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Falde Gran Sasso da rendere sicure per 700 mila abruzzesi e chi ci pensa a Valle?

Pescara. Oggi sono state annunciate le prossime iniziative dell’Osservatorio indipendente  del Gran Sasso per una strategia d’azione per l’acqua sicura e trasparente alla fonte. Se si tratta di “acqua sicura e trasparente, alora occorre precisare che è acqua che scaturisce dal Gran Sasso anche quella a rischio a valle, in altre aree in cui scorre per arrivare a casa e dissetare migliaia di famiglie abruzzesi. Pericoli che presto si correranno per altri devastanti progetti, come quello della Snam, impropriamente chiamato metanodotto rete Adriatica che in realtà passerà sull’Appennino, in aree a massimo rischio sismico e con un tunnel nel bel mezzo del bacino imbrifero tra i più grandi d’Europa, a 2 passi dalle Sorgenti del Pescara.

Gran Sasso Valle delle meraviglie foto Trozzi Report-age.com 29.10.2017

Foto Maria Trozzi

Foto Maria Trozzi © Report-age.com

Foto Maria Trozzi

Il gruppo torna a chiedere alla Regione di aprire il tavolo tecnico sulla sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso alla partecipazione delle associazioni che lo compongono, tutte riconosciute dalla legge italiana come portatrici di interessi collettivi e diffusi garantiti dalla Costituzione. L’Osservatorio è stato contattato dal segretario generale dell’autorità di distretto idrografico dell’Italia centrale, Erasmo D’Angelis, che ha sottolineato come sia fondamentale il coinvolgimento delle associazioni della società civile nel tavolo nazionale nato per discutere della messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso.  Il movimento ha invitato il Comune di Isola del Gran Sasso, soggetto cui spetterebbe la Valutazione di incidenza ambientale (Via) sull’esperimento Sox, ad aprirsi alla collaborazione con le associazioni, oltre che con le altre Istituzioni, affinché tale importante strumento garantisca un esame approfondito e accurato degli impatti di questo esperimento sull’acquifero e sugli habitat tutelati da un parco nazionale e da siti di interesse comunitario appartenenti alla Rete Natura 2000 dell’Unione europea. L’osservatorio ha valutato positivamente l’impegno degli amministratori di essere pronti ad impugnare gli atti autorizzativi dell’esperimento. La necessità è di mettere in campo una vera e propria strategia legale su tutti gli aspetti legati alle interferenze tra acquifero, autostrada e laboratori affinché si possa garantire la salute degli oltre 700 mila abruzzesi che bevono l’acqua del Gran Sasso e la tutela dell’ambiente. L’invito ai parlamentari abruzzesi è di farsi promotori di un’azione decisa sui vari ministeri competenti affinché si possano accelerare sia il processo per l’individuazione della soluzione definitiva al problema dell’interferenza che l’adozione di misure immediate per l’azzeramento del rischio incidenti. “Su quest’ultimo punto vanno aumentate la qualità e la quantità dei controlli, ma soprattutto si deve agire sul materiale pericoloso fatto transitare, immagazzinato e utilizzato sotto il Gran Sasso – scrive in una nota il gruppo – Nei prossimi giorni scriveremo ai presidenti delle commissioni Ambiente di Camere del senato e dei deputati affinché i componenti delle 2 commissioni approfondiscano la problematica dell’acquifero del Gran Sasso anche attraverso apposite audizioni – concudono – È in gioco uno degli acquiferi più importanti d’Italia e non è pensabile che il Parlamento non se ne occupi”.

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Disseta 3/4 d’Abruzzo e con il Rete Adriatica Salgono a 3 i Grandi Rischi per l’Acqua del Gran Sasso

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