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L’appello del sindaco dimissionario all’incontro di Paganica sul gasdotto Reteadriatica

L’Aquila. “Occorre dare un coordinamento, è importante. Tante piccole voci in un territorio così ampio rischiano di non essere incisive, ma se ci uniamo e siamo tutti insieme credo che il governo ci ascolterà” è l’appello del sindaco dimissionario di Sulmona Annamaria Casini che ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di primo cittadino dopo la decisione del 22 dicembre della presidenza del consiglio dei ministri di deliberare favorevolmente per l’autorizzazione della centrale di spinta del metano a Sulmona, impianto che dalla Snam viene definito appendice del metanodotto Rete adriatica.

Annamaria Casini con libro di Pantaleo Report-age.com 2017

Annamaria Casini

In realtà, la centrale di compressione da realizzare a Case pente di Sulmona è un’opera indispensabile per poter trasportare il gas a Nord. Il gasdotto che attraverserà Sulmona, rappresenta il tratto dell’anaconda d’acciaio, tra poco anche quest’ultimo sarà autorizzato, che da Sulmona spinge il gas naturale a Foligno, sulla dorsale appenninica, in aree a massimo rischio sismico per vendere poi il metano all’Europa, con enormi profitti per la multinazionale. “Ci sono state battaglie che sono state vinte proprio grazie alla capacità dei territori di sapersi unire – è l’invito del sindaco dimissionario alle comunità abruzzese loro malgrado coinvolte nell’opera – questa è una partita che ha le caratteristiche per essere vinta”. Nell’incontro di Paganica oggi sono state ribadite l’importanza degli usi civici sui circa 20 km di tracciato aquilano attraversato dai tubi della Snam, la pericolosità del progetto, l’inutilità del metanodotto per l’approvvigionamento energetico che non riguarda l’Italia, ma solo l’Europa, dato che la popolazione dello stivale consuma appena la metà del gas importato in Italia dalla Russia. Con al costruzione del Rete adriatica l’Italia non dipenderebbe più dal gas russo, ma da quello azero, spiegano maldestramente al vertice. In breve, con il metano azero l’Italia dovrebbe comunque sottostare a nuove e indefinite condizioni che sono quelle della ex repubblica sovietica, l’Azerbaigian, considerata non libera (al confine con parzialmente libera) da Freedom House nel sondaggio World 2009. La società insiste nel ribadire che l’impatto ambientale della centrale di Case pente è limitato e che i rischi della struttura così come l’inquinamento sono pari a zero. Si parla di mobilitazione generale e in assemblea gli attivisti considerano anche l’ipotesi di occupare i cantieri sempre se le ruspe arriveranno.

mariatrozzi77@gmail.com

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