Esplosione in Austria e la Situazione precipita in Puglia e Abruzzo. Italia intubata col gas Azero non dipenderebbe più dalla Russia

Sulmona (Aq). Mentre il geologo Francesco Aucone critica la valutazione del rischio sismico dello Studio d’impatto ambientale (Sia) della Snam sul progetto Rete adriatica, per il tratto di 169 km del Sulmona-Foligno, la sala di palazzo San Francesco s’affolla di mille pensieri che si fanno strada tra il silenzio degli indifesi, dinanzi all’inevitabile. La situazione è precipitata davvero, oggi dalle ore 11 alle 18, per l’esplosione in una stazione austriaca di una condotta che trasporta gas russo all’Italia. Il bilancio umano dell’esplosione è purtroppo di un morto e di decine di feriti. É un’altra ragione che i vertici porranno innanzi giovedì (incontro rinviato) per autorizzare il progetto Snam, quello nato per vendere il gas all’Europa, ma definito strategico per gli approvvigionamenti energetici di non si sa chi! Da Brindisi a Minerbio, il metanodotto parte agganciandosi al Trans adriatic pipeline (Tap) in Puglia. Per giornalisti, politici e ministri ora servirebbe altro gas per riscaldare l’Italia perché l’incidente in Austria ha prodotto la chiusura del flusso di metano verso il nostro Paese, ma solo per 7 ore. L’erogazione di gas è ripresa alle ore 18 come dimostra il rilevamento dell’erogazione del gasdotto Tag (Trans gas austrian pipeline), di Tarvisio acquistato nel settembre 2014 dalla Snam.

Aggiornamento 1 e 2

Erogazione gas Snam ripresa ore 18 registrata da Tarvisio Report-age.com 12.12.2017
Fonte Staffettaonline

E le conseguenze vengono ingigantite ad arte nella lunga notte di Porta a porta “L’Italia non può più dipendere dalla Russia” sottolinea nel programma televisivo di Rai 1, condotto dal giornalista Bruno Vespa, il ministro dello sviluppo economico. Carlo Calenda dichiara lo stato d’emergenza eppure “Non ci saranno problemi nelle forniture del gas” precisa il ministro. La nebbia sulla Penisola si dirada se è vero che l’Italia può contare su 6 giorni almeno di riserve di metano, se è vero che siamo lontani anni luce dalla crisi Ucraina del 2009 e se è ancora vero che già da questa notte, informano le veline austriache, l’erogazione di metano per il Bel paese sarà del tutto ripristinata. Travolti dagli eventi e dalla informazione di regime?

Aggiornamento

Aucone e Margadonna foto Trozzi

L’incidente nella stazione (hub) di Baumgarten avrebbe provocato l’interruzione del flusso di metano, in arrivo dalla Russia, che passa per l’Ucraina e rifornirebbe la Penisola. Oggi in un modo ieri in un altro, ogni Inverno è buono per creare una crisi e convincere che i gasdotti fanno bene all’Italia, eppure i consumi di metano si riducono. É la stessa pseudo emergenza riproposta in più salse. In sala consiliare non si muore di freddo, non c’è un impianto a gas, ma un mega condizionatore d’aria elettrico. A casa camini, pannelli solari, generatori di corrente indipendenti fanno energia pulita che rifornisce decine di piccoli Comuni assieme a quella prodotta dalle montagne Calvario, di Cocullo e Anversa degli Abruzzi, da cui spiccano croci di pale eoliche del Golgota aquilano. Un morto e diversi feriti nel bilancio dell’esplosione del gasdotto austriaco che coprirebbe il 40% del fabbisogno italiano (leggi qui il numero di esplosioni che interessano i gasdotti, sino al 2015). Così il campanello d’allarme per l’approvvigionamento energetico risuona nel Bel paese con una campana a morto: è necessario rendere operativo il Tap in Puglia, questo però pagato dalla società, non dallo Stato come il Rete adriatica. Porta spalancata al metano azero da far approdare a San Foca e il ministro ne aggiunge persino un altro di gasdotto, sempre da saldare alla Puglia. Con le condotte del Tap e quelle del Rete adriatica, progetto Snam, s’intuberà ulteriormente l’Italia passando in area a massimo rischio sismico sugli Appennini, passando nel cuore dei crateri dei terremoti degli ultimi anni per vendere il metano all’Europa e non per riscaldare gli italiani, questa è la verità! Torniamo un attimo ai volti sconcertati di palazzo San Francesco, a quel misero puntino sulla carta della multinazionale dove Aucone ribadisce, al pubblico in sala, di aver contato ben 14 faglie seguendo il tracciato del metanodotto che con la centrale di compressione del gas, da costruire a Case Pente di Sulmona, spingerà il metano sino a Foligno e ancora oltre. Un progetto segnato con una riga e una penna tanto basta per eclissare le comunità delle aree interne. Per il geologo, nel progetto, la Snam ha sottostimato il rischio sismico in tutti e 2 gli approcci sia quello territoriale che strutturale. Un flusso continuo di domande: che fine ha fatto l’asso della manica di Mario Mazzocca, sottosegretario regionale con delega all’ambiente, perché quand’era il momento quei benedetti usi civici di Paganica non sono stati messi sul tavolo del ministero? Chi impugnerà innanzi alla Corte costituzionale la modifica di legge sulle modalità di esproprio per pubblica utilità necessaria a bypassare i vincoli imposti dagli usi civici? Che fine farà la valle Peligna dopo il 14 dicembre (incontro rinviato) o quando nella Conferenza di servizi definitiva tutti si saranno lavati le mani e la coscienza ribadendo il No al progetto, in attesa che la presidenza del consiglio dei ministri autorizzi il progetto. La battaglia è quasi persa e l’azione si sposterà tutta nelle aule di tribunale. Così, in attesa di sentenze e giudizi, i tubi passeranno e la centrale di spinta sarà costruita ed entrerà in funzione, beni immobili e fondi di deprezzeranno sino all’80%. Chi pagherà? Tutti noi nelle bollette e tante Grazie alla Snam!

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Ad un passo da Centrale e Gasdotto Snam. Retroscena del Rete adriatica

Anaconda d’acciaio di 687 km che da Massafra (Ta – Puglia) porta il gas naturale a Minerbio (Bo – Emilia Romagna) e attraverserà una decina di Regioni. Il progetto è stato dalla Snam vivisezionato, con diverse procedure di autorizzazione, per facilitare le procedure, salami slicing sistema condannato dalla Corte di giustizia europea  e anche dalla Regione Abruzzo. Per un’unica opera sono 5 i lotti fatti autorizzare. Il primo è il Massafra–Biccari, tratto da 194,7 km che sarebbe già stato costruito, poi il Biccari–Campochiaro (70,6 km), nel tratto da Campochiaro a Sulmona la Snam utilizzarà il gasdotto preesistente che corre lungo la fascia appenninica, il Transmed. Il secondo segmento da Biccari attraversa la Puglia, la Campania, il Molise ed è in via di realizzazione. Poi c’è il Sulmona–Foligno (169,2 km) e ancora il Foligno–Sestino (113,8 km) e, non ultimo per estensione, il Sestino–Minerbio (142,6 km).