Primo NO ambientalista del 2018 ad un’altra discarica di Amianto in provincia di Chieti

Rocca San Giovanni (Ch). Un’altra discarica di amianto in provincia di Chieti, il progetto del deposito di rifiuti asbestosi è spuntato il 29 dicembre. Il sito, grande 210 mila m³, sarebbe da piazzare a Fontanelli, località nel Comune di Rocca San Giovanni, precisamente a latere di un’altra vecchia discarica che, ab origine, era una cava. L’unico rifiuto possibile, per Nuovo senso civico, è il No all’impresa.

Aggiornamento

“La bonifica delle aree interessate dall’impiego di amianto, anche detto asbesto, è una necessità per l’incolumità della nostra salute, ma deve passare attraverso il piano regionale dei rifiuti con il controllo del pubblico – interviene il movimento cittadino – Ad Ortona esiste già una discarica di amianto, dal 2010, con una disponibilità ricettiva di quasi metà della sua capacità. Fu concepita a seguito del terremoto dell’Aquila con una previsione di esercizio di 5 anni. Ad oggi quindi è ancora nelle condizioni di poter accogliere tutto l’amianto d’Abruzzo senza necessità di aprire nuove discariche”. A quanto sembra la nuova discarica sarebbe condizione essenziale per la bonifica della vecchia che l’affiancherebbe. “I proponenti, tenuti a bonificare per legge la vecchia discarica e con oneri a proprio carico, come fosse una partita di poker, rilanciano con una nuova discarica dai cui guadagni verrebbero fuori i soldi per la vecchia bonifica – mettono in chiaro da Nsc sulla discarica progettata affianco della ex cava – Non è ammissibile che per ottenere un diritto, la bonifica, si debba passare per un ulteriore offesa al territorio in un crescendo inarrestabile! il sito in questione va bonificato come prevede la legge punto, senza baratti che come in questo caso non portano alcun vantaggio ai cittadini, in termini di rischi per la salute, il centro commerciale è a 400 metri dal sito, per l’ambiente (considerata la  sua vicinanza alla Riserva naturale Fosso delle Farfalle) e per l’economia (vista l’esigua distanza che la discarica avrebbe dalla costa dei Trabocchi e dalla nascente pista ciclabile). Cosa alimenterebbe la nuova discarica – domanda e conclude il movimento cittadino – Bisogna che il controllo delle discariche pericolose sia gestito dal pubblico e, se affidato ai privati, va filtrato dal piano rifiuti regionale e monitorato giorno e notte. In questa vicenda è decisivo il ruolo dell’amministrazione comunale di Rocca San Giovanni dal quale abbiamo ricevuto piena disponibilità per impedire un ulteriore scempio sulla Costa dei Trabocchi”.

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