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Discarica Amianto, altro No, questa volta da Fiesa Confesercenti

Rocca San Giovanni (Ch). Il tentativo di realizzare la nuova discarica da 210 mila metri³ per amianto in matrice cementizia o resinoide a Rocca San Giovanni (Ch) va bloccata immediatamente anche per Fiesa Confesercenti che per l’Abruzzo punta ad un rilancio economico direzionato tutto sul turismo per questo la Regione non può autorizzare una discarica di rifiuti speciali, qual è l’amianto, sul suo territorio tanto meno in un’area caratterizzata da oasi naturalistiche, parchi marini, eremi e trabocchi.

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Vinceslao Ruccolo presidente Fiesa Abruzzo Report-age.com 2018

Vinceslao Ruccolo

“Sembra che qualcuno abbia una visione strabica del territorio regionale e della sua vocazione alla valorizzazione delle tradizioni, delle bellezze naturali e delle tipicità – scrive in una nota la Federazione degli specialisti dell’alimentazione – Non si può autorizzare una discarica per l’amianto in un ambito così a rischio, scoperto e indifeso. Non c’è bisogno della scienza perfetta per dire che dalle fibre di amianto respirate o ingerite derivano malattie cancerogene incurabili. L’amianto è nocivo per la salute dell’uomo, proprio per la capacità dei materiali di rilasciare fibre potenzialmente inalabili. L’esposizione determina patologie gravi ed irreversibili prevalentemente dell’apparato respiratorio. I più pericolosi sono i materiali friabili i quali si possono ridurre in polvere con la semplice azione manuale e, a causa della scarsa coesione interna, possono liberare fibre spontaneamente o se danneggiati nel corso di interventi di manutenzione. L’esposizione alle fibre di amianto è associata a malattie dell’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi). Esse si manifestano dopo molti anni dall’esposizione, da 10 a 15  anni per l’asbestosi ad anche dai 20 ai 40 anni per il carcinoma polmonare ed il mesotelioma. Non è una mera questione legata alla gestione di una discarica cosiddetta ordinaria, si tratta di rifiuti speciali che andrebbero trattati in altro modo e con altre tecnologie”  continua Fiesa Confesercenti – La storia insegna che ogni discarica ha creato solo siti di degrado naturalistico. Tutto questo si vuole che accada vicino al Fosso delle Farfalle e, comunque, in un’area vasta che comprende anche l’ eremo Dannunziano e la costa dei Trabocchi, paradisi indiscussi della Natura, nonostante l’opera dell’uomo”. Per Fiesa è una bomba ecologica: l’ennesima in Abruzzo. Bisogna assolutamente evitare questo tipo di discarica invasiva e inquinante anche e soprattutto perché l’area in cui andrebbe ad impattare oltre che turistica è anche a vocazione agricola. Vi si producono ottimi vini e l’olio evo, vero prodotto naturalistico che sviluppa i benefici sull’uomo con i suoi acidi grassi monoinsaturi che riducono alcune malattie croniche. Inoltre, sul territorio di riferimento si è instaurato un fenomeno di riconversione produttiva agricola tendente alla produzione biologica – conclude il presidente Fiesa Vinceslao Ruccolo – La discarica per l’amianto metterebbe a rischio anche questo processo determinate per la salute e per l’economia locale che potrebbe creare senza ombra di dubbio un incremento sostanziale dell’occupazione. Occorre bloccare subito questo tentativo per non compromettere irrimediabilmente un’area d’importanza strategica per il turismo. Quantomeno va evitata la neutralità politica che tende a coincidere con la pigrizia comoda, momentaneamente vantaggiosa per alcuni”.

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