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Casini soddisfatta, ma a Palazzo Chigi la riceve de Giorgi, Gentiloni non c’è. Snam rassicura: Centrale Sulmona sicura e a basso impatto

Roma. Non l’hanno trovato a Palazzo Chigi e i 3 sindaci, 2 accompagnavano la prima cittadina  di Sulmona dimissionaria, Annamaria Casini, con Mario Mazzocca, sottosegretario d’Abruzzo con delega all’ambiente, sono stati ricevuti da Gabriele de Giorgi.

Aggiornamento

Le Camere sono state sciolte ieri, si torna alle urne il 4 marzo e Paolo Gentiloni non c’è a Roma. Oggi, invece di pensare al sindaco dimissionario alle prese con la centrale di spinta, che si aggiungerebbe alle 11 che la multinazionale dichiara di aver installato in Italia, Gentiloni twitta sui successi negli sport invernali, a Lienz (in Austria) dell’Azzurra Federica Brignone ricordando persino il trionfo di Dominik Paris a Bormio. De Giorgi, consigliere politico del primo ministro, ha ascoltato i 4 amministratori abruzzesi per oltre, oltre, mezzora, esaminando il documento sottoscritto dai 21 sindaci abruzzesi che attendono sotto il palazzo e nell’atto firmato evidenziano la contraddizione fra la realizzazione della centrale Snam e l’inserimento di Sulmona nel progetto del Partito democratico di Casa Italia sulla prevenzione sismica. Gli amministratori locali che accompagnano Casini non si dimettono, ma chiedono comunque di revocare la delibera del 22 dicembre con cui il consiglio dei ministri, proprio su proposta di Gentiloni, condivide i pareri favorevoli, con condizioni, espressi in conferenza di servizi nel procedimento di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio .. della Centrale di compressione gas di Sulmona, proposta dalla società Snam Rete Gas spa. Temperature sotto zero, pausa di Capodanno e festività in corso, l’iter che autorizza la centrale di compressione Snam a Case Pente, area a massimo rischio sismico (leggi qui) e soggetta al fenomeno dell’inversione termica (qui) è congelato per qualche giorno, non per altro. L’8 gennaio il governo riprenderà le attività e si scongela. Così la delegazione abruzzese tornerà a Roma, nella settima tra l’8 e il 13 gennaio, in base agli accordi presi nell’incontro con de Giorgi. Casini è soddisfatta, ma non è intenzionata a ritirare le dimissioni. “Oggi abbiamo avuto delle rassicurazioni sulla disponibilità da parte della presidenza del consiglio dei ministri a differire la materiale assunzione del decreto, che poi di fatto sancirà la conclusione del procedimento, subordinandolo ad un incontro che, come Regione Abruzzo insieme ai sindaci, avremo con lo stesso Gentiloni nella settimana che va dall’8 al 13 gennaio – chiarisce il sottosegretario regionale – Sulla vicenda della centrale di compressione Snam pesa come un macigno il decreto di compatibilità ambientale del 27.3.2011, con cui fu materialmente autorizzata l’opera sotto il profilo territoriale oltre che in ordine al rispetto di ogni tipo di vincolo sovraordinato: paesaggistico, ambientale, geologico, idrogeologico, archeologico ed in particolare sismico – spiega Mazzocca – Premesso questo, oggi siamo andati in delegazione con il sindaco di Sulmona Annamaria Casini e gli altri sindaci del territorio per evidenziare intanto il fatto che il consiglio dei ministri con la decisione del 22 dicembre ha di fatto avocato a sé la procedura per comporre il dissidio determinato dal diniego dell’intesa all’opera da parte della Regione Abruzzo oltre che degli enti locali coinvolti. Si parla appunto di materia concorrente ovvero, sul tema dell’energia, lo Stato, tramite il Governo, realizza le proprie infrastrutture dopo aver ascoltato i territori mediante il raggiungimento di specifiche intese. Quando non vi sono o addirittura sono di segno contrario, avoca a sé il procedimento, che passa dal ministero dello sviluppo economico alla presidenza del consiglio dei ministri. La decisione adottata il 22 dicembre, pertanto, per esplicare i suoi effetti necessità di un consequenziale atto – ossia il decreto del presidente del consiglio dei ministri – che ad oggi non è stato ancora assunto. Il secondo e dirimente aspetto, e credo che la presenza dei sindaci del territorio lo stia a dimostrare sta nel fatto che il IV tratto del metanodotto, ovvero il Sulmona-Foligno, non è stato ancora definitivamente autorizzato dal ministero dello sviluppo economico in quanto lo stesso ha dovuto concludere il procedimento dando atto del diniego all’intesa da parte della Regione Abruzzo oltre che di diversi enti locali coinvolti. Certamente, come abbiamo fatto verbalizzare in sede di conferenza conclusiva, ormai oltre un anno fa, faremo valere le nostre ragioni attraverso una puntuale e necessaria verifica della conformità di quest’opera alla vigente normativa in materia di usi civici. Risulta, infatti, che i soggetti titolati alla conduzione di questo diritto, ovvero i Comuni e le amministrazioni separate prevalentemente delle realtà locali della provincia dell’Aquila, non hanno dato il via libera. Anzi, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno avuto risposta di segno contrario attraverso un documento che ho personalmente promosso è coordinato con la maggioranza dei Comuni interessati dal tracciato del metanodotto. Credo che questo pesi in maniera importante sulla conclusione del procedimento tecnico-amministrativo e di definitiva approvazione dell’intera opera. Ricordiamo infatti che l’opera viene, per volere della Snam e del governo, scissa in 6 parti procedimentali distinte: i 5 tratti del metanodotto più la centrale di compressione Snam di Sulmona. I primi 3 tratti sono stati realizzati, non è stata realizzata la centrale, ma neanche il IV tratto che va da Sulmona a Foligno e lungo il cui tracciato si trovano appunto i terreni ad uso civico – su cui dovrebbe passare la condotta Snam – La vedo difficile da parte di chiunque, anche di un colosso come Snam, pensare di investire decine di milioni di euro per la realizzazione di una centrale di compressione in mezzo all’intera rete infrastrutturale senza avere poi la certezza di realizzare anche la restante parte di metanodotto – conclude mario Mazzocca – Abbiamo sfruttato le residue possibilità d’intervenire anche solo negli ultimi 3 anni di un procedimento generato da una richiesta del gennaio 2005 e che nel 2011 vide sancire la propria compatibilità ambientale anche in ordine alla valutazione del rischio sismico che, per quel che ci riguarda, è da riconsiderare in maniera puntuale e totalizzante”. Per giunta, dopo gli incendi di agosto la vegetazione su monte Morrone impiegherà 20 anni almeno per riprendersi e restituire ossigeno ai Peligni, così dicono tecnici ed esperti e l‘inquinamento di una centrale di compressione a metano, comprovato da oltre 100 medici per l’ambiente, è la mazzata finale per quest’area interna. In una nota intanto Snam rassicura: “Centrale Sulmona sicura e a basso impatto – titola la multinazionale -La centrale di compressione che sarà realizzata a Sulmona e’ un’infrastruttura del tutto analoga ad altri 11 impianti sicuri e a basso impatto ambientale da molto tempo attivi nel nostro paese. È nostra intenzione dialogare con le istituzioni e con le popolazioni del territorio per illustrare le caratteristiche dell’impianto e rassicurare che non esistono rischi per la sicurezza e per la salute dei cittadini”.

mariatrozzi77@gmail.com

 

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