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Droghe misteriose: Fosfati negli alimenti. Fiesa propone di ridurne il consumo

Il parlamento europeo rigetta la proposta della Commissione europea di proibire l’impiego dei fosfati come additivi alimentari nella produzione del Kebab.Di conseguenza nella preparazione del Kebab si potranno tranquillamente usare i fosfati annuncia Fiesa Confesercenti che propone di inserire già dalla scuola primaria una nuova materia: l’Educazione Alimentare. 

La Federazione esercenti specialisti dell’alimentazione Abruzzo sostiene che il Kebab è formato da strati di carne di diverse specie animali e di diversi tagli, sovrapposti tra loro, con l’aggiunta di additivi che conferiscono compattezza e buone caratteristiche organolettiche. Tra gli additivi utilizzati ci sono anche i fosfati, sostanze minerali (acido fosforico, fosfati, difosfati, trifosfati, polifosfati) classificati come E338, E339. Il loro impiego negli alimenti è abbastanza diffuso. Qualche tempo fa fu l’Efsa, Autorità europea per la sicurezza alimentare, a confermare quanto già si sapeva sul rischio di malattie cardiovascolari se la dieta è ricca di fosfati, ma solo nei pazienti con disfunzioni renali croniche. La stessa autorità, negli anni scorsi, aveva recepito il parere del precedente organo, il Comitato scientifico per l’alimentazione umana, stabilendo livelli di 70 mg/kg/peso corporeo quale dose giornaliera ritenuta sicura per i fosfati. L’assunzione di dosi elevate può interferire sulla capacità di assumere calcio e dare origine a osteoporosi e anche malattie cardiovascolari. “Il motivo principale della necessità di abolire i fosfati dal Kebab è che esiste un forte consumo di questo alimento e che si corre il rischio di superare la dose accettabile giornaliera – secondo Agostino Macrì, dell’Osservatorio sulla sicurezza alimentare della Fiesa Confesercenti – In effetti sulle etichette dei vari alimenti è indicata la presenza di fosfati, ma non ne viene indicata la quantità”. Cosa deve fare il consumatore per tutelarsi?  Fiesa Confesercenti Abruzzo risponde che è importante che il consumatore legga attentamente le etichette degli alimenti e verificare le presenza di fosfati avendo l’accortezza di evitare il consumo contemporaneo di diversi cibi che li contengono. “Questa precauzione dovrebbe essere adottata soprattutto nei bambini che potrebbero più facilmente andare incontro a carenze di calcio – sottolinea la Federazione abruzzese – Nel suo blog  il Professor Macrì sostiene che alcuni alimenti (tra i quali il kebab) sono anche consumati in panini già preparati. In questi casi è impossibile leggere le etichette. È quindi buona norma informarsi degli ingredienti dei panini limitando il consumo contemporaneo delle bevande che possono contenere i fosfati”. La Fiesa Confesercenti Abruzzo concorda con il Professor Macrì quando afferma che un uso contenuto di alimenti e bevande contenenti fosfati è ragionevolmente sicuro e raccomanda il consumo di prodotti alimentari che rientrano nella Dieta mediterranea che rappresentano una eccellenza non solo in Italia, ma nel mondo intero. “É il momento per introdurre con decisione l’Educazione alimentare tra le materie scolastiche a partire dal Primo Ciclo – propone Fiesa Confesercenti – Tra i compiti della scuola c’è anche quello di stimolare nei giovani e tramite i giovani anche le famiglie, alla conoscenza del cibo e dell’alimentazione, coinvolgendo e conferendo visibilità mondiale al Sistema Italia nel suo complesso – conclude Fiesa – Il cambiamento, in termini salutistici, deve partire anzitutto da azioni di conoscenza e informazione. L’educazione alimentare va praticata con impegno nelle scuole e con un approccio che auti i giovani a prendere consapevolezza del proprio rapporto con il cibo per orientarlo in modo sano”.

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