“, dall´accertamento redatto nel certificato di idoneità statica “il rischio sismico era risultato pari a 0,985 registrando in tal modo una inadeguatezza minima rispetto ai vigenti parametri costruttivi antisismici soddisfatti al raggiungimento del valore 1“. (Fonte Il TirrenoAvvocatirandogurrieri.it).

mariatrozzi77@gmail.com

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