Rapina a Pacentro il Basista è Parente del Rapinato. I 3 arrestati sono di Sulmona

Sulmona (Aq). Sono schiaccianti le prove che incastrerebbero i 3 giovani sulmonesi, Manfredo Russo 31 anni, Giuseppe Serva e Federico Rubino 25 anni ritenuti dai Carabinieri della Compagnia di Sulmona gli autori della rapina a mano armata consumata ad ottobre a Pacentro, la vittima è commerciante. Perché hanno colpito proprio lui? Probabilmente perché è parente del basista.

Arresti Rapina Pacentro (AQ) e furto Badia di Sulmona conferenza Foto Maria Trozzi Report-age.com 30.12.2017

Arresti Rapina Pacentro (AQ) e furto Badia di Sulmona conferenza Foto Maria Trozzi Report-age.com 30.12.2017

Per Serva è stata eseguita la misura cautelare un carcere, restano ai domiciliari gli altri 2 giovani. La sera dell’11 ottobre Serva e Russo avrebbero fatto irruzione, incappucciati e armati di una revolver, in un negozio di elettrodomestici di Pacentro, minacciando il titolare, intimandogli di aprire la cassaforte e si sono fatti consegnare diversi gioielli in oro, per un valore di circa 6 mila euro. I 2 sono poi fuggiti a bordo di un’Alfa Romeo. I militari dell’Arma hanno seguito con attenzione la ricostruzione dei fatti del titolare dell’esercizio a cui i rapinatori, appena entrati, hanno subito chiesto della cassaforte. Elemento legato alla precedente attività dell’esercente che era gioielliere. In particolare sono state fondamentali le registrazioni dell’impianto di videosorveglianza pubblico, nella località montana, e la collaborazione dei cittadini del paese che il comandante della Compagnia di Sulmona, Fiorindo Basilico, tiene a ringraziare pubblicamente per l’aiuto. I rapinatori sarebbero passati per una strada interpoderale prima di agire. Dopo la rapina, l’auto utilizzata per la fuga era stata nascosta in un garage del posto e il luogo è stato scovato dai militari che, a seguito di una perquisizione, hanno anche trovato all’interno del veicolo 5 piccoli fermagli impiegati per le riparazioni degli oggetti in oro e riconosciuti dal negoziante. Il basista arrestato è il nipote del rapinato. Il giovane avrebbe indicato ai complici la presenza della cassaforte ancora contenente dei gioielli rimasti invenduti dalla precedente attività. Nell’ordinanza il giudice ha evidenziato la non occasionalità del ricorso all’attività illecita, la professionalità e la spregiudicatezza degli indagati che hanno agito con evidente premeditazione. Ne è prova il sopralluogo sul posto la mattina prima del colpo, in più persone e con gli stessi abiti indossati durante la rapina a mano armata e con travisamento dei volti. Oltre 5 mila euro il bottino del colpo avvenuto più di 2 mesi fa. Purtroppo la refurtiva e l’arma non sono stati ancora recuperati, per l’oro c’è poca speranza, proseguono le indagini per trovare la pistola.
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