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Campus per Giovani Scienziati nel cuore del centro storico dell’Aquila

L’Aquila. Due premi Nobel all’Aquila, Barry Barish e Carlo Rubbia, per una giornata indimenticabile: la consegna alla comunità del campus per giovani scienziati nel cuore del centro storico, in pieno parco verde della villa comunale. 

É stato consegnato dal consiglio regionale d’Abruzzo e inaugurato alla presenza dei 2 fisici, il nuovo edificio che, da oggi, ospita il rettorato del Gran Sasso science institute (Gssi) la scuola di alta formazione scientifica che attrae talenti da tutto il mondo. L’edificio è il primo di quelli pubblici ristrutturati. Completamente recuperato, con tanto di isolatori sismici. Poco distante, l’hotel preso in convenzione dal Gssi per l’ospitalità e accanto al rettorato la mensa del consiglio regionale. Preziosa la testimonianza di Rubbia: “Ho vissuto varie fasi, sono stato associato al Gssi da parecchi anni, la fase importante e’ quella di oggi perchè il Gssi è in posizione di eminenza scientifica, trovo che sia una cosa molto importante, ora bisogna trovare fondi e soci per trasformare questa struttura in una cosa definitiva”. “L’Aquila città della ricerca e della scienza? É un’opportunità, bisogna concentrarsi sulla capacità di trovare ragazzi che possano utilizzare le risorse della scuola per portare avanti ricerche originali” ha concluso il Nobel italiano. Gli fa eco il collega Barish: “Il Gssi è una scuola di eccellenza pensata per il futuro di questa città. Attrae i migliori studenti dal mondo e anche dell’Italia è connesso alle ricerche che, per la parte fisica, si fanno nei Laboratori del Gran Sasso”.  A ricostruire il palazzo, in 3 anni e con 5 mesi di anticipo, è stato un raggruppamento temporaneo di 3 imprese che si è aggiudicato un bando pubblico che ha visto il consiglio regionale come stazione appaltante per circa 8 milioni e mezzo indetto nel giugno 2013. L’inizio dei lavori c’è stato nel settembre 2015 e terminati nell’ottobre 2017. Utilizzate tecnologie innovative tra cui un sistema di isolamento alla base, con 46 isolatori elastrometrici, 43 appoggi multidirezionali e una opera di restauro conservativo. “Sono qui per celebrare il successo del Gran Sasso science institute, in un territorio che è caduto e si è rialzato” ha detto il commissario per la Ricostruzione, Paola De Micheli. Una storia italiana molto bella, secondo il sottosegretario all’istruzione Vito Di Filippo, che invita a ripetere “perché in tanti luoghi del nostro Paese, dove ci sono state difficoltà così straordinarie, le milizie degli scoraggiatori militanti sono molto forti e attrezzate”. Dal canto suo il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, ha sottolineato che la presenza dei 2 premi Nobel “è un evento molto importante in questa città che ha un ruolo nel campo della scienza e della ricerca”.

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