Skip to content

Strada facendo scoprirai che Camminare non è poi tanto Male

Sulmona (Aq). Riparate e appena dopo di nuovo bucate, franate e in alcuni casi persino sprofondate le vie di Sulmona, dal viale della Stazione a viale Mazzini è tutto un buco. E per il bimillenario ovidiano osiamo scrivere un verso di moderne metamorfosi: da buche a pozzanghere.

Il rimpasto di giunta non ci distrae dalle cose serie che premono, o meglio, affossano questo territorio. Il cambio nell’esecutivo locale non  è il problema, ma solo una conseguenza per Sulmona dove quasi tutti sono scontenti. Prima di parlare delle strade più devastate facciamo il punto per gli autorizzati a transitare su via Gramsci. Non è un circuito di formula 1 “Non siete centauri del rango di Cristian Micochero e la parallela di corso Ovidio non è Montecarlo. Sottolineatura dovuta: alla centralità della via, alla fama del pilota sulmonese e all’autorevolezza del personaggio, Antonio Gramsci. Oggi stanno ricolorando di bianco le strisce pedonali di via papa Giovanni XXIII, al fianco del tribunale. Correte subito a vedere, altrimenti non ci credete. Prima in classifica, questo mese, è via del Cavallaro, dove gli interventi di rifacimento del manto stradale risalgono ad aprile, circa. Poi c’è via Cavriani con una cabina abbandonata che dovrebbe essere una piattaforma di raccolta di rifiuti dove lasciano di tutto. Ancora, la poco distante via Carso, senza nulla togliere, a via Filippo Turati la strada che rischia di finire in una scarpata. Sotto però il fiume Vella lo hanno arginato sradicando alberi e vegetazione e pietrificando con reti i margini. Intanto si balla sulle strade della Stazione ferroviaria e alla periferia Sud della città non è raro che in auto qualcuno al volante avvisi: “Bucaaa.. – e appena dopo – ..buca con acquaaa”. Girando ovunque la situazione è devastante, non se la prendano a male i residenti delle vie che non abbiamo citato, ne sono troppe e ce n’è per tutti, lo sappiamo e lo sanno anche in via Maz(z)ara. E non puntiamo il dito nemmeno sugli interventi che magari dovrebbero consistere non in semplici rattoppi o solette, ma in qualcosa di consistente per salvare almeno quel che rimane della rete viaria (eufemismo) della città trasandata (verità). Si dovrebbe almeno cominciare a progettare. Solo per fare un esempio, via Lamaccio, rimessa a nuovo dicembre, a gennaio già presentava delle buche, così viale della Repubblica verso il ponte San Panfilo. Sui marciapiedi dell’area artigianale poi si potrebbe organizzare un safari. Via Fila e un cratere, ma a palazzo San Francesco forse ignorano il punto esatto, sia della via che del cratere. Soliloqui di manzoniana memoria si odono nell’area industriale con l’ultima rotatoria invisibile, al confine con Pratola Peligna, che prima dell’imbocco per le 4 corsie di notte è sempre una incredibile emozione da girare. I sampietrini mancanti a piazza Carlo Tresca fanno imbufalire le donne con i tacchi e qualche anziano patriota, appena prima della cerimonia del 4 novembre. Transenne, sacchi e birilli seminati qua e là per Sulmona, come ad avvisare che è zona di guerra e che un rischio permane anche in tempi di pace e ci può stare qualche buca. Uno sfacelo senza precedenti? No, è che abbiamo la memoria corta e ci fermiamo qui per non finire in qualche altra buca, spegnendo la terza candelina per lo sprofondamento di via del Cavallaro, auguri residenti.

Via del Cavallaro, dopo qualche giorno: rattoppo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: