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Cestino bruciato, quanti danni nella città degli incendiari

Sulmona (Aq). Quel che rimane del rogo, nonostante la notte, è ancora tiepido. Tra cenere e carbone resta una bottiglia di birra e una sorta di cordino viola che cinge ancora la base del cilindro, in legno. Danni, tanti danni dei vandali di capodanno e i botti contribuiscono ad ingrassare il debito dei cittadini.

Il secchio preso di mira è piazzato all’angolo del ponte Capograssi, all’ingresso del centro storico, appena prima del limite della Zona a traffico limitato. Va sostituito il prima possibile, non eliminato, anche perché c’è penuria di contenitori di rifiuti in tutto il centro storico e soprattiutto nelle periferie cittadine. Con la differenziata porta a porta, se non si ricorre ai ripari, il rischio è di trasformare la poco ridente cittadina peligna in una enorme discarica abusiva. Speriamo che siano state previste delle piattaforme ulteriori per la raccolta di rifiuti per camperisti, turisti, banconisti e chi, occasionalmente, si trova a passare per la città dei confetti. Intanto in città non vige più l’ordinanza di divieto dei botti nel periodo di Capodanno. Per quella del sindaco di Sulmona Annamaria Casini non ricorrono i requisiti di eccezionalità. L’ordinanza sindacale è stata respinta dalla prefettura. Il prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, esattamente da un anno al vertice dell’ufficio territoriale del governo ha messo in pratica la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio che l’anno passato, sul divieto di fuochi di artificio nel periodo di capodanno, disposto del sindaco di Roma, Virginia Raggi (M5S), ha respinto  l’ordinanza.

mariatrozzi77@gmail.com

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