Carlo Autiero Sulmona Report-age.com 2017

E domani sarà Piazza Carlo Autiero

Sulmona (Aq). Siamo promotori e con l’ex consigliere comunale, Salvatore Di Cesare, ci siamo impegnati per ottenere l’intitolazione, a Carlo Autiero, di un’area della città. Avverrà domani alle ore 11 con una cerimonia ufficiale, nel quartiere Cappuccini, sul parcheggio che fiancheggia il centro servizi culturali dove si ricorderà lo stimato cittadino sulmonese. Quell’area domani sarà Piazza Carlo Autiero.

Carlo Autiero Sulmona Report-age.com 2017
Carlo Autiero

Le iniziative di Report-Age.com non si fermano qui. Non molliamo sulla questione dell’Agenzia di promozione culturale chiusa per basso indice di vulnerabilità e rimpiazzata con l’apertura di una sala di lettura presso gli uffici Inps. Teniamo sempre alta poi l’attenzione affinché si torni, presto, alla casa madre di piazza Venezuela per leggere, studiare e consultare libri in prestito. Nel frattempo, ci stiamo impegnando per l’intitolazione di un altro piazzale cittadino, su via San Polo, al maresciallo dei Carabinieri Franco Lattanzio, deceduto nell’attentato terroristico di Nassiriya il 27 aprile 2006. Giovane militare dell’Arma, onorato in tantissime località con l’intitolazione di strade, piazze e centri di aggregazione, nella città dei confetti Lattanzio non trova posto tra gli spazi verdi e grigi del capoluogo peligno. Nel frattempo ricordiamo Autiero e riportiamo un vecchio articolo nel quale annunciavano l’iniziativa d’intitolare uno spazio cittadino al politico sulmonese.

Chi è Carlo Autiero? Nasce a Sulmona, il 24.2.1916. Il padre, medico, aveva studiato a Napoli, nel colleggio della carità, con Benedetto Croce e il fratello Enrico.Compiuti gli studi superiori a Sulmona, si laurea in filosofia e pedagogia a Roma. Dopo l’8 settembre del 1943 si trova a Sulmona dove rifiuta il richiamo alle armi e si dedica all’opera di protezione dei prigionieri fuggiti dal Campo 78 di Fonte d’Amore e alla costituzione di una rete di collegamento tra antifascisti. Conosce e incontra Guido Calogero, antifascista confinato per molti anni a Scanno (Aq), dove la famiglia Ciampi era sfollata. “Calogero veniva spesso a casa mia perché in tutti i paesi dell’area cercava di entrare in contatto con quelle persone che erano critiche verso il fascismo _ricordava Carlo Autiero _ Io ho conosciuto Calogero sotto l’arco di Porta sant’Antonio, a Sulmona. C’era anche Mario Scocco e lo accompagnammo in casa di Angiolina Cipriani”. A Sulmona si era creata una rete spontanea di gente che si adoperava per l’aiuto ai prigionieri di guerra, spesso tenendoli nascosti in casa, sfamandoli e assistendoli. I nomi ricorrenti di persone direttamente impegnate nello svolgimento di compiti spesso altamente rischiosi erano: Mario Scocco, Carlo Autiero, Roberto Cicerone soprannominato Pezzone, Vincenzo Pistilli, Amedeo Liberatore. Nel marzo 1944 Carlo Autiero, con il Fratello Oscar, decide di organizzare la fuga nell’Italia liberata , oltrepassando le linee del fronte attraverso il Guado di Coccia. A loro si unisce anche Carlo Azelio Ciampi che a Scanno era in collegamento con Guido Calogero. Calogero affidò all’allievo Ciampi un manoscritto sul liberal socialismo che doveva essere recapitato a Tommaso Fiore a Bari. Proprio così Ciampi, assieme ai fratelli Oscar e Carlo Autiero, passò le linee per raggiungere gli alleati. La colonna di fuggitivi è guidata da Alberto Pietrorazio, soprannominato La Oss. Partono da Sulmona, attraversano il Guado di Coccia e si dirigono verso Casoli, dove si trovava il Comando alleato. La notizia dell’esito positivo della traversata sarà comunicata in codice a Radio Londra con la frase: “ Una stella sulla Majella”. Sospiro di sollievo per la famiglia Autiero a Sulmona, ai familiari di Ciampi la notizia arriverà in ritardo e farà molto preoccupare. Autiero raggiunge Bari dove si pone a disposizione del comando inglese. Nel dopoguerra riprende l’insegnamento e negli anni ’50 si dedica alla vita politica locale aderendo al Partito cmunista italiano,. È consigliere comunale a palazzo san Francesco. E’ eletto consigliere provinciale in rappresentanza del collegio di Pratola Peligna (Aq). E’ presente ininterrottamente, fino al 1988, quale consigliere comunale dove esercita il suo mandato con scrupolo e passione nella difesa dei più deboli, ottenendo il riconoscimento anche degli avversari politici. Legatissimo alla città che gli diede i natali e che difese in ogni circostanza. La sua attività nella resistenza trova attestazione nei seguenti riconoscimenti: Dichiarazione del maggiore Simpson dell’Allied Screening Commission del 27.6.1945, Certificato di gratitudine e riconoscimento firmato dal generale dell’Esercito Americano, Attestato di benemerenza firmato dal maggiore inglese Jones.

Una piazza a Carlo Autiero (articolo del 2014). L’area individuata potrebbe essere quella di via San Polo, uno dei popolosi quartieri della città dei confetti o quella che delimita l’abitazione di famiglia o ancora un piazzale in via Cappuccini. La richiesta appena protocollata colma un vuoto di anni lasciato. Amato e stimato per il coraggio e l’abnegazione Autiero avrà ben presto un’area intitolata. I parenti hanno accolto con favore l’idea così i tanti che ospitarono e aiutarono sfollati e perseguitati dopo l’8 Settembre 1943. Così fece anche la famiglia Autiero. La procedura per intitolare una piccola parte di Sulmona al caro amico di Ciampi è stata avviata grazie alla richiesta presentata, questa mattina a palazzo San Francesco, da Di Cesare. In base al Regolamento per la toponomastica cittadina siamo nei tempi, sono trascorsi più di 10 anni dalla scomparsa di Autiero, marzo 2004, che morì all’ospedale santissima Annunziata all’età di 88 anni. Carluccio, così affettuosamente chiamato dagli amici, era un fratello per il Presidente emerito della Repubblica (1999 al 2006) perché, rischiano la propria vita, lo accompagnò lungo il Sentiero delle libertà per garantirgli la salvezza nel passaggio che conduceva i partigiani oltre la linea Gustav, sulla Majella. La storia del presidente Ciampi s’intreccia con quella di Carlo Autiero, protagonisti del libro E si divisero il pane che non c’ era (ed. Laterza, Roma Bari 2003) a cura degli alunni del Liceo scientifico statale Enrico Fermi di Sulmona. Nel testo di ricerca interdisciplinare si raccontano le storie di molti inglesi sfamati ed aiutati dalle famiglie abruzzesi dopo l’ 8 settembre del ‘43. Figura preminente della resistenza antifascista e dell’impegno sociale dell’intero Abruzzo, Carlo Autiero fu ricordato più volte dal Presidente Ciampi come interprete vero della generosità abruzzese che condivise la sofferenza di quei lunghi anni di guerra quando Ciampi era alla macchia e con quel poco di pane disponibile veniva sostenuto e aiutato dai fratelli abruzzesi.

mariatrozzi77@gmail.com