Stallo per l’acquifero, l’Osservatorio H20 annuncia un’assemblea

Teramo. Cosa porterà il nuovo anno all’acqua del Gran Sasso? Alcuni ambientalisti abruzzesi non sanno darsi ancora una risposta e per loro la situazione è di stallo per la messa in sicurezza dell’acquifero, almeno così riferisce l’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso che convoca un’assemblea sabato 13 gennaio nel capoluogo della val Vibrata alle ore 16.30 nel circolo Arci officine indipendenti in via Vezzola 7/9. 

SOxS Gran Sasso Vignetta Ultimafrontiera.net  

“Ad oggi non è dato sapere su cosa stia dibattendo la Commissione regionale sull’emergenza del Gran Sasso – chiarisce in un comuicato l’Osservatorio H2o – Da informazioni raccolte da alcuni fortunati partecipanti si è appreso che è stato presentato da Roberto Guercio, oggi consulente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e di Strada dei Parchi, un progetto di massima che potrebbe prevedere la captazione di acqua da un altro punto della falda del Gran Sasso così da bypassare i punti di interferenza con i Laboratori dell’Infn e le gallerie autostradali. Di più non è dato sapere. Sembra che il progetto presentato non sia stato lasciato in visione neppure ai partecipanti alla Commissione: ci si chiede come possano gli Enti coinvolti esprimere giudizi su progetti così complessi da una semplice illustrazione durante una riunione. A metà dicembre l’Osservatorio è stato quindi costretto a presentare un nuovo accesso agli atti alla Regione Abruzzo per riuscire a prendere visione del progetto in discussione e a tutt’oggi attende la risposta della Regione. Sul sito della Regione dedicato ai lavori della Commissione non compare nessuna informazione al riguardo e anzi l’ultimo verbale riportato risale addirittura all’11 ottobre 2017. Non si comprendono realmente le ragioni di tanta segretezza. E non si comprende perché la Regione non abbia incaricato un tecnicoal di sopra delle parti da affiancare al tecnico incaricato dalle due strutture che rappresentano le cause principali del problema. Come Osservatorio rinnoviamo le richieste formulate da sempre. Perché gli interventi di messa in sicurezza ipotizzati durante la gestione commissariale sono stati abbandonati? Se si vuole fare qualcosa di diverso, tale scelta andrebbe motivata, soprattutto considerando che i progettisti che stanno seguendo la vicenda sono gli stessi. Cosa comporteranno alla falda e quindi all’ambiente esterno ulteriori captazioni? Che fine farà l’acqua attualmente presa dai punti di prelievo vicino ai Laboratori e alle gallerie autostradali? Per quanto riguardano gli altri aspetti non si può fare altro che ripetere quanto già illustrato nel corso dell’ultima conferenza stampa dell’Osservatorio di inizio dicembre:

  • A distanza di quasi otto mesi dall’incidente dell’8/9 maggio 2017 la Ruzzo Reti SpA non ha ancora messo in funzione il nuovo spettrometro che dovrebbe garantire controlli più accurati ed estesi sull’acqua prima della distribuzione.
  • Non è stato fatto alcun passo avanti verso l’eliminazione delle sostanze pericolose stoccate e utilizzate nei Laboratori (comprese quelle per il futuro esperimento Sox), nonostante l’attuale normativa vieti la presenza di sostanze pericolose nei pressi di una captazione d’acqua.
  • Non risulta che siano stati approntati nuovi strumenti per gestire eventuali emergenze in maniera meno confusa di quanto avvenne in occasione dell’incidente dell’8/9 maggio 2017 quando gli stessi sindaci della provincia di Teramo dichiararono di non essere stati messi in condizione di informare tempestivamente i cittadini su quanto stava accadendo.
  • Non risultano esserci novità circa la sottoposizione alla Valutazione di Incidenza Ambientale dell’esperimento Sox dopo che l’ente parco del Gran Sasso e monti della Laga con una nota del 23 novembre inviata a Infn e Strada dei parchi ha chiarito – se mai ce ne fosse bisogno, visto che è previsto da una direttiva europea e dalla normativa italiana – che ogni nuovo intervento previsto all’interno dei Laboratori o delle gallerie autostradali, ad eccezione di quelli di ordinaria manutenzione, deve essere, necessariamente e senza eccezioni, sottoposto all’autorizzazione dell’Ente e al procedimento di Valutazione di Incidenza Ambientale.
  • Nonostante le rassicurazioni seguite alla Manifestazione per l’Acqua Trasparente organizzata dall’osservatorio l’11 novembre 2017 non è stato fatto alcun passo avanti sulla trasparenza e sulla partecipazione: continua infatti il divieto per i rappresentanti dell’Osservatorio a partecipare alla Commissione regionale e al Tavolo nazionale aperti sull’emergenza del Gran Sasso”.