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Dragaggi costosi, ma nessuno pensa alla Prevenzione che non costa e fa risparmiare

Pescara. Sono stati consegnati questa mattina, all’impresa Rcm Costruzioni di Sarno (Salerno), i lavori di taglio della diga foranea del porto di Pescara. Il lavoro di 10 mesi impegnerà risorse economiche regionali per 3 milioni e mezzo di euro. Contemporaneamente sarà realizzata la barriera soffolta a Nord della darsena commerciale. Nessuno ancora ha pensato d’investire sulla prevenzione per evitare i costosissimi dragaggi e l’interrimento dei fondali.

Immagine di copertina Maria Trozzi

Sarebbe una giornata storica per il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso: “Perché si concretizza un’opera attesa da anni sulla quale l’amministrazione regionale ha lottato in tutte le sedi, sfidando ostacoli e pastoie burocratiche che ne hanno rallentato la realizzazione”. L’intervento sarebbe necessario per restituire funzionalità al porto e recupererebbe la naturale azione di dragaggio del mare. Di dragaggio sa molto Giovanni Damiani, già direttore tecnico dell’Agenzia regionale per l’ambiente. Utili le sue considerazioni sul più recente intervento alla foce della Pescara, di metà novembre, ennesimo lavoro di ripristino della profondità del fondale e dell’agibilità del porto. Da anni si spendono milioni di euro, soldi pubblici, senza impegnarsi sulla prevenzione dell’interrimento e all’Arta proprio Damiani elaborò un piano per la prevenzione: “Mi fu perfino vietato di occuparmene – interviene in un post nella sua bacheca Facebook – Allora torno a suggerire un rimedio che non costa niente e forse per questo non è minimamente preso in considerazione: Non fare niente e lasciare fare alla Natura – il tecnico spiega –  Tutto il terriccio che porta in sospensione il fiume e che si deposita alla foce, è lo specchio dello stato delle sue sponde, disboscate, prive persino di protezione erbosa, fatte di nuda terra che crolla nella corrente. Quando piove poi è l’apoteosi della fanghizzazione delle acque fluviali. Diventa un fiume di fango. Parliamoci chiaro: il mestiere di un fiume è quello di portare ciò che ha eroso a monte e così ci dà gli arenili. Qui non si tratta di sabbia e la fanghizzazione è arrivata a depositare 30 cm di limi in un solo mese. Rimedio: basta porre un vincolo di tutela sulle sponde. La vegetazione fluviale è a rapidissimo accrescimento e in pochissimo tempo con la protezione del nastro costituito dalla coltre vegetale (fasce riparie tampone…o buffer stripis) la fanghizzazione è ridotta ai minimi termini. E poi, vuoi mettere a vedere un fiume che tornerebbe ad essere trasparente senza l’inquinamento fisico (perché di questo si tratta) di tutto quel fango? E ve lo immaginate quanti uccelli troverebbero rifugio nelle sponde? Sono ambienti a più alta biodiversità che si conoscono, sono la nostra Amazzonia. E se in quel nastro ci realizzassimo un percorso per pedoni e ciclisti? (vi assicuro che è compatibile) Infine, la Costituzione all’art. 9 non tutela il Paesaggio? Quale peccato abbiamo fatto per meritarci una classe politica che non ascolta e non fa neppure queste cose?”. 

Il costosissimo intervento su diga, porto e per la barriera soffolta consentirebbe di eliminare inutili sprechi di risorse pubbliche per mastodontici interventi di pulitura dei fondali, dichiara D’Alfonso. La Rcm procederà alla demolizione di un tratto di circa 70 metri della diga foranea nel tentativo di ripristinare il deflusso delle acque del fiume e dei detriti. Entro dicembre sarà completata la progettazione esecutiva dei nuovi moli guardiani, per un importo di circa 15 milioni di euro inseriti nel Masterplan. I cantieri potrebbero aprire già entro la prossima Primavera, annuncia il governatore. La Regione vorrebbe riqualificare l’infrastruttura portuale ritenuta strategica nei piani di sviluppo per l’Abruzzo.

mariatrozzi77@gmail.com

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