Skip to content

Orso ucciso a Pettorano: Spararono 2 volte. Ascoltati i Consulenti di Parte Civile

Sulmona (Aq). Sono stati ascoltati stamane i consulenti delle parti civili, gli elementi emersi rafforzano ulteriormente il quadro indiziario, afferma l’avvocato di Wwf e Salviamo l’Orso, Michele Pezone. L’udienza proseguirà il 25 gennaio per ascoltare i testimoni della difesa e forse anche per la discussione finale del procedimento penale a carico dell’operaio 61 enne accusato di uccisione di animali di specie protetta, (articolo 544 bis del Codice penale) reato che prevede la pena massima di 2 anni di carcere. Il caso risale al 12 settembre 2014.

Procedimento orso Report-age.com 12.12.2017

Del Centro di medicina veterinaria forense di Grosseto, Rosario Fico ha eseguito l’autopsia sull’orso Biagio così ribattezzato da un’associazione che nascerà dopo questo triste episodio proprio per mitigare le tensioni tra la popolazione di Pettorano sul Gizio (Aq) e la specie. Sono state rilevate 2 lesioni d’arma da sparo sull’animale. “La prima non mortale – spiega il tecnico al giudice Marco Billi – Si tratta di ferite sulla parte anteriore” collo e testa. Dunque l’orso è stato colpito in 2 momenti differenti, le prime ferite erano in fase di cicatrizzazione, spiega il perito. Un unico colpo con più pallettoni, in gergo cartuccia da caccia grossa, è stato sparato alle spalle del plantigrado. Si tratta di una cartuccia calibro 12 (9 mm) per le lesioni che portarono alla morte del mammifero, esattamente utilizzata per la caccia al cinghiale. La conseguente lesione ha generato la peritonite che ha portato l’animale alla morte. “L’orso poteva anche essere fermo” quando è stato attinto, così risponde il consulente al chiarimento chiesto dal difensore, Francesco Zurlo. L’avvocato Pezone domanda del contenuto gastrico dell’animale: “Piume di gallina e mangime, l’orso si era alimentato nelle ore precedenti” spiega Fico. Dunque poteva essere in prossimità di un pollaio quando venne fucilato. Conferma il tecnico balistico, Paride Minervini: “L’orso è  stato attinto da 2 tipologie di proiettili, un proiettile di piccolo calibro da una parte della testa e poi dalla parte posteriore dei glutei” con 7 pallettoni di un’unica cartuccia. Queste 7 ferite furono determinanti, prodotte esattamente da 6 pallettoni in pieno corpo più uno di striscio. Altri 2 pallettoni sono stati recuperati dalle piante nelle adiacenze dell’abitazione dell’imputato, individuati con il metal detector dagli agenti del Corpo forestale dello Stato. Il giudice chiede se la coppia di pallettoni trovata sui fusti, adiacenti alla casa di Centofanti, appartenga alla stessa cartuccia che provocò la seconda lesione, la più grave. Di regola una cartuccia contiene una rosa di almeno 9 pallettoni. I 7 che colpirono alle spalle l’animale non sono stati mai confrontati con i materiali che compongono i 2 pallettoni trovati all’esterno della casa dei Centofanti. Senza questa verifica per i pallettoni vacanti è impossibile risalire alla cartuccia di provenienza e confermare che siano appartenuti alla stessa rosa di pallettoni che colpirono l’orso alle spalle. A differenza dei colpi esplosi dalle pistole la cui canna permette di caratterizzare il proiettile sparato. In breve i 7 pallettoni letali recuperati nelle spalle dell’orso non è confermato che appartengano alla stessa rosa dei 2 pallettoni recuperati tra la vegetazione. Manca purtroppo una verifica, in tal senso, che permetterebbe di accertare se il colpo, che si rivelò mortale, fu sparato proprio nei pressi della casa dell’imputato. Esaminate dall’elenco le armi sequestrate al signor Antonio Centofanti si chiarisce in aula che “Sono compatibili anche i pallettoni” ed è possibile dunque sparare entrambe le cartucce, piccolo e grande calibro, da una stessa arma in possesso dell’imputato. Difficile comprendere a che distanza dall’animale sia stato sparato: “Molto ravvicinata, 4/5/6 metri” spiega Minervini, una distanza comunque non superiore ai 10 metri. É la volta di Roberto Tirino, all’epoca comandante stazione dei forestali di Cansano (Aq): “Oltre alle ispezione dei luoghi siamo riusciti ad arrivare nei pressi dell’abitazione del signor Centofanti e con il metal detector abbiamo rilevato una prima e successivamente una seconda palla”(i pallettoni nota del blog). In quell’area abitavano, oltre alle famiglie Centofanti (nonno, padre e figlia) altre 4/5/6 famiglie” spiega il carabiniere forestale.

mariatrozzi77@gmail.com

Archivio

Parte il Processo per l’uccisione dell’Orso di Pettorano sul Gizio

Prima udienza uccisione Orso: Intervista a Pezone avvocato di Parte civile per Wwf e Salviamo l’orso

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: