Centrale Snam, Peligni all’oscuro. Parla Lolli presente all’Autorizzazione del Consiglio dei Ministri

Sulmona (Aq). La comunità Peligna è stata tenuta all’oscuro dell’imminente autorizzazione della centrale di compressione del progetto Snam Rete adriatica avvenuta venerdì scorso in Consiglio dei ministri. É accaduto tutto all’improvviso, a sentire oggi il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, presente in consiglio dei ministri quando si decideva. “Non seguo direttamente questa materia, la seguono il presidente Luciano D’Alfonso e il sottosegretario Mario Mazzocca che quel giorno, il 22 dicembre, stavano in consiglio regionale. Io stavo a Roseto al consiglio comunale aperto sulla vicenda della Rolli salpa – chiarisce Lolli – E da lì, m’hanno telefonato.. corri lì” ed è andato.

Aggiornamento

I cittadini non dovevano sapere, non perché considerati bambini cui fare la sorpresa, ma perché considerati sudditi che non devono intralciare il lavoro di chi li comanda” dichiara in una nota di 4 giorni fa il presidente dell’associazione Orsa Pro Natura Peligna, Clotilde Iavarone. Per questo  abbiamo chiesto a Lolli, oggi a Sulmona per l’intitolazione di una piazza a Carlo Autiero (politico sulmonese), perché la Regione Abruzzo non ha informato la comunità Peligna che il Consiglio dei ministri decideva per la centrale di compressione da realizzare a Case Pente il 22 dicembre. La delibera governativa, su proposta del premier Paolo Gentiloni, condivide i pareri favorevoli, con condizioni, espressi in conferenza di servizi nel procedimento di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio .. della Centrale di compressione gas di Sulmona, proposta dalla società Snam Rete Gas spa. Prima di riferire la dichiarazione del vice presidente d’Abruzzo una piccola considerazione va fatta. Non sarebbe cambiato qualcosa sapere dell’imminente decisione, ma l’indifferenza mostrata anche in questo passaggio prova, una volta di troppo, che il territorio è talmente marginalizzato da essere dimenticato persino della dovuta informazione che gli si deve su questioni gravi che lo riguardano. I rinvii delle conferenze di servizi convocate per il tratto del metanodotto Rete adriatica, quello che da Sulmona spingerà il gas a Foligno, sono stati salvifici. Questa volta però non è stato possibile, la Regione è andata e, a quanto sembra, era necessario conoscere e accertare ulteriormente la posizione, dell’ente territoriale, in merito all’impianto. La Regione ha ovviamente ribadito il no, negando l’intesa. Non è servito continuare per il progetto della multinazionale. La battaglia si sposta su un altro fronte e senza tanto rimuginare su quel che è fatto, bisogna cambiare strategia e guardare al futuro. “Non avevo cognizione che stesse avvenendo questa cosa. Non è finita la battaglia – rassicura il vice della Regione – Vediamo cosa possiamo fare. Il primo è il ricorso al Tar avverso la decisione” intanto però la centrale la costruiscono. Lolli crede però che gli usi civici su alcuni terreni impedirebbe d’installare i tubi a Paganica e dintorni e dissuaderebbe la multinazionale dal costruire l’impianto di spinta del gas naturale a Case Pente di Sulmona, nell’incertezza della realizzazione della condotta nella frazione aquilana. Gli usi civici riusciranno là dove non sono stai in grado i nostri rappresentanti per fermare il Rete Adriatica? Vedremo.

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