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Tari e Ragioniere in Comune, Uniti per Introdaqua: Cerchiamo Risposte non Mistificazioni

Introdacqua (Aq). Imbarazzanti ed infondate le dichiarazioni del sindaco, Terenzio Di Censo, sugli errori per il calcolo della Tari (Tassa per i rifiuti) così l’opposizione che bolla le affermazioni del primo cittadino anche come provocatorie e fumose, asserzioni  con cui si cerca la mistificazione dei fatti.

La replica di Uniti per Introdacqua alle risposte del sindaco: “Ricordiamo al sindaco che sono state segnalate, in passato, le possibili errate interpretazioni per il calcolo della Tari, ovviamente, giusti suggerimenti mai presi in considerazione. Ricordiamo al sindaco, che lo stesso gruppo di minoranza, ha evidenziato tempestivamente, numerosi errori per il 2017, riguardanti il numero degli occupanti per le case dei non residenti, considerati erroneamente 4 e non come correttamente 2 continua la minoranza del consiglio comunale – Ricordiamo, sempre al sindaco ed alla sua longeva maggioranza che, le 2 Interrogazioni sono state depositate esattamente il 6 ottobre con formale richiesta all’ufficio protocollo del Comune. Nella prima richiesta s’interrogava il sindaco sulla situazione finanziaria del Comune e, in particolare, in merito alle irregolarità riscontrate dalla Corte dei conti con riferimento al rendiconto di gestione anno 2014 e, per un disequilibrio di cassa per l’anno corrente. Anche questi, provvedimenti di particolare importanza, non sono stati mai portati a conoscenza del consiglio comunale, situazione inaccettabile ed intollerabile. Inoltre, nella seconda interrogazione, si chiedevano elementi e chiarimenti in merito alla determina del responsabile del servizio Finanziario, per supporto esterno all’attività di accertamenti dei tributi. Provvedimento non solo inopportuno, ma gli elementi richiesti con l’interrogazione avrebbero potuto confermare la presenza di gravissimi vizi di legittimità nella stessa determina con obbligo di revoca a tutela dell’ente e dei componenti della giunta. Quindi, in estrema sintesi, il sindaco ha avuto a disposizione tutto il tempo necessario a fornire le doverose risposte (la norma prevede 30 giorni) e non l’ha fatto e, sembrerebbe, come dichiarato alla stampa, non intenzionato a fornirle. L’inammissibile motivazione, data dal primo cittadino, per negare questi chiarimenti alla minoranza vengono attribuiti ad un provvedimento della magistratura, emesso nei confronti del ragioniere l’11 novembre comunque, dopo il termine ultimo concesso per fornire chiarimenti. La scappatoia utilizzata appare palesemente, assurda ed incongruente! Ad onor del vero, un sindaco dovrebbe (deve!) rispondere alle interrogazioni presentate, sulla base degli atti presenti in Comune e, non in base alla presenza dei ragionieri – conclude il portavoce e capogruppo di Uniti per Introdacqua, Mariano Silvestri  – Se il primo cittadino crede, in questo modo, di non fornire risposte, sbaglia. Dell’accaduto notizieremo tutti gli organismi sovracomunali, in tutte le opportune sedi, per la trasparenza ed il rispetto delle regole, come sempre fatto dall’opposizione, sempre e soltanto nell’interesse della collettività. Come spesso accade ad Introdacqua le colpe, con abili giochi di parole, vengono attribuite sempre ad altri. Se le azioni della minoranza serviranno a fare chiarezza, come già detto, che nessuno si offenda!”.

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