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Esperimento Sox “Consultate esperti veri” è l’appello alla Stampa di chi non ne può più di ‘allarmismo radioattivo’

“E se fossero consultati esperti veri? Magari un fisico radioprotezionista…- sulle voci allarmanti diffuse per l’esperimento Sox, condotto nell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) del Gran Sasso, finalmente una giusta riflessione da parte di chi, di queste cose, se ne intende. Si tratta di Giovanni Damiani, già direttore tecnico dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta Abruzzo), soprattutto, è stato direttore Anpa, l’Autorità di sicurezza nucleare e per la radioprotezione. 

Aggiornamento

Gran Sasso Valle delle meraviglie foto Trozzi Report-age.com 29.10.2017

Gran Sasso Foto Maria Trozzi

Il tecnico interviene sulla questione della radioattività e della presunta contaminazione dell’acqua del Gran Sasso captata a poche decine di metri dal Laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso in cui si conduce l’esperimento sui neutrini. Damiani fa chiarezza e muove una giusta critica ad alcuni organi di stampa che si affidano ormai a sconosciuti ignoranti ed onniscenti che interpellati sulla questione, per un modo piuttosto sbrigativo di fare giornalismo, confondono persino le unità di misura da prendere in considerazione nel caso di specie. Non c’é l’abitudine di comunicare correttamente cosa si sta facendo, se esistono rischi e come questi siano tenuti sotto controllo, né le dimensioni effettive del problema, questo si rimprovera. Sull’esperimento Sox sono valse a poco le spiegazioni, in conferenza a Teramo, del responsabile Marco Pallavicini: “Assolutamente, non ci sono problemi o rischi per l’acqua. La sorgente è sigillata da un contenimento che è addirittura triplo, superiore a quanto richiede la legge perché i requisiti scientifici dell’esperimento sono più rigorosi di quanto la legge richiede dal punto di vista della protezione dell’ambiente e delle persone. Non ci sono rischi né per l’ambiente, né per le acque e né per le persone”. Al tavolo si spiega che il corpo centrale dell’esperimento è in Russia, da lì parte per arrivare sino ai laboratori del Gran Sasso. Le radiazioni emesse sono 1/5 di quelle di una normale radiografia e non causerebbero problemi. La falda acquifera sarà sigillata, così è stato chiarito, ma in pochi vogliono ascoltare e saperne di più.

Giovanni Damiani foto Maria Trozzi Report-age.com 21.10.2017

Giovanni Damiani  (foto Trozzi)

La critica che Damiani muove, anzitutto, è alle istituzioni per non aver curato, è l’ennesima volta, l’informazione corretta al pubblico. E nel silenzio parlano quelli che dicono stupidaggini, riferisce il tecnico. “Un po’ li capisco: la scienza non è democratica, e chi ne è refrattario non la capisce…e i più non si fidano più di nessuno. Però è l’unica che abbiamo e senza di essa non starei a scrivere su un sofisticato apparecchio, il computer, divenuto oramai un diffuso elettrodomestico, né potrei postare in Rete questo scritto e forse non sarei arrivato a questa età senza i progressi della medicina – scrive in un post nella sua bacheca Facebook l’esperto – Non facciamoci del male più del necessario, per favore. E non auto-denigriamoci: sulla radioprotezione questo Paese non ha nulla da imparare da nessuno. Sapete quanto materiale radioattivo é detenuto dai reparti di radiologia medica negli ospedali? E quanto nelle fabbriche per il controllo degli strati sottili o della perfezione delle saldature? Aboliamo gli Ospedali o quei reparti? Infine,  se le cautele autorizzatorie e di controllo vigenti in campo delle radiazioni ionizzanti fossero applicate a tutti i settori dell’ambiente (rifiuti ecc…), vivremmo in un mondo molto migliore. Firmato: uno che ha lottato, mai pentito, per la chiusura delle centrali atomiche per la produzione di energia elettrica in Italia .. – conclude il tecnico – la normativa ambientale ha copiato a man bassa le procedure per la sicurezza nucleare. Penso alla Via (Valutazione dell’impatto ambientale delle opere e dei progetti), ma anche ai modelli matematici predittivi della diffusione di inquinanti nell’aria, nell’acqua e nel suolo. Quelli che usiamo oggi per la difesa dell’ambiente da atomi (metalli pesanti) e molecole xenobiotiche, tossiche e bioaccumulabili, sono tutti modelli nati per la radioprotezione. Non confondere, quindi, la sicurezza e la radioprotezione con l’esercizio lucrativo delle attività nucleari. E tanto meno esperimenti con le centrali, con la fissione e con le bombe”.

mariatrozzi77@gmail.com

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Esperimento Sox, il Responsabile: ‘Non ci sono rischi per l’Acqua’.

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