Nuovo Rinvio della Conferenza di Servizi definitiva per autorizzare il Metanodotto Snam. Casini: ‘Rafforzeremo il Fronte del No’

Roma. La comunicazione è appena arrivata ai municipi e agli enti interessati dal progetto (ore 14). C’è ancora tempo per rispondere e organizzarsi perché è stata nuovamente rinviata la Conferenza di servizi che concluderebbe l’iter autorizzativo del metanodotto Sulmona-Foligno, segmento del progetto gasdotto e centrale di spinta Snam, impropriamente definito Rete adriatica. Amministratori dei Comuni e altri enti territoriali sono stati appena informati: l’incontro decisivo è rinviato a data da destinarsi. C’è altro tempo per organizzare il fronte del No e probabilmente la decisione di autorizzare cadrà sul governo che verrà, il 27 dicembre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dovrebbe sciogliere le Camere.

Il primo rinvio era stato ottenuto dal presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, che ha richiesto un posticipo della Conferenza di servizi fissata il 26 ottobre. La mancata indicazione della data per l’incontro successivo, sempre definitivo, faceva ben sperare per l’allontanamento temporale della decisione finale, sul devastante progetto, magari da inquadrare definiti i nuovi assetti istituzionali, cioè dopo le elezioni. Il 7 dicembre però amministratori e rappresentanti delle istituzioni vengono di nuovo convocati a Roma per il 14 dicembre, di nuovo per la Conferenza dei servizi sul metanodotto, tratto di 169 km da Sulmona a Foligno, presso il dipartimento della presidenza del consiglio dei Ministri, ma ad un giorno dal tavolo decisivo di nuovo un rinvio. Il governo non può mettere una pietra tombale sull’opera, ma non vuole nemmeno esporsi con un Sì, il momento è delicato, elettoralmente parlando. Meglio, è una buona notizia soprattutto per il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini: “Il rinvio ci consentirà di rafforzare il fronte del No. Potremmo fare ulteriori riflessioni per acquisire altri elementi utili a fermare il progetto. Probabilmente se ne riparlerà nella prossima legislatura e ci auguriamno che il prssimo governo sia più sensibile alle esigenze dei territori compromessi da questo progetto”. Bisognerà riprendere le redini della questione, mettere sul tavolo la questione degli usi civici di Paganica, del passaggio del metanodotto sotto i viadotti autostradali, del tracciato che con un tunnel passerebbe sul bacino imbrifero tra i più grandi d’Europa, e potrebbe compromettere le sorgenti del Pescara. Non ultimo il rischio sismico sottovalutato dalla Snam come evidenziato dalle note critiche sullo studio d’impatto ambientale (Sia) presentato dalla multinazionale sul progetto, impropriamente definito, Rete adriatica. Ieri a Sulmona, in aula consiliare, il geologo Francesco Aucone ha esposto parte della perizia tecnica che l’associazione ecologista Gruppo d’intervento giuridico ha inoltrato al presidente del consiglio, al ministero dell’ambiente, al ministero dei beni e delle attività culturali e sviluppo economico per riconsiderare il progetto.

mariatrozzi77@gmail.com

Archivio

Esplosione in Austria e la Situazione precipita in Puglia e Abruzzo. Italia intubata col gas Azero non dipenderebbe più dalla Russia