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Default. Caccia alle streghe nei Comuni sull’orlo del precipizio. Editoriale

Sulle gravi condizioni economico-finanziarie in cui versano le amministrazioni comunali si potrebbe sbagliare, approfittando dell’occasione, per cercare un capro espiatorio puntando il dito sul ragioniere finito agli arresti domiciliari, appena ieri, per l’attività svolta come responsabile dell’area finanziaria dei Comuni di Scanno, Introdacqua e Rocca Pia. 

Tribunale di Sulmona manifestazione contro la chiusura Foto Trozzi Report-age gennaio 2014

Gli ammanchi nelle casse comunali di Scanno sono stati denunciati dal sindaco, Pietro Spacone, e sono tuttora in corso gli accertamenti per stabilire se risultino anomalie che potrebbero essere state determinate dall’incaricato, finito sotto inchiesta, per i Comuni di Introdacqua e Rocca Pia. Inoltre al ragioniere indagato l’incarico ad Introdacqua è stato assegnato da poco tempo. Forse si può discutere e criticare sull’opportunità di aver scelto  proprio quella persona, ma andare oltre è un azzardo. Il problema va ricercato altrove, in anni di gestione discutibile della cosa pubblica. Non ci sono soldi in cassa per tagli e pessima gestione della cosa pubblica così per i pagamenti, di ogni genere, si registrano gravi ritardi e alcuni comuni sfiorano il default. Gli amministratori hanno spesso l’abitudine di attribuire le colpe ad altri, alla minoranza consiliare che si oppone, alle passate amministrazioni, persino alla Corte conti, ma così si esagera.

mariatrozzi77@gmail.com

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