Incendio Palestra de Nino Morandi. Le prime immagini dei danni ai locali della scuola

Foto Maria Clotilde Iezzi

Sulmona (Aq). Lincendio, quasi sicuramente di origine dolosa, si sarebbe sviluppato dal locale di servizio della palestra dell’Istituto De Nino Morandi ed è divampato dopo le ore 19, ma tra i residente dell’area c’è chi giura di aver sentito l’odore acre di fumo molto prima di quell’ora, addirittura attorno alle ore 17.30. Prima della bonifica i Vigili del fuoco di Sulmona con una termo camera hanno eseguito dei sopralluoghi per accertare che non vi fossero altri focolai.

Aggiornamento 1 e 2

Foto Sabrina Paolucci
Sigilli polizia al de nino morandi per incendio foto Trozzi Report-age.com 28.12.2017
Ispettore Polizia, Marco Mazzocco sigilla o locali

L’odore pungente di bruciato si avverte ovunque nel quartiere della Cornacchiola e su via Papa Giovanni XXIII, anche a distanza di diverse ore dallo spegnimento delle fiamme eseguito con acqua e schiuma. Sono ancora tutte d’accertare le cause dell’incendio. Un indizio però sembra dire già molto sulle origini del rogo. La porta d’ingresso secondario all’istituto de Nino Morandi è da tempo aperta e così per accedere alla palestra ci vuole un attimo. Una ipotesi su tutte, se fosse accertata l’origine dolosa dell’incendio, legherebbe questo episodio anche alla forzata chiusura della scuola. Qualcuno si è stancato di aspettare o si tratta dei soliti intrusi che questa volta hanno proprio esagerato? Agli inquirenti il compito di sciogliere tutti gli interrogativi che gravitano attorno all’istituto preso di mira ormai da troppi malintenzionati. Nel pomeriggio via Bafile è trafficata, gente di passaggio e auto parcheggiate, sono molti poi i ragazzi attratti dall’istituto chiuso. Indaga la Polizia di Sulmona e stamane si svolgeranno altri sopralluoghi della scientifica nella struttura, ma anche su quel che rimane dell’area verde circostante. I poliziotti del commissariato hanno sigillato porte e finestre e anche l’inferriata e l’ingresso da cui si sarebbe alzata, ieri pomeriggio, l’enorme colonna di fumo. L’allarme si è messo a suonare troppo tardi ieri, si è fatto sentire solo attorno alle ore 21 a cose fatte e per giunta percettibile solo da via Virginia D’Andrea. Rimasto chiuso da ottobre 2014, il complesso scolastico è stato spesse volte visitato da ladri, curiosi e vandali. Proprio per richiamare l’attenzione sulla struttura abbandonata e i tanti intrusi che vi fanno visita, più di una volta il blog Report-age.com ha denunciato nelle sue pagine singolari incursioni nella scuola, in parte ancora sotto sequestro, segnalando alla Provincia dell’Aquila, quando si era appena insediato il nuovo presidente Angelo Caruso, anche il fatto che rimanessero accese delle luci in alcune aule al secondo piano dell’edificio, uno dei tanti sprechi all’italiana. Dopo aver puntato i riflettori sulla struttura che andava in malora anche un movimento politico di estrema destra ha preso a cuore le sorti dell’istituto per filmare e testimoniare, a suo modo, lo stato di degrado in cui versa.

mariatrozzi77@gmail.com

Interni del De Nino Morandi dopo l’incendio di Maria Trozzi

Ultimi anni della scuola.  Istituto tecnico de Nino - Morandi Sulmona Report-age.comIl sequestro del complesso scolastico interessa i lavori di messa in sicurezza e adeguamento post terremoto. Lavori urgenti dopo il sisma del 2009 e finanziati nel 2011 con circa 5 milioni di euro, facenti parte di un progetto di poco più di 30 milioni per 9 istituti dell’aquilano, tra questi quelli di Sulmona. Nella lista dei plessi scolastici ricostruiti mancano ancora all’appello il liceo classico Ovidio e naturalmente l’istituto tecnico commerciale.

I finanziamenti per l’Istituto tecnico commerciale indicano che l’intervento è il terzo per consistenza finanziaria garantita. Il contratto d’appalto viene sottoscritto, dicembre 2012, dalla Ati Fin srl e Cosman srl.

Secondo la Guardia di finanza l’adeguamento dell’edificio scolastico sarebbe stato eseguito solo in parte e/o in maniera difforme da quanto progettualmente previsto, ma le imprese rispondono dichiarando la piena e conforme realizzazione delle opere e confermano di stare al passo col progetto, fatti che non corrispondono a quanto accerta però la magistratura inquirente aquilana. In breve, i lavori eseguiti sulle strutture avrebbero determinato pregiudizi statici alle ..stesse, tali da rendere addirittura non collaudabile l’opera realizzata e “come in realtà l’intera struttura non risulti allo stato attuale sismicamente idonea e quindi non possa ospitare in piena sicurezza gli studenti delle due scuole” si legge nel fascicolo d’inchiesta. 

La denuncia del subappaltatore. A gennaio 2014 uno dei subappaltatori denuncia alla Finanza le 2 imprese per carenze strutturali nelle opere di messa in sicurezza dell’edificio scolastico in questione e sul falso documentale dei lavori svolti. Viene sequestrato anche il corrispettivo spettante al subappaltatore Massimo Tomeo (Vasto-Ch), circa 250 mila euro e sullo stesso appalto anche l’impresa che realizzò l’impianto elettrico presentò un esposto, fu così indagato Emilio Pacella, 61 anni di Sulmona, responsabile del procedimento dell’appalto e Valter Specchio 57 anni di Accadia (Foggia), direttore generale pro-tempore della Provincia dell’Aquila, arrestato il 3 dicembre 2012, poi scarcerato, per un’altra inchiesta su appalti ed escort nella messa in sicurezza di alcune scuole superiori nell’aquilano.

