Laboratori sul Gran Sasso ancora attacchi indiscriminati

Teramo. In breve, una delle poche strutture di ricerca scientifica di massimo livello, riconosciuta a livello mondiale, operante proprio in Abruzzo subisce attacchi incredibili e spesso ingiustificati nonostante sia a norma e si tra le più controllate. 

Serve di certo garantire comunicazione alla popolazione per le attività svolte e come al solito si esagera tanto da gettare nel panico intere popolazioni, troppo spesso creando falsi problemi. Quando gli  attacchi finiranno non rimarrà niente dei laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso che, continuando di questo passo, saranno spostati altrove, in Svizzera? Sì, se l’attrito tra popolazioni e ricerca scientifica si gonfierà grazie alle campagne denigratorie di ceti ambienti, per giunta poco esperti. Nei laboratori del Gran Sasso i 2 esperimenti Lvd e Borexino in cui si impiegherebbero 2 mila 300 tonnellate di sostanze pericolose non potevano essere installati per la presenza della captazione idropotabile, lo dice il Forum acqua. Inoltre il Piano di emergenza esterno rivolto alla popolazione per l’applicazione della direttiva Seveso sugli impianti a rischio di incidente rilevante risulta approvato nel 2008 già come provvisorio ed è scaduto da ben 6 anni, scrive in una nota il movimento che chiede di assicurare trasparenza, accesso alla documentazione e l’allontanamento delle sostante pericolose, secondo il gruppo, sarebbe stoccate in grande quantità nella montagna.