La Piastrina dell’Alpino Pizzocchia ispira a Castelvecchio importanti Progetti di Pace

Sulmona (Aq). La seconda guerra mondiale ha allontanato per sempre dalle loro famiglie bravi giovani, di umili origini che non hanno avuto il tempo di vivere davvero, di metter su famiglia e avere figli. Un legame tranciato di netto dalla crudeltà, dall’ambizione di partecipare al tavolo della pace con il proprio carico di morte. La guerra ha slegato il tempo, allontanato di molto le grandi distanze, ha deragliato il ricordo. Alla Pace il compito di recuperare dal male il flebile filo del bene, questa volta on line, ricucito attraverso la Rete, Internet, per restituire memoria e dignità a chi altrimenti sarebbe rimasto per sempre nell’ombra. Parliamo di un nome e un cognome su una piastrina di ferro che sarebbe finita magari nelle mani di un collezionista attento e scrupoloso, forse un appassionato di storia un po’ disordinato o un fanatico esperto nel maneggiare certi cimeli. Quale valore, per una cosina tanto delicata che racchiude la bellezza di una vita spenta troppo presto,  a confronto delle  mani frementi d’amore della madre terra e dell’abbraccio caldo, accogliente, delle Nostre montagne. 

Aggiornamento 1 e 2 e Archivio

Ce ne sono tanti ancora di dispersi nella steppa, troppi come Amelio Pizzocchia giovane alpino 21enne partito per il fronte russo e mai più tornato, morto lontano da casa purtroppo, dopo atroci sofferenze. Anche un parente del sindaco Pietro Salutari è ancora disperso nella nuda terra, in una landa desolata e immensa. Dove vince l’armata del freddo s’impone la divisione del vento gelido che a sferzare il cuore e assiderare il cervello impiega un momento. Attorno a quelle ossa pochi sparuti casolari come gli stazzi dei pastori sulla cima del monte Morrone, ricoperti di ghiaccio per intere stagioni, metri e metri di neve da poter raggiungere quasi la cima dei tralicci. Nella Steppa qualche sparuto avventuriero s’ingegna per una singolare caccia al tesoro e sbarca il lunario recuperando metallo da vendere on line. Trovano soprattutto piastrine, per i russi oggetti di poco valore, ma che danno da mangiare. Cimeli di guerra, oggetti personali dei militari che riemergono a Primavera inoltrata come spettri stufi di patteggiare una tregua con il generale Inverno. Intercettata in rete, dalla landa desolata, la piastrina del giovane alpino torna a casa.Il 27 dicembre si terrà una cerimonia ai caduti delle guerre e per l’occasione a Castelvecchio Subequo sarà mostrata la piastrina del nostro giovane Alpino Caduto nel secondo conflitto mondiale” l’invito del primo cittadino, Salutari, impegnato per il recupero della piastrina, precede l’obiettivo di portare i giovani studenti del paese a conoscere i luoghi più significativi della II guerra mondiale perché alla storia che insegna si devono affidare bravi studenti, generazioni consapevoli del male provocato dai conflitti. Il sindaco ha in programma anche diverse iniziative per recuperare altri oggetti appartenuti ai militari subequani che dal fronte russo non tornarono più. Certo, la loro Terra non dimentica, sono ricordati sul Monumento ai Caduti della ridente cittadina della valle Subequana, sulle lastre ora gelide. Il primo cittadino ha in mente però qualcosa di diverso, di buono. Per irrobustire una realtà importante come quella dell’Ecomuseo, sta pensando ad una sezione museale per esporre i cimeli e le immagini più significative dei figli della valle persi nelle tante guerre. L’intenzione è di creare uno spazio dedicato ai conflitti mondiali del secolo scorso e fino alla liberazione del 1945. Tutto in collaborazione con il volontariato del Servizio civile nazionale e delle scuole della Comunità montana sirentina. 

La piastrina di Amelio Pizzocchia, caporal maggiore classe 1921, è stata ritrovata ad una ventina di chilometri dal luogo in cui venne dato per disperso, dove persero la vita migliaia di giovani del IX Reggimento alpini, Battaglione l’Aquila. Come lui in 55 mila andarono a combattere in Russia, come lui in migliaia erano dispersi mentre cercavano una via di fuga per tornare a casa, soprattutto per quello combattevano. Di pochi recuperarono i corpi, gli oggetti personali, per Pizzocchia deceduto il 21 gennaio 1943  nel combattimento di Popowka, solo la piastrina, arrivata a 74 anni dalla morte.

La celebrazione del 27 dicembre alle ore 10.30, come commemorazione dei Caduti, sarà occasione per rendere il giusto omaggio ai militari che come il caporal maggiore hanno dato la loro vita in battaglia. Sarà il momento giusto per onorare perché proprio 70 anni fa è stata sottoscritta la Costituzione della Repubblica italiana. Alla celebrazione interverrà una rappresentanza del Battaglione Alpini L’Aquila con Picchetto d’Onore e la senatrice Stefania Pezzopane.

mariatrozzi77@gmail.com

I più non ritornano

di Giovanni Pizzocchia

 

Foto Gallery

 

 

Un pensiero riguardo “La Piastrina dell’Alpino Pizzocchia ispira a Castelvecchio importanti Progetti di Pace

I commenti sono chiusi.