Skip to content

Morte Guido Conti. L’ultimo respiro del Comandante con gli occhi verso la sua Sulmona

Pacentro (Aq). La Smart grigia perfettamente parcheggiata, preciso come solo lui poteva. L’auto vista lì già dalle ore 16, immortalata anche dopo, passate le 17, stesso punto, al margine di un canale dove dentro c’è tanta di quella immondizia da rendere la situazione ancora meno sopportabile. É morto a pochi metri da una discarica abusiva, una delle tante ferite inflitte alla montagna sacra di papa Celestino V, il monte Morrone, bruciato per una ventina di giorni tra agosto e settembre. Non è un caso, la scelta di quel posto, per Guido Conti,  generale dei Carabinieri forestali,  in congedo.

Il corpo a pochi centimetri da un mucchio di vecchie bottiglie e con attorno altri rifiuti, a ridosso di una piccola scarpata che si ricongiunge alla lingua d’asfalto. Lui detestava il degrado e allora perché. Immagino, vorrei alzare lo sguardo dal mucchietto di terra su cui si era seduto, vorrei guardare il panorama, mettermi in piedi da lassù e gridare che amava Sulmona, la città in lontananza, la sua grande passione e la sua continua preoccupazione. Esito a prendere quest’unica risposta, non alzo gli occhi, ma penso alla sua disponibilità, al fatto che non negasse a nessuno ascolto e consigli utili, al suo aiuto, alla sua attenzione per l’Ambiente, alle grandi indagini e soprattutto a quella della discarica dei veleni di Bussi. Al suo No ai rimboschimenti annunciati dalla Regione, così si è esposto nel convegno organizzato un mese prima. Più di un’ora da solo a spiegare dell’opera condotta dal padre, Ispettore Generale del Corpo Forestale dello Stato, a lavoro per realizzare griglie e piantare pino nero di Villetta Barrea (Aq) sulle montagne abruzzesi spelacchiate. É stato “Come costruire le piramidi d’Egitto” disse ancora “Finché c’è vita c’è speranza”.

Mercoledì Il blog Report-age.com pubblica la seconda parte dell’inchiesta sugli incendi, non se ne parla ed occorre tenere alta l’attenzione, Conti la sera è già a Sulmona, ha lasciato l’incarico alla Total, preso appena 15 giorni prima. Giovedì mattina lo incontro per caso al bar, è preoccupato, sta in compagnia di un avvocato. Venerdì nuvoloso, attorno alle ore 11 qualche raggio infilza il banco di nubi che opprime la valle da giorni. Inversione termica, aria gelida, ma qualche pilastro raggiante illumina la conca, per poco. Dal primo pomeriggio lo cercano, sono preoccupati non si trova. Prima delle 21 trovano il corpo: si è sparato da seduto, forse un fazzoletto tra la pistola e la tempia per non sporcarsi. La notizia raggela, ennesimo mal di testa. Sabato di affanni, l’inferno, domenica monte Morrone si mostra a pieno sole, affollato. É tutto ingarbugliato, le voci si rincorrono, gli scoop, la lettera, la famiglia, i Giornalisti e gli sciacalli, le divise e la camera ardente, i funerali lunedì. Le Procura indaga per istigazione al suicidio, a coordinare le indagini è il sostituto procuratore Aura Scarsella. Martedì sono finalmente sulla strada provinciale numero 13.

Transito chiuso causa pericolo caduta slavina, quasi intimidisce l’avviso del cartello giallo, ho alle spalle Pacentro e davanti Sulmona e sul punto di fare retromarcia si alza in volo un rapace, forse una poiana. La seguo, prende il volo verso la strada mezza mangiata da una frana. Provo a fare qualche scatto e mi accorgo di non avere ancora inserito la scheda di memoria. Così arriva gente sul percorso, auto e moto, di continuo. Dentro ad una vettura scura ci sono dei carabinieri, appena dopo su quella bianca una signora ha fretta, l’una passata ed è già tardi. Nel primo pomeriggio podisti e ciclisti affrontano la salita. Qualcuno sta sui fazzoletti di terra ai margini della provinciale dove sono stesi dei teli verdoni, un giovane su un albero spicca olive nere dalle piante, dalla scorsa fine settimana il costone è affollato anche per la raccolta.

Guido Conti sulla Morronese, qualcuno l’avrebbe visto sulla fascia franata della montagna mentre guardava incuriosito i cedimenti del monte. Quel giorno a Sulmona non aveva fatto nemmeno scorta di sigarette al tabaccaio di via Antonio De Nino, dopo le 7, ha comprato solo delle buste rettangolari da lettera e un francobollo da 96 centesimi. Ha chiesto persino una penna, ma non si è accontentato della  biro, una semplice Bic. É uscito da lì, pochi passi per il bancomat, inserisce la carta che resta lì. L’ultimo accesso su Whatsapp è delle ore 9.52, il profilo Facebook cancellato. Voleva far riformattare il personal computer. Un’ora e mezza abbondante di buio per ritrovarlo ai piedi del Morrone già verso le 11.20 quando qualcuno lo ha salutato. Cosa può aver fatto poi per circa 8 ore. Forse ha scritto, sul cruscotto sarebbero rimasti 3 fogli A4 fitti fitti di spiegazioni, per la famiglia e sulle ragioni del gesto. Probabilmente ha fumato, il pacchetto di Gauloises forse semivuoto. Intanto s’è fatto buio, in valle fa freddo. Guarda verso Ovest il comandante che ha dedicato alla Città di Sulmona la sua vita e la sua attenzione, sempre. Dal cumulo di terra, seduto con il suo completo blu, ha visto tra i cespugli un pezzo importante della Città, il campanile del complesso monumentale della Santissima Annunziata illuminato da luci arancioni, contraddistinto e definito in una notte che si fa tenebra.

mariatrozzi77@gmail.com

Archivio

Luci sul Morrone ferito da pascoli contesi e fiumi di denaro 15.11.2017

Incendi Morrone: Analogia tra roghi Piemonte e Lombardia, dice il Capo dei Vigili del fuoco di Sulmona dicembre 2017

Conti su rimboschimenti dopo incendi: se c’è Vita c’è speranza ottobre 2017

La relazione che fermò la biomassa a Bugnara (Aq), speranza ad Avezzano 1.10.2014

Un mese esatto dai roghi di via Avezzano: altra auto incendiata 7.12.2017

 

1 commento »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: