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Sicurezza. Animali a passeggio in Autostrada: la società fa orecchie da mercante alla richiesta di recinzioni più forti

Superabili da un bambino che muove i primi passi le reti che delimitano, non sempre, l’autostrada e la società che la gestisce, Strada dei Parchi, conferma l’indisponibilità a dotare alcuni tratti di recinzioni più alte ed efficienti, come chiesto da Salviamo l’Orso e Regione Abruzzo per rendere più difficile l’accesso in autostrada di  animali domestici e selvatici così per salvaguardare la sicurezza degli automobilisti. 

Reti danneggiate di recente segnalate da Salviamo l’orso

La permeabilità, passaggi per la fauna selvatica, è considerata nei progetti per la realizzazione di nuove vie di comunicazione in Africa, in molte regioni italiane, come in Piemonte, si programmano interventi per garantire recinzioni sicure sulle autostrade e attraversamenti per gli animali, in Abruzzo invece siamo ancora al Quaternario.  La sicurezza è a rischio se animali domestici e selvatici hanno ingresso facile in strade e autostrade. L’8 ottobre è stato segnalato l’attraversamento di un orso marsicano all’interno della rete autostradale (A25), nel tratto compreso tra Pescina e Cocullo all’altezza della galleria di San Domenico,. Non solo “Il  9 settembre 3 vacche occupavano la galleria di San Rocco nei pressi del casello di Tornimparte (fonte quotidiano.net), per non parlare della galoppata effettuata da un cavallo all’altezza del casello di Carsoli (Aq) verso il 15 ottobre – interviene con una nota l’associazione che tutela l’orso bruno marsicano (Slo) – A seguito di un nostro sopralluogo presso lo svincolo autostradale di Tornimparte, posteriore al rinvenimento delle mucche all’interno della galleria di San Rocco, lo stato della recinzione risultava in più punti fatiscente, (la rete abbassata dalla vegetazione, avrebbe permesso facilmente l’ingresso nella sede autostradale di qualsiasi specie animale che lo avesse tentato.) In quel tratto poi la presenza di animali domestici e fauna selvatica è particolarmente frequente poiché è presente un fontanile per l’abbeverata. Ricordiamo che in passato oltre agli innumerevoli casi di incidenti che hanno coinvolto cani da caccia , caprioli ed altra fauna ci sono stati già due investimenti fatali per l’orso il 30/04/1991 a Cocullo e  il 25/04/2013 a Tornimparte presso il km 89,100. Strada dei Parchi rispondendo alla nostra lettera in cui segnalavamo lo stato delle recinzioni in quel particolare tratto ci assicurava di aver provveduto alle necessarie riparazioni ma si rifiutava di prendere in considerazione qualsiasi rafforzamento o innalzamento delle recinzioni anche in tratti critici e limitati quale per esempio da sempre risulta essere quello tra Pescina e Cocullo ( appena 10 km includendo i due tratti da e verso Roma). Interpellato dalla nostra associazione anche il presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Antonio Carrara, conferma che dopo il recente sopralluogo effettuato congiuntamente da guardiaparco e personale della società autostradale i responsabili di Strada dei Parchi , al contrario di ció che la stampa regionale aveva riportato, hanno ribadito che non avrebbero intrapreso alcuna iniziativa relativa ad un rafforzamento delle recinzioni essendo le attuali a norma di legge  (art.15 della legge 157 del 1992 “Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio”). Purtroppo la casistica degli ultimi anni ha reso evidente l’insufficenza delle recinzioni cosi come sono configurate dalla norma vigente, specialmente nei tratti autostradali che attraversano aree critiche della rete dei parchi e delle riserve abruzzesi, ma a Strada dei Parchi questo non interessa e la situazione rimane cosi estremamente pericolosa non solo per gli animali  ma ancor di più per gli utenti dell’autostrada, infatti quale sarebbe potuto essere l’esito dell’investimento di una vacca in galleria lo scorso Settembre da parte di uno sfortunato automobilista. La società che gestisce la rete autostradale abruzzese non ha mai brillato per sensibilità ambientale, malgrado il nome di cui si fregi, ma la sicurezza dell’utenza dovrebbe essere la prima delle sue preoccupazioni per cui dovrebbe essa stessa farsi almeno carico di un’iniziativa con l’ente concedente (Ministero dei Trasporti) e la Regione affinchè il problema venga affrontato e risolto. Vedremo se la recente sentenza della Terza sez. civile della Cassazione costringerà la Società ad altro atteggiamento. A novembre 2013 Salviamo l’Orso incontrò i vertici di Strada dei parchi a seguito dell’investimento e dell’uccisione di un orso all’altezza del casello autostradale di  Tornimparte,  il risultato fu un rassicurante comunicato che purtroppo è rimasto lettera morta nonostante tutti i nostri tentativi di dar contenuto concreto a quei  buoni propositi. Fino ad oggi, non un singolo intervento da noi proposto per migliorare la permeabilità delle autostrade è stato preso in considerazione e la lettera appena ricevuta fa dunque il paio con quel comunicato, una vera e propria presa in giro” conclude l’associazione Salviamo L’Orso.

mariatrozzi77@gmail.com

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