La Provincia dell’Aquila ordina la chiusura delle sedi scolastiche raggruppate in un unico complesso. Il fattaccio costa 226 milioni di euro almeno per quanto deliberato dal Cipe nel 2009.

Il trasferimento a Pratola.  Il 20 ottobre 2014 scatta la decisione, poco concertata dalla Provincia guidata da de Crescentiis, di trasferire gli studenti degli istituti, commerciale Antonio De Nino e tecnico Riccardo Morandi, nell’edificio dell’Itis di Pratola, città guidata sempre dal presidente della provincia. Una decisione che segue, di 3 giorni, il sequestro della Guardia di finanza, sempre nell’ambito dell’inchiesta sulla messa in sicurezza del complesso scolastico di via Virgilia D’Andrea. Appare eccessivamente frettolosa la scelta e l’allora primo cittadino di Sulmona, forse sospettando un piano pro Pratola, interviene perché l’ente territoriale superiore non ha tenuto conto delle esigenze delle famiglie e dei ragazzi. Il sindaco Giuseppe Ranalli dichiara inoltre di aver avanzato 3 proposte alternative al trasferimento forzoso degli studenti, dice, respinteinspiegabilmente dall’amministrazione provinciale “Ho avuto l’impressione netta che tutto fosse stato già deciso, prescindendo dalla valutazione e dalla fattibilità delle soluzioni da noi avanzate” chiarisce Ranalli.

Sulmona si è fatta trovare di nuovo impreparata nel recuperare una sede alternitiva, in città, per i 320 studenti. Le indagini sono partite nel 2013 e l’inchiesta è conosciuta da dicembre, mese in cui sono stati eseguiti gli arresti, ma delle eventuali carenze strutturali del complesso di via Virgilia d’Andrea nessuno si preoccupa, anche se sono note. I primi di novembre 2014 i futuri ragionieri e geometri sono tutti a Pratola e lo sono ancora (2017). Scacco matto al capoluogo Peligno, le iscrizioni agli istituti si riducono di oltre la metà.

Progressiva ripresa. A maggio 2016 viene emanato un decreto per il De Nino-Morandi che prevede lavori in 2 lotti funzionali atti a consentire una progressiva ripresa delle attività didattiche nell’edificio di Sulmona, in funzione anche della futura risoluzione delle vicende giudiziarie. Nemmeno l’ombra di un operaio però tutti gli studenti che prima del 2009 frequentavano ragioneria e geometri sono finiti a Patrola e le iscrizioni agli istituti sono ormai al lumicino.

Sopralluoghi fantasma. Il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio De Crescentiis, esattamente il 10 novembre 2016, chiede di far aprire il cantiere per dei sopralluoghi e dichiara di aver chiesto alla procura della Repubblica dell’Aquila il dissequestro totale o parziale, o comunque la possibilità di accesso temporaneo all’edificio, cantiere dei lavori di ricostruzione, post terremoto 2009, delle ditte che vinsero l’appalto per l’intervento, rimaste poi invischiate nella lunghissima inchiesta, con arresti e denunce. Non si conoscono gli esiti dei sopralluoghi, per un rilievo dello stato di fatto della struttura che sarebbe necessario all’avvio dell’iter progettuale, perché non sono mai avvenuti dopo la richiesta di accesso temporaneo di novembre 2016. A quanto pare poi, la magistratura aquilana sarebbe disposta a dissequestrare il bene immobile, ma non si muove foglia.

Falsa partenza.La sera del primo febbraio 2017 la situazione sembra sbloccarsi per il De Nino Morandi con la discussione in consiglio comunale e l’annuncio di un esposto alla Procura della Repubblica dell’Aquila. Così un nuovo soggetto attuatore sembra sostituirsi alla Provincia dell’Aquila, per gli interventi di ripristino del complesso scolastico. La mattina seguente il provveditore Vittorio Rapisarda, all’Aquila, si rende disponibile per la riattazione e ristrutturazione dell’edificio scolastico in via Virginia D’Andrea, storica sede dell’Istituto tecnico commerciale Antonio de Nino. Il provveditorato interregionale d’Abruzzo, Lazio e Sardegna come soggetto attuatore dell’intervento, dovrebbe prendere  il posto della Provincia non in grado di portare avanti i lavori. Dal 2009 l’edificio attende di tornare almeno ad esistere. 

Una delegazione del Comitato del De Nino-Morandi, costituito per sbrogliare l’intricata matassa, il 19 aprile viene ricevuta dai vice procuratore Stefano Gallo e Roberta Avolio per esporre sui gravi ritardi nell’esecuzione delle opere di messa in sicurezza necessarie a rendere agibile l’edificio per riportare gli alunni a casa. I procuratori dichiarano che, sin da quando sono stati sollecitati in un analogo incontro del 19 novembre 2015, sono disponibili a non frapporre alcun ostacolo agli interventi necessari per mettere in sicurezza l’edificio. Per qualsiasi procedura avesse posto in essere l’ente appaltante, l’ufficio della procura si dice disponibile a consentire, con una prima istanza, l’accesso nella parte sequestrata dell’edificio per verificare quali lavori eseguirvi e, con una seconda istanza, all’esecuzione dei lavori nella parte sequestrata anche per rimuovere le difformità presenti rispetto al progetto originario. Al 28 dicembre 2017 l’edificio è ancora completamente chiuso, persino danneggiato dall’ incendio.

Si ringraziano per le immagini, gentilmente concesse, Sabrina Paolucci e Clotilde Iezzi

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Brucia la palestra della scuola per Ragionieri e Geometri di via D’Andrea

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