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Da Gentiloni per una fascia. Italica: ‘A che pro? Parte la Campagna elettorale’

Sulmona (Aq). Rappresentanti in grado di affrontare la situazione, capaci di analizzarla e di spostare la battaglia su altri campi con azioni davvero efficaci a garanzia dei cittadini, questo occorre per Alberto Di Giandomenico, per non ridurre le aree interne ad arido corridoio di passaggio delle multinazionali e sulle dimissioni del sindaco, dopo l’autorizzazione della centrale di compressione del gas della Snam, il leader del Movimento Italica nutre seri dubbi per l’iniziativa di  domani: “Cosa ci va a fare Casini con altri 22 primi cittadini a Roma, da Gentiloni? A consegnare la fascia, ma a chi?” si sta perdendo di vista l’obiettivo.

Alberto Di Giancomenico candidato sindaco per Sulmona Report-age.com 2016“Non può più essere solo opposizione all’autorizzazione, già data ormai, per la centrale di spinta del metano della Snam, impianto fondamentale per il metanodotto Rete Adriatica – spiega Di Giandomenico – La centrale è stata autorizzata il 22 dicembre dal consiglio dei ministri proprio su proposta del premier, Paolo Gentiloni. É lo stesso a cui domani Casini vorrebbe restituire la fascia tricolore. Che farà, si dirà dispiaciuto della situazione? E poi? A cosa servirebbe il gruppetto di  sindaci che l’accompagnano e che comunque non si sono dimessi di fronte alle imposizioni governative che penalizzano i territori che amministrano. Ventitré dimissioni dalla carica di primi cittadini, preoccupati delle loro comunità per il progetto Rete adriatica, avrebbero fatto la differenza, avrebbero sicuramente preoccupato i vertici e sollecitato l’opinione pubblica e la stampa nazionale. Il problema continua ad essere visto per un solo Comune, dove si costruirà l’impianto, non si considerano le conseguenze del metanodotto su un territorio a massimo rischio sismico, intubato e ridotto a colonia. L’iniziativa farà magari sorridere i portatori di interessi che premono per la messa in opera della condotta e della centrale. Progetto strategico per un approvvigionamento energetico che, è vero, renderebbe indipendente dal gas russo, ma porterebbe l’Italia a dipendere dall’Azerbaijan, comunque è un’altra inquietante dittatura. Inoltre, se le capacità del territorio d’incidere sulle decisioni romane sono pari a zero dovremmo cominciare a farci rappresentare da politici influenti, unendo le nostre forze per le prossime politiche – sottolinea Di Giandomenico – Soprattutto, dovremmo insistere affinché riapra il procedimento del tratto del metanodotto Sulmona–Foligno con le condotte che attraversano aree a massimo rischio sismico, ad uso civico e su un bacino imbrifero d’importanza internazionale, quello delle sorgenti del Pescara. L’iter altrimenti si concluderà a favore della multinazionale se non andiamo oltre il No, ormai sterile e di facciata. È davvero possibile portare a casa un risultato utile con certe iniziative, quale battaglia intraprendere e a che livelli? – insiste Di Giandomenico – A tali quesiti dobbiamo rispondere unendo tutti i sindaci e organizzandoci. C’è una possibilità che le sceneggiate siano utili  all’obiettivo d’impedire che l’opera si realizzi sui nostri territori? Dovremmo chiederlo soprattutto alle senatrici Stefania Pezzopane e Paola Pelino e all’assessore regionale alle aree interne Andrea Gerosolimo. Si pecca di volontà e strategia. La battaglia si sposta nelle aule di tribunale con i ricorsi, anche per gli usi civici. Il nostro Movimento, Italica, chiede lungimiranza per valutare tutti gli sviluppi possibili derivanti dalla gravosa questione e così assicurare una vita serena alle popolazioni che oggi subiscono, ma la loro unica colpa e di vivere nelle aree interne, territorio nel mirino dei potenti, investito dalle condotte – conclude il leader di Italica – Casini non se la sente di portare avanti la partita a più alti livelli? É opportuno allora che non ritiri le dimissioni, ma che consenta alla comunità, quanto prima, di tornare alle urne perché si possa scegliere un rappresentante capace di affrontare la situazione in modo davvero incisivo e per l’esclusivo interesse della comunità”.

mariatrozzi77@gmail.com

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