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‘Alcuna volontà di contrapporsi a Ricerca scientifica’ l’Osservatorio torna a chiedere sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso

Sull’esperimento Sox, l’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso ribadisce che non vi è alcuna volontà di contrapporsi alla ricerca scientifica, ma richiede, così come da 15 anni chiedono le associazioni ambientaliste, di garantire la sicurezza di un acquifero che rifornisce oltre la metà degli abruzzesi. 

“Le auto-rassicurazioni dell’Istituto nazionale di fisica nucleare non sono sufficienti, visti anche i precedenti” scrive in una nota l’Osservatorio costituito dopo il 9 maggio 2017 quando è stato vietato l’uso dell’acqua potabile erogata dalle reti della Ruzzo perché, in uscita, non era conforme. “Ricordiamo che a seguito dell’incidente del 16 agosto 2002, che comportò la dispersione dall’esperimento Borexino di Trimetilbenzene (o pseudocumene) ritrovato anche nelle fontane dei comuni costieri del teramano, i Laboratori nazionale di fisica nucleare furono sottoposti a sequestro a cui seguì un processo conclusosi, tra l’altro, con l’applicazione concordata della pena con patteggiamento nei confronti degli allora vertici dell’Infn e dei Laboratori – continua l’Osservatorio – Questo dopo che per molto tempo si era continuato a garantire la totale sicurezza dei Laboratori, nonostante le associazioni ambientaliste avessero evidenziato il susseguirsi di numerosi incidenti tenuti segreti. Per l’ennesima volta torniamo a ribadire: nessuno vuole fermare la ricerca scientifica, ma fino a quando la situazione dell’acquifero del Gran Sasso non sarà messa in sicurezza, il livello di rischio deve essere abbassato e non innalzato, ragion per cui le sostanze pericolose presenti nei Laboratori devono essere ridotte e non aumentate”. Prosegue la nota dell’Osservatorio indipendente dell’acqua del Gran Sasso: “Seppure in ritardo, finalmente oggi la Regione, la Strada dei Parchi e l’Infn ammettono che esiste un problema legato all’interferenza delle gallerie autostradali e dei Laboratori con l’acquifero: è responsabilità di tutti trovare subito soluzioni reali a questo problema nella consapevolezza che la tutela della salute e dell’ambiente viene prima di qualsiasi altra esigenza e che non potrà essere l’acquifero del Gran Sasso ad adeguarsi agli esperimenti dei Laboratori o alle esigenze dell’autostrada, ma viceversa. Ecco perché come Osservatorio evidenziamo nuovamente i ritardi accumulati e ribadiamo le richieste che portiamo avanti da mesi:

  1. A distanza di quasi sette mesi dall’incidente la Ruzzo Reti SpA non ha ancora messo in funzione il nuovo spettrometro che dovrebbe garantire controlli più accurati ed estesi sull’acqua prima che vada in distribuzione.
  2. L’Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale) dichiara di aver aumentato i controlli, ma vengono evidenziate le difficoltà dovute alla mancanza di personale e fondi.
  3. Non risulta che sia stato fatto nessun passo avanti verso l’eliminazione delle sostanze pericolose stoccate e utilizzate nei Laboratori, ma anzi si progettano ulteriori interventi con materiale radioattivo.
  4. Il protocollo firmato per migliorare le procedure di comunicazione in caso di lavori e interventi sotto il Gran Sasso alla prima prova reale è stato disatteso: la stessa Regione ha dichiarato di non essere stata messa a conoscenza dell’avvio delle procedure di verifica dell’esperimento Sox con le prove di trasporto di materiale radioattivo.
  5. Non risulta che siano stati approntati nuovi strumenti per gestire eventuali emergenze in maniera meno confusa di quanto avvenne in occasione dell’incidente dell’8/9 maggio quando gli stessi sindaci della provincia di Teramo dichiararono di non essere stati messi in condizione di informare tempestivamente i cittadini di quanto stava accadendo.
  6. Non vi è stata nessuna informativa circa la soluzione da adottare per mettere definitivamente in sicurezza l’acquifero a cui, peraltro, starebbero lavorando alcuni degli stessi operatori (Ing. Guercio su incarico Infn) che hanno già lavorato durante la gestione commissariale. A tal riguardo le informazioni che circolano sembrano portare soluzioni che non garantiscano la separazione dell’intero acquifero, ma al contrario comporterebbero la possibilità che i 700 mila cittadini abruzzesi possano subire un depauperamento della propria acqua e la potabilizzazione della stessa. E non sono accettabili soluzioni tampone finalizzate esclusivamente a risolvere i problemi di Laboratori e Strada dei parchi (società che gestisce l’autostrada le cui gallerie del Gran Sasso sono in prossimità della falda).
  7. L’ente Parco, con nota del 23 novembre inviata a Infn e Strada dei parchi, ha chiarito ogni nuovo intervento previsto all’interno dei laboratori sotterranei o delle gallerie autostradali, ad eccezione di quelli di ordinaria manutenzione, deve essere necessariamente e senza eccezioni sottoposto all’autorizzazione dell’ente ed al procedimento di Valutazione di incidenza ambientale in conformità a quanto disposto dal Dpr 357/1997 Regolamento di attuazione della direttiva 92/43/Cee relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche. Posizione che riteniamo importante proprio per la particolare procedura che prevede maggior partecipazione e trasparenza.
  8. Nonostante le rassicurazioni seguite alla manifestazione dell’11 novembre non è stato fatto alcun passo avanti sulla trasparenza e sulla partecipazione: continua infatti il divieto di far partecipare rappresentanti delle associazioni, come richiesto dall’Osservatorio, alla Commissione regionale e al Tavolo nazionale aperti sulla situazione di emergenza del Gran Sasso”.

L’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso torna a chiedere risposte rapide e convincenti su tutti i punti evidenziati, annunciando nuove iniziative se dalle istituzioni non dovessero arrivare risposte adeguate e conclude: “Restano aperte ulteriori questioni quali la procedura di Valutazione di incidenza sull’esperimento Sox, il ricorso annunciato dall’assemblea dei sindaci del teramano contro l’avvio dell’esperimento stesso, un più concreto ed esteso interessamento dei parlamentari abruzzesi alla vicenda”.

mariatrozzi77@gmail.com

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