Siepi Scomparse: è mistero a Sulmona. Forse Sequestrate dell’Anonima Ignoranza

Sulmona (Aq). In città accade spesso che scompaiano storiche aree verdi, siepi di pregio e alberi monumentali, l’ignoranza le tiene sotto sequestro. Quest’anno un’altra amara sorpresa questa volta nella ex caserma Cesare Battisti dov’è stata completamente abbattuta la siepe sempreverde semicircolare del monumento dei caduti. Per gli alberi ogni anno, in media, se ne fa fuori uno tra i poveri fusti rimasti del filare di Tigli di piazza Garibaldi e sull’antica gradinata dell’acquedotto Svevo. D’altronde insistono a capitozzarli in periodi e momenti inopportuni con interventi che mostrano tutta l’incompetenza di chi opera e di chi ordina, cosicché gli alberi si ammalano e la scusa diventa buona per abbatterli e pagare la ditta per i lavori, sempre soldi e alberi nostri sono!

Area della siepe con monumento caduti Report-age.com 2017Le siepi scompaiono, è un’ecatombe. É accaduto un decennio fa per la quercia che cingeva il monumento dei caduti di piazza Carlo Tresca. L’area fu risistemata  e la quercia fu sradicata come niente, come fosse da intralcio all’area che nei week end è ricolma di giovani. Eliminata alla stregua di una semplice siepe, eppure per mezzo secolo i competenti giardinieri del Comune avevano curato l’eredità, plasmando dolcemente i rami della solida pianta per farne un ornamento naturale attorno alle lastre monumentali sbiadite e da riscrivere. Al complesso militare di viale Mazzini, ceduto nel 2015 all’amministrazione comunale, sono bastati pochi anni per perdere l’immenso valore e il ricordo della storia che rappresenta. In questi giorni possiamo constatare di persona cosa è accaduto all’interno della ex struttura militare. Quod non fecerunt barbari, fecerunt barberini commenta Italo Giammarco, generale del’Esercito italiano, oggi pensionato, che con una locuzione latina confronta il prima e il dopo dell’ex caserma di Porta Napoli. Nel cortile interno è scomparsa una siepe che abbracciava il monumento ai Caduti della caserma Battisti, la definizione è del vescovo emerito di Sulmona Monsignor Giuseppe Di Falco. “Sradicata, distrutta senza motivo. Infatti non incide nella zona dei Musp – il generale da riferimento ai container(s) in cui sono sistemati gli studenti della Masciangioli, installati a pochi metri di distanza. Il punto avrebbe potuto rappresentare un’area verde di pregio, ma l’amministrazione comunale che ha ricevuto parte del sito in dono dal ministero della difesa, non ha saputo valorizzare. “Meno male che a suo tempo. nonostante qualche voce contraria, mi sono preoccupato di salvaguardare i pannelli. Ora sono in salvo nella Caserma Salomone a Capua, sede del 17° Reggimento addestramento reclute Acqui, il Nostro reggimento” conclude allibito Giammarco.

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