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Il sangue non basta, sempre più donatori ultratrentenni

Sulmona (Aq). Il sangue non basta, la sezione della città è destinata  a scendere, avverte Fernando Fantauzzi, il coordinatore. 

Nella 58esima giornata del donatore si fa un bilancio durante una cerimonia a palazzo della Provincia e si scopre che ci sono sempre più persone, oltre i 30 anni, che vanno a donare sangue. Di questo passo l’adesione alla sezione Vas della città dei confetti é destinata a scendere, avverte Fantauzzi. E si continua ad attaccare frontalmente il mondo dei social media, allungando le distanze dai giovani chiusi nelle loro camerette definiti da qualcuno in sala leoni da tastiere, sarà difficile allora convincerli a donare sangue. Si resta impantanati nel vecchiume, manca il coraggio di lanciarsi nella sfida imposta dalle nuove tecnologie. Presenti i consiglieri Mauro Tirabassi e Fabio Ranalli, uno rappresentante della Provincia l’altro del Comune e donatore da tempo. “Le cellule giovani sono quelle di cui abbiamo più bisogno perché le patologie colpiscono proprio loro”. Questo l’invito a donare rivolto ai ragazzi da Alessandra Colaiacovo, tecnico di laboratorio che proprio tra i banchi di scuola, grazie ad una campagna di sensibilizzazione, ha cominciato a desiderare di donare sangue e appena possibile l’ha fatto. La collaborazione tra le associazioni è un modo per moltiplicare i contatti per le donazioni ed è tutto a costo zero. Una nuova e importante collaborazione,  questa volta con la Croce rossa, permetterà con un mezzo, di raggiungere i posti più remoti come Ateleta e Castel Di Sangro, dichiara Fantauzzi che invita i volontari a convincere a donare anche rivolgendosi e familiari e amici. Un grande contributo al Vas Sulmona arriva anche dallo sport e dagli atleti allenati dal professore Luigi Carrozza, presidente dell’Amatori atletica Serafini.

A Castel Di Sangro il centro di raccolta di sangue, aperto nel 2000, è un punto di riferimento per 300 donatori dell’Alto Sangro, ospitato in alcuni locali dell’ospedale sangrino. Visti i tagli e l’emorragia di servizi delle aree interne, Domenico Caruso, coordinatore sezione Vas di Castel Di Sangro, teme per il centro. “Nei più recenti controlli svolti da una commissione della Regione per i locali occorre fare delle migliorie, a carico dell’Azienda sanitaria locale (Asl 1), così  per integrare le attrezzature e potenziare – prosegue – Il centro è  sottoposto a verifiche di funzionalità, ma la Asl non soddisfa mai le richieste che ne conseguono”. Si sentono trascurati, ma cosa accadrebbe in caso di chiusura? Caruso sottolinea che spostare anche solo una sacca di sangue costa circa 150 euro e 300 donatori non sono pochi. In ultimo, ma non per importanza, si parla del centro trasfusionale di Sulmona. C’é timore per tutto, in breve non c’e più Serenità e l’emorragia di servizi anche e soprattutto sanitari non si ferma.

mariatrozzi77@gmail.com

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